CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 387/C5

UNALI sulla grave crisi economica del comparto ovino e con esso quello lattiero-caseario delle piccole e medie cooperative.

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Il sottoscritto,

premesso che nel 2015, con la legge regionale n. 15 del 2000, la Regione autonoma della Sardegna è intervenuta con l'utilizzo di risorse pubbliche per dare stabilità economica al prezzo del latte riportandolo alla quotazione di 1,15 euro a litro;

considerato che:
- dopo il 2015 le grandi cooperative e i caseifici hanno incrementato la produzione di formaggio di tipologia pecorino romano di oltre il 40-50 per cento, sforando le quote loro assegnate e causando un'inflazione nel settore commerciale caseario;
- per via dell'inflazione dovuta alla sovrapproduzione il prezzo del pecorino romano ha avuto un calo di quotazione vertiginosa passando da 9 euro al kg a 4,80/4,50 euro al kg in appena 30 mesi;

vista la gestione schizofrenica delle quote di produzione del formaggio, rimpallata tra OILOS, Consorzio di tutela e Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, che ha prodotto questa situazione d'inflazione;

appurato che:
- le cooperative e i produttori che continuamente non rispettano le quote di produzione a loro assegnate vengono multate con un iniquo rincaro di appena 0,20 euro al Kg sul formaggio prodotto; il mancato governo delle quote di produzione del pecorino, che ne dovrebbero regolamentare l'ingresso nel mercato, ha causato una sovrapproduzione dagli effetti devastanti per le piccole e medie cooperative casearie;
- questo ha causato un abbattimento del prezzo del latte collocando la quotazione a circa 0,60-0,55 centesimi al litro;
- le banche stanno bloccando le erogazioni di risorse per il prestito d'esercizio alle cooperative;
- le numerose cooperative in difficoltà economiche, non avendo accesso al credito per il prossimo anno, sono costrette a vendere al ribasso le proprie scorte di formaggio per pagare gli istituti bancari, rinunciando di fatto, ai possibili utili essenziali per pagare i soci conferitori;

considerato che:
- l'attuale quotazione del latte non permette la produzione di utili per le singole aziende d'allevamento ovino comportando indebitamento e tensione sociale da parte degli imprenditori isolani;
- nell'attuale situazione, numerose cooperative casearie presenti in tutto il territorio sardo rischiano di chiudere la loro attività per via dei mancati utili causati dall'abbassamento repentino del prezzo del latte e della vendita a ribasso delle scorte di formaggio per pagare i debiti con gli istituti bancari e i fornitori;
- la chiusura di diverse cooperative causerebbe la mancata collocazione di oltre 13 milioni di litri di latte causando un enorme danno economico alle imprese agro-zootecniche,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, per sapere:
1) se siano a conoscenza delle problematiche esposte e della grave crisi economica e sociale che si abbatterà in Sardegna all'indomani della chiusura delle numerose cooperative e caseifici;
2) se intendano rifinanziare gli articoli 5 e 7 della legge regionale n. 15 del 2010 per acquistare 3 milioni di kg di pecorino romano e oltre 15 milioni di litri di latte che verranno prodotti nel 2019;
3) se non ritengano troppo iniqua la quota di penalità per la sovrapproduzione di pecorino romano fissata alla modica cifra di 0,20 al Kg, mentre sarebbe opportuno aumentarla ad almeno 2 euro al Kg onde scongiurare il tentativo da parte dei grossi industriali e cooperative del formaggio di sforare le quote di produzione del pecorino romano;
4) se ritengano doveroso richiamare il Consorzio di tutela affinché intraprenda dei controlli più analitici e imparziali sulle varie tipologie di prodotti che fanno concorrenza al pecorino romano.

Cagliari, 20 dicembre 2018