CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 351/C4

FORMA sull'interruzione da parte del gestore del servizio idrico ABBANOA Spa della prestazione pubblica di fornitura di acqua potabile nella città di Nuoro.

***************

La sottoscritta,

premesso che:
- con nota del 18 maggio 2018 inviata tramite PEC al Comune di Nuoro dall'ATS Sardegna ASSL di Nuoro veniva comunicata la non conformità dell'acqua in distribuzione nella rete idrica del capoluogo barbaricino ai valori di parametro fissati dal decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 (Attuazione della direttiva 98/83ICE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano),
- nella medesima comunicazione, l'ATS Sardegna informava che, a seguito di esami eseguiti dai laboratori ARPAS di Sassari su campioni prelevati in data 15 maggio 2018 nelle zone di Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Mameli risultavano valori dei trialometani non conformi a quelli stabiliti con il suddetto decreto legislativo n. 31 del 2001 e successive modifiche ed integrazioni;
- a seguito della sopraccitata comunicazione trasmessa dall'ATS Sardegna ASSL Nuoro, con ordinanza sindacale n. 098/18 del 18 maggio 2018, il sindaco del Comune di Nuoro vietava "l'utilizzo dell'acqua della rete idrica per il consumo umano diretto e per la preparazione di bevande e alimenti in cui rappresenti il componente principale, consentendone l'utilizzo per il solo lavaggio degli alimenti, per l'igiene della persona e della casa";
- a seguito ancora della medesima comunicazione trasmessa dall'ATS Sardegna ASSL Nuoro, con ordinanza sindacale n. 099/18 del 19 maggio 2018, il sindaco del Comune di Nuoro ratificava la precedente sua vietando l'utilizzo dell'acqua della rete idrica per il consumo umano diretto e per la preparazione di bevande e alimenti in cui rappresentasse il componente principale e consentendone, invece, l'utilizzo per il solo lavaggio degli alimenti, per l'igiene della persona e della casa limitatamente alle sole aree di zona Sant'Onofrio, zona Tribunale, Corso Garibaldi, zona Mughina, zona M. Jaca, giardini pubblici, Piazza Vittorio Emanuele, Via Manzoni, Via Catte, Via Gramsci, Via Convento e piazza Mameli;

considerato che:
- recentemente la stampa regionale ha dato voce alla protesta dei commercianti e, in particolare, a quelli del centro commerciale naturale del Corso Garibaldi, i quali hanno lamentato che, nonostante fossero decorsi diversi giorni dalle ordinanze, nulla era dato sapere sul ritorno alla normalità mediante ripristino del servizio pubblico di acqua potabile in rete;
- il soggetto erogatore del pubblico servizio in argomento, ossia Abbanoa Spa, con nota prot. n. 24731 del 18 maggio 2018 individuava le zone del disservizio ossia zona Sant'Onofrio, zona Tribunale, Corso Garibaldi, zona Mughina, zona M Jaca, giardini pubblici, Piazza Vittorio Emanuele, Via Manzoni, Via Catte, Via Gramsci, Via Convento e piazza Mameli;
- inoltre Abbanoa Spa, con nota del 19 maggio 2018 pubblicata sul proprio sito ufficiale, rappresenta che le origini di tale disservizio sono da attribuirsi alle abbondanti precipitazioni a causa delle quali vi è stato un peggioramento della qualità dell'acqua dell'invaso del Govossai; tale situazione ha determinato la necessità di incrementare le azioni di disinfezione dell'acqua distribuita nella rete idrica, aumentando il valore del trialometano;
- dalla data del 19 maggio 2018 non vi è stata più alcuna comunicazione da parte del gestore idrico;

ritenuto che:
- la mancanza di acqua potabile determina un grave disagio per le attività commerciali in genere e, in particolar modo, per quelle operanti nel settore della ristorazione, ricettività, bar e per le abitazioni private, nonché un aggravio dei costi, stante il fatto che, non potendo utilizzare l'acqua della rete per scopi alimentari, a questo incomodo/disservizio si deve sopperire mediante l'acquisto dalla grande distribuzione commerciale di acqua imbottigliata;
- potrebbero individuarsi risvolti di natura penale ex articoli 331 e 340 stante il fatto che il soggetto erogatore del pubblico servizio ne sta turbando la regolarità nel suo complesso, non essendo l'agire limitato all'interruzione della fornitura di acqua potabile su singole utenze per cause imputabili ai titolari delle stesse (per esempio la presenza di un guasto accertato o di morosità/inadempienza per mancato pagamento delle tariffe dovute), ma Abbanoa Spa sta inficiando il corretto funzionamento del servizio su vaste aree della porzione urbana della città di Nuoro non intervenendo tempestivamente al fine di risolvere il problema, senza comunicare le misure che eventualmente sta mettendo in campo a tal uopo, e/o i tempi del ripristino della normalità;

considerato che:
- i gestori delle attività commerciali di Nuoro lamentano, e su ciò non si può che concordare, di vivere in uno stato di totale disinteresse della propria situazione sia da parte del Comune, colpevole di non comunicare adeguatamente i risvolti della vicenda ed i tempi del ripristino della normalità, sia da parte delle istituzioni in genere che paiono non curarsi delle problematiche del capoluogo barbaricino;
- non è corretto caricare sui gestori delle attività commerciali, bar, ristoranti, strutture ricettive gli oneri di questa disfunzione in quanto, oltre a pagare i canoni dovuti per l'erogazione di un servizio che non viene reso o che viene somministrato in maniera discontinua, devono affrontare anche i costi necessari per l'acquisto di acqua potabile, necessaria la funzionamento delle attività,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici:
1) per sapere se intendano mettere in atto azioni volte a ripristinare la situazione di regolare e continuativa erogazione di un servizio pubblico primario quale la fornitura di acqua potabile destinata al consumo umano diretto e alla preparazione di bevande e alimenti;
2) laddove abbiano in animo di intervenire al fine di ripristinare la situazione di normalità nella città di Nuoro, quali azioni intendano mettere in atto presso il gestore del servizio idrico Abbanoa Spa affinché riattivi l'erogazione continuata dell'acqua potabile destinata al consumo umano diretto e alla preparazione di bevande e alimenti.

Cagliari, 31 maggio 2018