CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 349/A

MANCA - UNALI - DESINI - CONGIU - CHERCHI sulla revisione delle aree non montane con vincoli naturali significativi ai sensi dell'articolo 32 del Regolamento UE n. 1305/2013.

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I sottoscritti,

premesso che, ai sensi dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013, è in corso il processo di revisione delle aree non montane con vincoli naturali (ANC);

considerato che tale attività è svolta dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per tutte le regioni italiane e che lo stesso ha fornito i risultati dello studio dei parametri biofisici per i comuni della Sardegna dai quali emerge che i comuni di Aidomaggiore, Sedilo, Boroneddu, Ghilarza, Soddì, Ottana, Dualchi, Noragugume e Tadasuni, attualmente comuni svantaggiati ai sensi dell'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1257/1999, perderebbero questa caratteristica in quanto oltre il 60 per cento della superficie agricola comunale non ricade in uno o più degli otto parametri biofisici di cui all'allegato III al regolamento (UE) n. 1305/2013;

verificato che l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale in collaborazione con l'Agenzia LAORE sta raccogliendo tutte le informazioni, da inviare al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per dimostrare che almeno il 60 per cento della superficie agricola comunale è interessata dalla presenza di uno o più degli otto parametri fisici di cui all'allegato III al regolamento (UE) n. 1305/2013;

constatato che l'Assessorato dell'agricoltura ha scritto in data 17 maggio 2018 ai singoli comuni chiedendo di individuare e fornire tutta la documentazione utile a scongiurare l'applicazione dell'allegato III al regolamento (UE) n. 1305/2013, compresi i dati contenuti nel Piano urbanistico comunale possibilmente in formato digitale e la geo-referenziazione degli eventuali campionamenti;

valutato che tutto il materiale atto a dimostrare che il comune è ancora in possesso delle caratteristiche di comune svantaggiato devono essere inviate dall'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali entro il 25 maggio 2018;

ritenuto che quanto richiesto ai singoli comuni sia a disposizione degli assessorati regionali e che, comunque, la regione come ente sovraordinato, abbia a disposizione sia i PUC di tutti i comuni interessati ma anche tutte le cartografie geologiche e dei suoli della Sardegna, nonché tutti i dati climatici richiesti con l'allegato III al regolamento (UE) n. 1305/2013;

considerato che:
- il processo di revisione delle zone svantaggiate e zone intermedie, iniziato con la riforma della politica comunitaria 2007-2013 su richiesta della Corte dei conti europea, va in direzione opposta a quella proposta dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in quanto, contrariamente a quanto richiesto, prevede l'individuazione di territori per rafforzare gli obiettivi ambientali e gestione del territorio, obiettivi, che si sarebbero dovuti raggiungere addirittura entro il 2010;
- perciò, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali avrebbe dovuto individuare ulteriori zone "caratterizzate da svantaggi naturali considerevoli con scarsa produttività del suolo o condizioni climatiche avverse, e nelle quali il mantenimento dell'agricoltura estensiva è importante per la gestione del territorio" (Regolamento del Consiglio (CE) n. 1698/2005, articolo 50);

accertato che buona parte del territorio dei comuni interessati alla revisione sono Zone di protezione speciale (ZPS) e habitat della gallina prataiola;

considerato che i comuni interessati dalla revisione ai sensi dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013 sono comuni del centro Sardegna che vivono una situazione di malessere con grossi problemi di spopolamento e con un reddito pro capite notevolmente al di sotto del resto della Sardegna;

valutato che:
- oltre agli elementi sopraesposti, nelle zone intermedie si dovrebbero considerare (criteri storici) anche gli indicatori socio-economici (zone caratterizzate da forte spopolamento);
- sia riduttivo, pertanto, adottare parametri che si basano esclusivamente sulla valenza ambientale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) se non ritengano necessario farsi urgentemente parte attiva con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali affinché applichi il regolamento (UE) n. 1305/2013 nella parte relativa alla revisione delle zone svantaggiate in modo coerente con gli obiettivi originari della riforma della politica comunitaria 2007/2013, ricomprendendo, di conseguenza, tra le zone svantaggiate anche i comuni di Aidomaggiore, Sedilo, Boroneddu, Ghilarza, Soddì, Ottana, Dualchi, Noragugume e Tadasuni;
3) se non ritengano sia inusuale, vista l'importanza che riveste il mantenimento di comune non montano con vincoli naturali (ANC), che vengano interpellati i singoli comuni, considerato il fatto che trattasi di comuni limitrofi, e non si proceda, invece, secondo la logica di convocarli a tempo debito per studiare e implementare una strategia di risposte al ministero;
4) se non ritengano necessario, anche rivedendo l'organizzazione generale degli assessorati, dare vita ad un vero sistema regione al cui interno siano assicurati un adeguato flusso di dati e informazioni ed un continuo dialogo tra i soggetti che lo compongono, in grado come tale di aggregare i dati in possesso delle singole strutture e al fine di rispondere in modo celere ed esaustivo alle richieste provenienti dai ministeri.

Cagliari, 25 maggio 2018