CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1041/A

INTERROGAZIONE PINNA Rossella - COZZOLINO - COLLU - FORMA - MELONI - MORICONI - DERIU - TENDAS - COMANDINI - SOLINAS Antonio, con richiesta di risposta scritta, per chiarimenti in ordine alla posizione assunta dalla Regione in merito al sostanziale ridimensionamento del Fondo per la non autosufficienza e per le politiche sociali.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il Fondo nazionale per la non autosufficienza (FNA) è stato istituito nel 2006 con legge 27 dicembre 2006, n. 296 (articolo 1, comma 1264), con l'intento di fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti al fine di favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio, evitando il rischio di istituzionalizzazione, nonché per garantire, su tutto il territorio nazionale, l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali;
- tali risorse sono aggiuntive rispetto a quelle già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle regioni, nonché da parte delle autonomie locali;
- dal 2015, proprio per la sua importanza e per le ricadute in ordine al contesto socio-sanitario, il Fondo è stato reso strutturale con una dotazione di 400 milioni di euro;
- con la citata dotazione, assegnata in prima battuta, si è realizzato un primo importante passo in avanti per l'avvio di un percorso di stabilizzazione delle risorse, a decorrere dal 2015, con l'intento di aumentarne la dotazione e consentire al Ministero di definire i livelli essenziali delle prestazioni per le persone non autosufficienti (LEA) nonché garantire che il fondo diventi un valido strumento per la realizzazione degli obiettivi prefissati;

premesso altresì che:
- già in occasione della V Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, tenutasi a Firenze lo scorso mese di settembre 2016, il Presidente del Consiglio e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali avevano preso pubblicamente l'impegno e dichiarata la volontà di aumentare le risorse del fondo riconoscendone l'importanza e l'insufficienza delle somme finora stanziate;
- gli intenti sull'aumento del fondo sono stati ribaditi, peraltro, in più occasioni dal Ministro del lavoro, anche in occasione di un incontro avvenuto lo scorso 30 novembre 2016 con i malati di SLA;

considerato che:
- con la nuova legge di bilancio (legge 11 dicembre 2016, n. 232), il FNA è stato incrementato di 50 milioni di euro annui, a decorrere dal 2017;
- tale importo andrebbe a sommarsi ai 150 milioni di euro annui previsti dalla legge di stabilità 2016 e ai 250 milioni di euro annui previsti dalla legge di stabilità 2015, per un totale di 450 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, cui si aggiungono 50 milioni di euro ricavati dal cosiddetto decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243 sul Mezzogiorno, che all'articolo 5 incrementa lo stanziamento del FNA per il 2017 di 50 milioni di euro, per un totale di 500 milioni di euro;

appurato che:
- contrariamente alle previsioni, per l'annualità 2017, secondo il Ministro degli affari regionali, in forza dell'intesa del 23 febbraio 2017 raggiunta tra Governo, regioni e province autonome sul documento concernente il contributo alla finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario per l'anno 2017, pari a complessivi 2 miliardi 691 milioni di euro, parte di tale contributo, pari a 485 milioni, andrà a gravare sui fondi trasferiti dallo Stato alle regioni;
- ne consegue, pertanto, che il Fondo nazionale per la non autosufficienza passerebbe da 311 a 99,7 milioni di euro, mentre il Fondo nazionale per le politiche sociali perderebbe i 50 milioni di euro incrementati dal decreto legge citato;

ritenuto che il fondo assegnato non sarebbe in grado di garantire un adeguato livello essenziale di assistenza, posto che lo stanziamento è già di per sé insufficiente a coprire i bisogni dei cittadini;

evidenziato che le profonde trasformazioni demografiche e la conseguente necessità di assistenza sia alla popolazione ultra sessantacinquenne sia, in misura maggiore, a quella rappresentata dagli ultra ottantacinquenni e dalle persone disabili, determinano importanti ricadute in un contesto che vede i servizi socio-sanitari presenti sul territorio, nazionale e regionale, in numero insufficiente a coprire la gran parte delle necessità rilevate e non idonei ad assicurare i diritti e una reale inclusione sociale delle persone disabili;

ricordato che per effetto della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell'Onu (Convention on the rights of persons with disabilities ), sottoscritta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata dal nostro paese con legge 3 marzo 2009, n. 18 (in G.U. n. 61 del 14 marzo 2019), per le persone con disabilità si è arricchito il campo delle tutele, determinando un maggior impegno, a tutti i livelli, nazionale e regionale, finalizzato a migliorare le azioni e le politiche orientate verso le persone con disabilità nonché i sistemi di protezione sociale contro il rischio di povertà ed esclusione sociale ai quali sono esposti,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per sapere:
1) se e quale posizione istituzionale la Regione abbia assunto, anche in sede di Conferenza Stato-regioni, in ordine al sostanziale ridimensionamento del Fondo per la non autosufficienza e per le politiche sociali, deciso dal Governo;
2) quali effetti produrrà la riduzione del FNA sulle politiche per la non autosufficienza della nostra Regione;
3) se ed entro quali termini intendano attivarsi affinché siano assicurati e tutelati i diritti incomprimibili delle fasce più deboli della società, in difesa dei servizi e delle prestazioni che la Regione e gli enti locali sono chiamati a garantire.

Cagliari, 15 marzo 2017