CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1051/A

INTERROGAZIONE CARTA, con richiesta di risposta scritta, sulla omessa presenza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) della Sardegna nella trasmissione RAI, Linea Verde, andata in onda domenica 19 marzo 2017, e sulla collaborazione dei dipendenti di Forestas alla propaganda mediatica dell'Arma dei carabinieri, a danno dell'immagine e della dignità del CFVA.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- in data 19 marzo 2017 è andata in onda su RAI Uno la ventiduesima puntata dell'ultima edizione del programma Linea Verde dal titolo "I nemici dell'agricoltura", girato per buona parte in Sardegna;
- la puntata era dedicata alla scoperta della fauna selvatica dell'Isola, con lo scopo sia di indagare le cause che costringono alcune specie selvatiche ad inoltrarsi alle porte dei centri abitati, nonché le problematiche vissute dagli allevatori moderni nelle campagne i quali subiscono dannosi attacchi da altre specie quali cervi, volpi, cinghiali, aquile, lepri, talpe ed addirittura funghi e insetti che attaccano le piante; il percorso televisivo si è concluso con una analisi sulle iniziative di salvaguardia del territorio messe in atto da parte degli allevatori e degli agricoltori sardi;
- nella puntata si è vista la contemporanea presenza dell'amministratore dell'Agenzia regionale Forestas e dei Carabinieri forestali, mentre è rimasto totalmente escluso il Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) della Sardegna, lasciando, al contempo, intendere al pubblico televisivo che in Sardegna la specialità forestale dei Carabinieri eserciti le proprie funzioni in maniera esclusiva come nel resto d'Italia;

ritenuto che, in buona sostanza, si è dato vita ad una sorta di grande spot a vantaggio dell'Arma dei carabinieri, sminuendo e addirittura cancellando il determinante ruolo del CFVA e dei suoi componenti, veri tutori dell'ambiente naturale della nostra Isola ed in palese violazione dei principi di autonomia e specialità, peraltro ribaditi dalla "legge Madia";

acclarato che
- con la legge 7 agosto 2015, n 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), all'articolo 8 (Riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato), al comma 7 è stato sancito che "Nei territori delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali, anche con riferimento alle funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, secondo la disciplina vigente in materia e salve le diverse determinazioni organizzative, da assumere con norme di attuazione degli statuti speciali, che comunque garantiscano il coordinamento in sede nazionale delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché la sicurezza e i controlli nel settore agroalimentare. Restano altresì ferme le funzioni attribuite ai presidenti delle suddette regioni e province autonome in materia di funzioni prefettizie, in conformità a quanto disposto dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione";
- la suddetta legge ha, pertanto, inteso mantenere e ribadire l'autonomia dei corpi forestali delle regioni autonome a statuto speciale;
- l'Arma dei carabinieri esercita attualmente in Sardegna le sole competenze che, precedentemente alla "legge Madia", erano in capo al Corpo forestale dello Stato, decisamente e notoriamente marginali rispetto al ruolo svolto dal CFVA nella nostra Isola;

considerato che:
- nella trasmissione andata in onda domenica 19 marzo 2017 si è assistito ad una strana commistione tra l'Agenzia regionale Forestas, con la partecipazione di alcuni dipendenti, e l'Arma dei carabinieri, mediante i loro appartenenti alla specializzazione forestale e non, ed alla ancora più strana assenza dell'istituzione regionale che avrebbe avuto la piena titolarità a trattare gli argomenti in questione, ossia, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale;
- in passato il CFVA della Regione, essendo l'istituzione regionale di riferimento in materia di salvaguardia e di tutela dell'ambiente naturale della Sardegna, nello specifico della fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile della Regione, è stato sempre coinvolto, per il tramite del'Amministrazione regionale, in questo genere di trasmissioni;
- appare allarmante che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente abbia consentito che dipendenti di Forestas collaborassero a quello che si è rivelato essere un ben gestito esempio di propaganda mediatica dell'Arma dei carabinieri, per la quale nulla si ha da rilevare se non fosse stato, come è stato, a danno dell'immagine e della dignità del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nonché delle donne e uomini che ne fanno parte, operando ogni giorno per l'attuazione degli obiettivi stabiliti dalla legge regionale;
- è stata trasmessa sul più importante canale televisivo nazionale un'immagine distorta del ruolo primario che la Regione esercita nel campo della tutela del proprio patrimonio naturale e paesaggistico per il tramite del Corpo forestale regionale, il cui ruolo è stato totalmente obliato a favore della visibilità mediatica concessa ai Carabinieri, i quali sono apparsi come gli unici veri operatori di polizia ambientale nell'Isola;
- tale errata percezione è stata indotta e rafforzata, nel grande pubblico che ha seguito la trasmissione, dalla contestuale presenza dei militari dell'Arma e dell'Agenzia Forestas, di fatto apparsi complementari ciascuno per le proprie competenze sul territorio isolano,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) in quale circostanza abbia autorizzato la partecipazione alla trasmissione televisiva dell'amministratore unico dell'Agenzia regionale Forestas e perché abbia ritenuto di dover escludere il Corpo forestale e di vigilanza ambientale;
2) nell'eventualità in cui l'amministratore unico di Forestas abbia agito in autonomia, partecipando di sua iniziativa alla trasmissione televisiva, senza concordarne preventivamente con l'Assessore regionale termini e modalità, se siano state intraprese le dovute azioni, volte a garantire la gerarchia dei poteri istituzionali, che in tale ipotesi sarebbe stata palesemente elusa;
3) se l'Assessore regionale intenda porre rimedio affinché d'ora in poi un simile evento, lesivo dell'immagine del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ma ancor più dei valori fondanti dell'autonomia della Regione, apparsa al grande pubblico dei cittadini oggetto di fatto di una sorta di tutoraggio in capo allo Stato in materia di polizia forestale ed ambientale, non abbia mai più a ripetersi.

Cagliari, 29 marzo 2017