CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1048/A

INTERROGAZIONE AGUS - BUSIA, con richiesta di risposta scritta, sull'attività della società INSAR Spa e sul rinnovo del consiglio di amministrazione della società.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'INSAR - Iniziative Sardegna Spa è una società partecipata al 55,39 per cento dalla Regione e al 44,61 per cento da Aspal servizi Spa, già Italia lavoro Spa, società a sua volta interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, costituita in data 15 dicembre 1981 a norma dell'articolo 5 del decreto legge 9 dicembre 1981, n. 721, convertito con la legge del 5 febbraio 1982, n. 25;
- la società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della Regione autonoma della Sardegna e svolge, anche ai sensi della legge regionale n. 20 del 2005 e, su affidamento dei soci, servizi attinenti alle politiche del lavoro sul presupposto del riconoscimento del diritto al lavoro;
- la Giunta regionale, con deliberazione n. 2/16 del 22 gennaio 2014, ha nominato i componenti del consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato della INSAR Spa, attualmente ancora in carica;
- con deliberazione n. 30/10 del 30 luglio 2013, la Giunta regionale ha stanziato 14.000.000 di euro per la predisposizione e gestione di un progetto pluriennale da parte di INSAR Spa, diretto al rilancio della occupabilità e dell'inclusione attiva al lavoro, favorendo l'inserimento lavorativo delle persone alla ricerca di un impiego e delle persone inattive, con l'obiettivo di favorire la dinamicità del sistema lavoro e di creare opportunità di reddito, attraverso il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale isolano, con specifico riferimento alle piccole e medie imprese (PMI) individuate in tre settori strategici e particolarmente vitali;
- con deliberazione della Giunta regionale n. 49/17 del 26 novembre 2013, veniva approvato il programma denominato "Interventi coordinati per l'occupazione - ICO" e si dava mandato a INSAR Spa per l'attuazione dello stesso per un importo complessivo di euro 14.000.000, a valere sulle risorse di cui all'articolo 5, comma 42, della legge regionale n. 12 del 2013, confermando che i destinatari dell'azione sarebbero state le piccole e medie imprese individuate nell'ambito dei comparti che hanno potenzialità di crescita e sviluppo;
- il programma "Interventi coordinati per l'occupazione - ICO", per poter aumentare sostanzialmente i tassi di occupazione nell'isola e disporre di una forza lavoro qualificata, condizione essenziale per sviluppare un'economia competitiva, sostenibile e innovativa, intendeva concentrare gli sforzi per qualificare e attivare l'offerta di lavoro supportando la rete di piccole e medie imprese che nel nostro territorio di fatto costituiscono il tessuto che permette la sopravvivenza e la qualità competitiva del nostro territorio;
- in data 15 dicembre 2014, è stato pubblicato da INSAR Spa il bando rivolto alle imprese del settore agroalimentare, ICT e nautico, in attuazione del programma approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 49/17 del 26 novembre 2013, impegnando complessivamente euro 8.300.000, di cui euro 5.000.000 destinati ai bonus assunzionali per le imprese ed euro 3.300.000 per l'attivazione di tirocini;
- nel sito web della società INSAR Spa, all'indirizzo http://www.insaddindex.php/trasparenza/90-trasparenza/164-consulenti-e-collaborazioni-incarichi-e-collaborazioni.html, sono pubblicati gli elenchi degli incarichi esterni di collaborazione e consulenza fino al 31 dicembre 2016 dai quali risulta che la società ha avviato attività propedeutiche (animazione, attività di raccolta ed elaborazione dati, progettazione, predisposizione del bando "ICO Edili") alla pubblicazione di un nuovo bando pubblico verosimilmente in continuazione col programma "Interventi coordinati per l'occupazione - ICO", questa volta indirizzato al settore edile;

