CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 345/C6

USULA, in merito alla mancata disponibilità dei vaccini contro la Blue tongue (BT) per il trattamento degli animali del settore bovino.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la Sardegna è oramai da anni colpita dal fenomeno della diffusione della malattia comunemente chiamata Blue tongue (BT), ossia la febbre catarrale degli ovini, che è una malattia infettiva che colpisce le specie dei ruminanti ed è trasmessa da insetti vettori appartenenti al genere Culicoides;
- gli animali prevalentemente più colpiti sono quelli del settore ovicaprino nel quale la diffusione della malattia ha effettivamente provocato danni enormi a causa del moltiplicarsi dei focolai di infezione che hanno prodotto la decimazione di intere greggi con i conseguenti noti danni economici per le aziende e un consistente impegno di risorse pubbliche;
- il virus, nella sua patogenicità variabile, colpisce anche i bovini i quali, una volta infettati, presentano una fase viremica molto lunga (fino a 60 giorni post infezione), costituendo, pertanto, un serbatoio in grado di garantire all'infezione il superamento dei periodi di freddo invernale nelle zone temperate e di poter poi esplodere in tutta la sua potenza;

posto che:
- per arginare la diffusione del fenomeno infettivo necessitano una serie di azioni mirate e anche settorialmente trasversali in una visione organica della problematica e delle metodologie di contenimento ed eradicazione e, pertanto, le sole misure adottate con vaccinazioni dei capi ovini non sono di per sé sufficienti ad ottenere risultati soddisfacenti;
- sarebbero necessarie azioni massive programmate e controllate quali la metodica disinfestazione nelle aziende dei luoghi di riproduzione degli insetti e la vaccinazione anche dei capi bovini per il potenziale infettivo che possono rappresentare dato il ruolo di portatori di infezione trasmissibile;
- il solo divieto di movimentazione degli animali sensibili, come misura di restrizione e di contrasto previste dalla normativa vigente, ma senza un reale sostegno della Regione e del Servizio veterinario regionale attraverso la fornitura dei farmaci, non aiuta a scongiurare, di fatto, i pericoli di una riacutizzazione del fenomeno infettivo creando, nel contempo, danni economici alle aziende per l'impossibilità di vendere e commerciare capi non vaccinati o, in caso di forte ritardo nelle vaccinazioni, venduti sotto peso;

considerato che:
- perseguendo una politica di risparmio la vaccinazione dei capi bovini è stata posta a totale carico degli allevatori escludendola dai LEA;
- è stato denunciato da organizzazioni del comparto bovino il completo abbandono al proprio destino degli operatori che, purtroppo, non riescono a trovare sul mercato i farmaci, non solo dai distributori regionali, ma nemmeno da quelli extraregionali (come da verifiche in altre regioni quali Emilia Romagna, Lombardia e Toscana);
- per l'attuale mancanza di disponibilità del vaccino e per l'incertezza di una sua prossima distribuzione si paventa il rischio di un completo blocco della movimentazione extra regionale dei vitelli da ristallo e dei bovini da ingrasso, delle trattative e della vendita delle produzioni autunno-vernine per moltissime aziende agricole, già fortemente provate dalla crisi in atto, con i conseguenti gravissimi danni di carattere economico per le stesse che sono sottoposte a veri e propri "ricatti del mercato";
- non risulta che, allo stato attuale, la Regione abbia minimamente contribuito, nonostante le richieste degli operatori del comparto in tal senso, a farsi carico non solo della fornitura gratuita dei vaccini a garanzia di un Livello essenziale di assistenza, ma nemmeno, fatto ancora più grave, a prodigarsi per assicurarne l'approvvigionamento e la distribuzione, ancorché a carico degli allevatori, onde evitare pesanti conseguenze per il settore;
- la prevenzione della malattia rappresenta la via più idonea, efficace ed economicamente vantaggiosa per i privati e per le stesse esauste casse pubbliche;
- il costo dei vaccini, se l'agire dell'ente pubblico fosse stato tempestivo ed efficace, avrebbe comportato un notevole risparmio finanziario per le aziende che sarebbero state affrancate dalla speculazione messa in atto dall'azienda farmaceutica che agisce, peraltro, in regime di monopolio. Solo a titolo esemplificativo, una dose di vaccino acquistato dal Servizio veterinario del Friuli Venezia Giulia è pari a 0,90 centesimi a fronte dei 2,60 euro per dose richiesti agli allevatori sardi. Si aggiunga che resta a carico del Servizio veterinario la prescrizione e che, in mancanza di una fornitura gestita dall'ente pubblico, le aziende sono costrette ad acquisti per stock spesso sovradimensionati con conseguente giacenza di grandi quantità di vaccino inutilizzabile;

dato atto, che le dichiarazioni rassicuranti provenienti dall'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale sulla disponibilità dei vaccini e dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale sulle risorse disponibili per la vaccinazione anche dei capi bovini destinati alla movimentazione e vendita, si sono rivelate infondate per la sostanziale inerzia della Regione dato il pericolo paventato al riguardo sollevato dagli allevatori,

chiede di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se siano a conoscenza della grave situazione denunciata dagli allevatori del comparto bovino in ordine alla difficoltà di reperimento dei vaccini contro la diffusione della febbre catarrale degli ovini, comunemente chiamata Blue tongue (BT);
2) quali misure a carattere d'urgenza si intendano adottare per contrastare a livello regionale il riacutizzarsi del fenomeno infettivo e per impedire che allo stesso possano contribuire anche i ruminanti bovini;
3) se non ritengano opportuno, in una visione organica di misure da adottare a contrasto, prevedere la fornitura gratuita dei vaccini anche agli allevatori di capi bovini a garanzia di un Livello essenziale di assistenza e quali azioni si intendono porre in essere per assicurare l'approvvigionamento e la distribuzione degli stessi;
4) quali misure si intendano esperire, anche in termini ristoratori, per lenire i conseguenti gravi danni alle aziende che deriverebbero dal completo blocco della movimentazione extra regionale dei vitelli da ristallo e dei bovini da ingrasso, delle trattative e della vendita delle produzioni autunno-vernine.

Cagliari, 17 maggio 2018