CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1025/A

INTERROGAZIONE CHERCHI Augusto - CONGIU - DESINI - MANCA Pier Mario - UNALI, con richiesta di risposta scritta, per ottenere informazioni e sulle modalità di erogazione di ausili protesici standard con spesa a carico del Servizio sanitario regionale.

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I sottoscritti,

premesso che a fronte della contrazione subita dalla voce di spesa regionale per l'acquisto di dispositivi medici, come disposto dalla legge n. 135 del 2012 (spending review), la Regione dal 2012 ha messo in atto una serie di azioni di coordinamento tese a contenere la spesa per l'acquisto di ausili protesici di cui al decreto ministeriale n. 332 del 1999; in particolare, sulla base delle valutazioni effettuate anche in considerazione delle esperienze di altre regioni e alla luce della giurisprudenza fin qui consolidatasi sulla materia (Consiglio di Stato - sent. 1353/20081; Consiglio di Stato - sent. 5174/2013), la Sardegna ha convenuto che la realizzazione di procedure di gara di valenza regionale, per dispositivi protesici compresi nell'elenco 2 del decreto ministeriale n. 332 del 1999, se finalizzate alla individuazione di tariffe di riferimento, sono in grado di produrre un sensibile contenimento della spesa relativa all'acquisto dei suddetti ausili e al contempo riescono a garantire quella "capillarità della distribuzione, il rispetto di standard di qualità e la disponibilità di una gamma di modelli idonea a soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti", previsti dalla normativa cogente (cfr. articolo 8 del decreto ministeriale n. 332 del 1999);

preso atto della deliberazione della Giunta regionale n. 51/16 del 28 dicembre 2012;

considerata la deliberazione della Giunta regionale n. 47/10 del 25 novembre 2014;

vista la deliberazione n. 713 del 25 agosto 2015 del commissario straordinario della azienda capofila ASL di Sassari;

valutata la deliberazione del commissario straordinario n. 256 del 31 marzo 2016 dell'ASL capofila di Sassari;

constatato che dalle risultanze della gara in unione di acquisto di cui sopra (al pari di quanto già sperimentato in altre regioni: Regione Lazio - decreto del commissario ad acta 31 agosto 2016, n. U00254) è scaturito il primo nomenclatore tariffario regionale dell'assistenza protesica relativo ai dispositivi prescrivibili degli elenchi 2 e 3 del decreto ministeriale 27 agosto 1999, n. 332, approvato con deliberazione della Giunta regionale dell'8 novembre 2016 n. 60-14;

accertato che in Sardegna la fornitura di ausili protesici precedentemente alla gara in unione d'acquisto avveniva in maniera immediata e per mezzo delle officine ortopediche-sanitarie regolarmente convenzionate col Servizio sanitario regionale, che conta nel territorio regionale circa 50 operatori economici che si avvalgono di circa 500 lavoratori dipendenti, e che in relazione al diritto di libera scelta, il paziente aveva la facoltà di scegliere la sua officina ortopedica di riferimento per l'erogazione del servizio protesico;

ritenuto che questa nuova erogazione di ausili non potrà più avvenire in maniera diretta e immediata al paziente poiché dalle risultanze di gara si prevede un iter amministrativo di distribuzione pari a 10 giorni lavorativi come previsto dall'offerta di gara incidendo così nei singoli casi su un costo di ricovero del paziente che si protrae rispetto ai tempi medi di degenza;

rilevato che dalle risultanze di gara e dai vari documenti non si fa nessun riferimento alla tutela di questi operatori economici locali, togliendo di fatto sia la possibilità al paziente di poter esercitare il proprio diritto di libera scelta e scegliere il proprio operatore sanitario di riferimento usufruendo così di un servizio immediato, sia la possibilità agli operatori economici locali di poter continuare la propria distribuzione di ausili come storicamente avveniva;

considerato, inoltre, che il bando di gara prevede una spesa regionale di circa 20 milioni di euro e che in base all'aggiudicazione definitiva questi vengono pressoché assegnati ad operatori economici fuori dal territorio regionale, che tutti i decreti di approvazione del nomenclatore tariffario hanno sempre implicitamente richiamato il principio di libera scelta del paziente e le modalità di esercizio dello stesso, attraverso la scelta incondizionata della officina ortopedica di sua fiducia (tra quelle convenzionate/accreditate dal Servizio sanitario regionale);