considerato che:
- in data 19 maggio 2015, è stato firmato un protocollo di intesa tra l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'amministratore delegato di INSAR Spa, che regola i tirocini atipici utilizzati nei Percorsi di inserimento mirato (PIM) previsti nel programma ICO, in totale deroga alla normativa regionale e alle linee guida sui tirocini formativi approvate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 44/11 del 23 ottobre 2013, le quali, recependo l'accordo tra Stato e regioni volto proprio a prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto del tirocinio, prevedono che il numero di tirocinanti per ciascun soggetto ospitante è individuato dal numero di dipendenti a tempo indeterminato (da 1 a 5 dipendenti a tempo indeterminato un tirocinante; da 6 a 24 dipendenti a tempo indeterminato massimo due tirocinanti; oltre 24 dipendenti a tempo indeterminato il 10 per cento di tirocinanti sulla base dei dipendenti a tempo indeterminato);
- il sistema dei PIM, tirocini atipici normati col citato protocollo di intesa, consente invece all'interno del programma ICO così attuato l'implementazione, senza controllo, di qualsivoglia numero di tirocinanti presso una azienda ospitante, ancorché la stessa non possieda alcun dipendente a tempo determinato o indeterminato;
- il tirocinio atipico è stato utilizzato nel bando pubblicato nel 2014 da INSAR Spa per l'attuazione del programma ICO per le imprese del settore agroalimentare, ICT e nautico mostrando tutti i suoi limiti, primo fra tutti l'abuso in termini di attivazioni numeriche presso le aziende le quali hanno avuto la facoltà, dopo averne liberamente usufruito, di non effettuare alcuna assunzione, ma consentendo solamente l'utilizzo incentivato di forza lavoro a costo zero per l'impresa (INSAR Spa erogava mensilmente per ogni attivazione 500 euro all'impresa e 500 euro al tirocinante);
- lo stesso protocollo di intesa prevede anche che il tirocinio atipico, così modificato, sia inteso come modello sperimentale, da gestire con la collaborazione dei centri servizi per il lavoro (oggi ASPAL) e da sottoporre ad analisi di efficacia, attività che allo stato attuale non risultano essere effettuate;

preso atto che:
- l'assenza nel bando ICO 2014 di un limite dimensionale per le imprese beneficiarie, disattendendo gli indirizzi della Giunta regionale che indicavano le sole piccole e medie imprese soggetti target degli interventi, ha comportato che pochissime imprese hanno incamerato la quasi totalità dei fondi disponibili con 1'80 per cento dei finanziamenti incassati da soli 7 soggetti, fenomeno agevolato della mancata previsione di vincolo di cumulabilità di bonus per le imprese beneficiarie, mortificando le aspettative delle piccole e medie imprese;
- il bando ECO 2014 non prevedeva l'esame della componente societaria delle imprese partecipanti al bando, atta a escludere preliminarmente imprese associate con altre già beneficiarie di contributi o aventi uguale composizione societaria, né risultano essere stati effettuati tali controlli nella fase istruttoria precedente all'assegnazione dei contributi;
- la rilevazione dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale sulle assunzioni totali effettuate al mese di giugno 2016 indicava 206 assunzioni effettuate grazie al bando 2014, numeri lontani dal raggiungimento dell'obiettivo prefissato dal progetto ICO, 60 per cento dei 500 inserimenti lavorativi previsti, senza peraltro includere le eventuali revoche, parziali e totali, dei finanziamenti per inosservanza degli obblighi previsti nell'articolo 5 del bando e soprattutto nei casi in cui il rapporto di lavoro sia stato prematuramente rescisso prima della durata minima obbligatoria di 24 mesi;

sottolineato che:
- alcune imprese tra quelle beneficiarie delle agevolazioni di cui al bando ICO 2014 risultano, in alcuni casi all'interno di ATI, aggiudicatarie di gare a evidenza pubblica e di pacchetti integrati di agevolazione finanziate nel quadro del programma POR Sardegna 2007-2013 e quindi di ulteriori contributi pubblici provenienti da fondi europei rispetto a quelli percepiti attraverso il programma ICO;
- ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) 800/08 e dell'articolo 107, par. 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea gli aiuti concessi non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato e quindi con altre somme provenienti dalla programmazione comunitaria, nel rispetto della carta degli aiuti a finalità regionale 2007-2013;

