CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1021/A

INTERROGAZIONE CAPPELLACCI - PITTALIS - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sul riconoscimento della figura professionale dell'autista soccorritore.

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I sottoscritti,

premesso che:
- numerose attività previste nel mansionario per l'autista soccorritore del 118 esulano da quanto stabilito nel contratto collettivo nazionale per l'autista operatore tecnico specializzato;
- ciò vale in particolare per quelle attività che comportano un approccio diretto con il paziente, che espongono l'autista alla possibilità di errore oltre che ad eventuali rischi per la propria persona;
- l'autista soccorritore è altresì parte di un'equipe ed interagisce con sei medici e altrettanti infermieri, a rotazione;
- pertanto la diversificazione delle mansioni porta ad un'autonomia nella gestione dell'automezzo, ma nei fatti ad una collaborazione in numerose attività sul paziente;
- tali attività non hanno indennità legate al rischio specifico legato al tipo di mansione svolta, come rischio biologico, rischio stradale ecc. in quanto l'unica indennità corrisposta fino a maggio 2014 e successivamente revocata, denominata indennità di terapia intensiva, secondo l'ARAN era corrisposta illegittimamente in quanto gli unici destinatari possono essere gli operatori delle Terapie intensive (SAN 196); pertanto si richiede che venga individuata e corrisposta una indennità specifica relativa al settore della emergenza urgenza sul territorio;
- non sono attualmente previste delle attività di formazione per affrontare le difficoltà psicologiche connesse ad eventi traumatici, alle operazioni di soccorso in situazioni particolarmente difficili dal punto di vista emotivo;
- le attività non previste nel contratto non sono peraltro coperte dall'ente mutuante nel caso dovessero insorgere delle responsabilità in capo al lavoratore;
- quello degli autisti del 118 non viene considerato lavoro usurante, con conseguenze dannose sul piano previdenziale per gli operatori;
- tale circostanza incide anche sul ricambio generazionale, fondamentale per un compito che deve essere svolto da soggetti idonei a sostenere il carico lavorativo derivante dal ruolo di autista soccorritore;
- altri paesi europei hanno già riconosciuto la delicatezza del compito svolto dagli autisti delle ambulanze e delle relative responsabilità;
- i numerosi disegni di legge proposti in sede parlamentare per il riconoscimento della figura dell'autista soccorritore non sono mai arrivati all'approvazione;
- alcune regioni, come ad esempio il Veneto, hanno adottato delle leggi per il riconoscimento di tale figura;
- numerosi autisti hanno chiesto il riconoscimento delle mansioni superiori, con un trattamento corrispondente all'attività lavorativa svolta e nel tempo aumenta un contenzioso che potrebbe essere risolto con l'approvazione di giusti ed opportuni provvedimenti di legge;
- la rivendicazione degli autisti corrisponde altresì alla domanda di una maggiore qualità del servizio da parte dei cittadini;
- occorre superare le sperequazioni esistenti e scongiurare l'ipotesi di nuove sperequazioni tra regione e regione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali azioni intenda porre in essere al fine di sollecitare il Governo ed il Parlamento affinché la figura dell'autista soccorritore ottenga un pieno riconoscimento, con il superamento delle attuali disuguaglianze rispetto ad altre figure sul piano lavorativo, su quello delle responsabilità e sull'aspetto previdenziale;
2) quali iniziative vorrà attivare sul piano regionale al fine di conformare il contratto degli autisti soccorritori al mansionario effettivamente applicato per gli operatori attivi sul piano regionale.

Cagliari, 6 marzo 2017