esaminata la giurisprudenza amministrativa consolidatasi sulla materia, che ha ribadito che il principio della libera scelta debba essere comunque tutelato anche in occasione dell'espletamento delle procedure ad evidenza pubblica per l'erogazione dei dispositivi inclusi nell'elenco 2 del decreto ministeriale n. 332 del 1999 (Consiglio di Stato - sent. 2818/2010; cedenza a carico dell'assistito che abbia scelto una marca diversa. Consiglio di Stato - sent. 1353/2008; TAR Campania - sent 9466/2008; TAR Campania - sent 9418/2008; TAR Campania - sent 5695/2007), e i pareri espressi in sede consultiva dall'Antitrust (parere 8/7/97; parere 24/3/99),

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) se la Regione intenda regolamentare la possibilità, in base alle risultanze di gara e quindi applicando i prezzi di riferimento così individuati nel nuovo nomenclatore tariffario regionale degli ausili come riportati in deliberazione n. 60/14, aprendo la distribuzione agli stessi operatori economici locali e poter continuare la loro distribuzione qualora un paziente, applicando il diritto di libera scelta, scelga una officina ortopedica locale di riferimento anche a tutela della economia che inducono questi operatori economici;
2) se il lotto di gara n. 8 del disciplinare abbia come oggetto il servizio di sanificazione, manutenzione, consegna e ritiro ausili, quest'ultimo in riferimento agli ausili più complessi facente parte dell'elenco 1 dell'attuale nomenclatore tariffario secondo il decreto ministeriale n. 332 del 1999, individuando per questo genere di ausili la figura professionale sanitaria di riferimento quale quella del tecnico ortopedico citata anche dallo stesso disciplinare all'articolo 12.7 riportante la dicitura "Per gli Ausili di cui all'Elenco 1 del D.M. 332/99, che necessitano di allestimenti personalizzati, il servizio deve comprendere l'idonea assistenza prestata da un tecnico abilitato che provvederà ad adeguare l'Ausilio secondo le caratteristiche del paziente e secondo le indicazioni del medico prescrittore."
3) quale sia la modalità di erogazione specifica prevista dal contratto di gara a rispetto della normativa vigente in materia per l'erogazione di questo genere di ausili più complessi e se questa modalità preveda tutto l'iter tecnico prescrittivo previsto dalla normativa a tutela del percorso tra medico specialista prescrittore, tecnico ortopedico abilitato e paziente, rimarcando in questo caso, come fra l'altro previsto in maniera più specifica dai nuovi LEA, la possibilità al paziente di rivolgersi alla propria figura sanitaria di riferimento come quella del tecnico ortopedico di propria fiducia che in questo caso provvede, insieme allo specialista, ad una valutazione ancora più complessa per l'assegnazione dell' ausilio più idoneo e fondamentale per la sua vita;
4) come mai a seguito di numerose richieste ufficiali da parte della categoria dei tecnici ortopedici e delle loro riconosciute associazioni di categoria, inoltrate all'Assessore, al direttore generale dell'ATS e ai vari direttori di ASSL, con la richiesta di un incontro urgente a seguito delle numerose difficoltà riscontrate per la nuova erogazione degli ausili e a seguito delle difformità da parte delle singole ASSL ex ASL rispetto alla deliberazione della Giunta regionale n. 60/14, nessuno di questi riferimenti istituzionali abbia dato risposta alla categoria o fissato un incontro tecnico in nome della massima trasparenza per avere un riscontro con chi fino ad oggi ha erogato questo servizio;
5) come mai all'interno della Regione molte ASSL non hanno ancora adottato i conseguenti atti o non sono ancora in piena operatività contrattuale rispetto alla deliberazione regionale, impedendo una distribuzione corretta ai pazienti aventi diritto che aspettano da mesi i propri ausili protesici non potendo neanche rivolgersi alle proprie officine ortopediche di riferimento.

Cagliari, 7 marzo 2017