rilevato che:
- una parte rilevante delle risorse messe a disposizione dalla Regione per il programma ICO, pari a euro 936.000, è stata utilizzata da INSAR Spa per conferire incarichi di consulenza esterna e risulta doveroso verificare se i criteri fin qui utilizzati dalla società per portare avanti le attività abbiano dato i migliori risultati ottenibili, anche in considerazione del fatto che la società ha fatto sistematicamente ricorso a collaborazioni esterne senza procedure di selezione pubblica, attraverso le quali diversi soggetti hanno tra l'altro beneficiato di più di un solo contratto all'interno dello stesso progetto;
- nel solo 2016 sono stati assegnati 50 affidamenti diretti senza procedura concorsuale pubblica su un totale di 69 affidamenti totali, evitando anche la selezione delle figure esterne attraverso lo strumento della short list diversamente da quanto previsto dal "Regolamento per il conferimento degli incarichi esterni" adottato dalla stessa INSAR Spa;
- risulta anomalo che l'attuale amministratore delegato si sia autonominato anche responsabile del Procedimento del bando ICO 2014, ricoprendo sia il ruolo di massimo referente "politico" della INSAR Spa che il ruolo "tecnico" di soggetto che sovrintende al regolare procedimento amministrativo, ritrovandosi quindi contemporaneamente a fornire indirizzi politico-amministrativi alla società, ad attuare il programma ICO attraverso la scelta dei criteri e requisiti da inserire nel bando pubblicato nel 2014, e a svolgere infine funzioni istruttorie e decisorie sull'aggiudicazione dei contributi alle imprese, con un effetto di cortocircuito nella corretta gestione del procedimento e la totale assenza di distinzione nei ruoli di controllore e controllato; un eccesso di potere inopportuno, inammissibile e non giustificato, condannato sistematicamente sia dagli orientamenti giurisprudenziali che dal buon senso comune;
- l'attuale amministratore delegato, secondo quanto riportato dai media, risulta aver subito nello scorso mese di settembre una condanna in primo grado per bancarotta nel processo che lo vede coinvolto nel fallimento della società Sept Italia;

considerato, inoltre, che:
- sussistono fondati dubbi sulla reale efficacia del programma ICO, nella sua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla Giunta regionale e, allo stato attuale, occorre effettuare una seria e puntuale verifica sulle modalità di conduzione del programma stesso e degli strumenti adottati per realizzarlo, e in particolare stabilire se "le politiche degli incentivi" così utilizzate per il programma ICO, contrariamente agli ambiziosi obiettivi, abbiano, invece, prodotto occupazione precaria e a termine pagata dalla Regione attraverso bonus assunzionali di euro 8.000 per ciascun disoccupato, vanificando ogni prospettiva reale di crescita in settori strategici per la crescita occupazionale e imprenditoriale delle piccole e medie imprese;
- le modalità e i risultati attesi per cui la Regione, con le deliberazioni n. 30/10 del 30 luglio 2013 e n. 49/17 del 26 novembre 2013 ha messo a disposizione rilevanti risorse pubbliche non possono essere oggetto di variazioni discrezionali da parte di INSAR Spa che snaturino gli obiettivi prefissati;
- il quotidiano online sardiniapost.it, in data 27 maggio 2016, ha dato notizia dell'avvio da parte della Presidenza della Regione di un'indagine interna relativa allo svolgimento del Programma ICO;

preso atto che:
- nella sua operatività ultraventennale INSAR aveva sempre prodotto risultati positivi nell'ambito delle politiche attive del lavoro, in termini di efficienza, efficacia nell'implementazione dei progetti, ma anche di correttezza e trasparenza nella gestione dei fondi utilizzati;
- la gestione fin qui portata avanti dal consiglio di amministrazione e dall'amministratore delegato nominato dalla Giunta regionale, per tutto quanto indicato precedentemente si è rivelata condannabile sul piano dei risultati, delle modalità di attuazione delle attività, sulla gestione delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione, sul ricorso sistematico a consulenze esterne;
- l'attuale consiglio di amministrazione, nominato in data 14 febbraio 2014 quale ultimo atto della precedente amministrazione, è attualmente scaduto e dovrà essere rinnovato in occasione dell'approvazione del bilancio dell'esercizio 2016;
- sono prossimi i tempi per la convocazione dell'assemblea dei soci della società INSAR Spa che dovrà provvedere al rinnovo delle cariche per le quali la Giunta regionale dovrà tempestivamente deliberare, anche al fine di scongiurare la possibilità di una prorogatio impropria dell'attuale gestione della società, inopportuna oltre che per i risultati fino ora conseguiti anche per gli aspetti di rilevanza penale assurti agli onori della cronaca locale;
- il quotidiano La Nuova Sardegna, in data 10 novembre 2016, ha riportato una dichiarazione dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale che considera imminente la nomina dei nuovi amministratori e la predisposizione di un nuovo piano industriale più aderente agli indirizzi del PRS,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali azioni intendano porre in essere, o abbiano già posto in essere, al fine di provvedere al rinnovo delle cariche sociali della società INSAR Spa e quali siano gli indirizzi generali sul piano professionale e morale che verranno adottati dalla Giunta regionale per l'individuazione delle figure rappresentanti della Regione nel consiglio di amministrazione della società;
2) quali siano gli intendimenti volti al migliore utilizzo dello strumento INSAR Spa, società in house della Regione, e delle risorse finanziarie impiegate dalla stessa società, anche mediante l'armonizzazione delle attività e l'avvio di sinergie operative con la missione affidata all'agenzia regionale Aspal;
3) se non sia il caso di fornire alla società indirizzi più precisi sui criteri da adottare per la gestione dell'assetto organizzativo "ridotto" della società INSAR Spa, che ha obbligato l'amministratore delegato a nominarsi responsabile di un procedimento amministrativo e a ricorrere sistematicamente a consulenze esterne; se non sia il caso di individuare un limite massimo ai costi delle stesse consulenze esterne, che gravano sui finanziamenti regionali erogati a INSAR Spa, e che per il solo programma ICO sono costate finora quasi 1 milione di euro, e fornire indirizzi sui criteri da adottare per la selezione del personale esterno coerenti con i principi previsti negli ordinamenti nazionali e comunitari sulla trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione, rotazione degli incarichi, finalizzati da assicurare la massima apertura degli appalti pubblici alla concorrenza e scongiurare un ingiustificato vantaggio a favore di pochi soggetti sistematicamente contattati per essere beneficiari di nuovi incarichi;
4) quali indicazioni si intende fornire alla società INSAR Spa per le prossime fasi del programma ICO da attuare con i futuri bandi pubblici al fine di scongiurare il ripetersi dei fenomeni negativi che hanno caratterizzato il bando ICO 2014, quali l'assenza di limiti dimensionali delle imprese e di cumulabilità di bonus assunzionali, l'abuso e utilizzo improprio del tirocinio in luogo del contratto di lavoro subordinato e l'assenza di verifiche preliminari della componente societaria delle imprese beneficiare dei contributi;
5) se nell'ambito del programma ICO siano stati eseguiti i controlli relativi al rispetto delle disposizioni comunitarie riguardo il divieto di cumulo ai sensi dell'articolo 7 del regolamento n. 800 del 2008, al fine di evitare la duplicazione della spesa e incorrere in infrazioni alla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato;
6) se sia effettivamente svolta e con quali conclusioni l'indagine interna sui temi in oggetto.

Cagliari, 24 marzo 2017