CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1053/A

INTERROGAZIONE PISCEDDA - SOLINAS Antonio - TENDAS - FORMA - MELONI - MORICONI - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - DEMONTIS - LOTTO - PINNA Rossella - DERIU, con richiesta di risposta scritta, sull'intesa regionale ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 243 del 2012 e sull'avvio della procedura per la presentazione delle richieste di spazi finanziari a valere sul pareggio di bilancio 2017 - Urgenza di individuare ulteriori criteri di assegnazione degli spazi finanziari, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 21 del 21 febbraio 2017, prioritariamente a favore degli enti che devono far fronte a spese per sentenze passate in giudicato.

I sottoscritti,

premesso che:
- l'articolo 10, comma 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81, sesto comma, della Costituzione), dispone che le operazioni di indebitamento e le operazioni di investimento realizzate attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti sono effettuate sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale che garantiscano, per l'anno di riferimento e per il complesso enti territoriali della Regione, il rispetto del saldo di cui all'articolo 9, comma 1, ovvero il pareggio fra entrate e spese finali in termini di competenza;
- ai sensi dell'articolo 10, comma 5, della medesima legge n. 243 del 2012, i criteri e le modalità di attuazione delle predette intese regionali sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare d'intesa con la conferenza unificata;
- in attuazione di tale disposizione, in data 21 febbraio 2017 è stato approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 21 (pubblicato sulla GU Serie generale n. 59 dell'11 marzo 2017) recante disposizioni in materia di "Ricorso all'indebitamento da parte delle Regioni e degli Enti locali" (di seguito denominato "DPCM"), il cui testo è stato oggetto di intesa in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali in data 1o dicembre 2016;
- il DPCM sopra citato prevede che le regioni avviino l'iter delle intese attraverso la pubblicazione di apposito avviso sui propri siti istituzionali (articolo 2, comma 1), contenente le modalità di presentazione delle domande di cessione e di acquisizione degli spazi finanziari, nonché le informazioni utili al rispetto dei vincoli e dei criteri di priorità fissati dallo stesso articolo 2 ai successivi commi 6 e 7;
- le richieste di cessione e acquisizione degli spazi finanziari devono essere comunicate alle regioni entro il termine perentorio del 30 aprile 2017 e, ai sensi dell'articolo 2, comma 6 del DPCM, le regioni, tenendo conto delle richieste pervenute dispongono con atto formale, entro il termine perentorio del 31 maggio 2017 l'attribuzione degli spazi disponibili;

richiamate le priorità di assegnazione degli spazi finanziari individuate all'articolo 2, comma 6, del DPCM di cui in premessa (nell'ordine: a) comuni esclusi dai vincoli di finanza pubblica nell'anno 2015 in quanto con popolazione fino a 1.000 abitanti; b) comuni istituiti, nel quinquennio precedente all'anno dell'intesa, a seguito dei processi di fusione previsti dalla legislazione vigente; c) enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi di cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, validati ed approvati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa, e presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota vincolata agli investimenti del risultato di amministrazione, risultante dal rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente, per operazioni di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione; d) enti territoriali che dispongono di progetti esecutivi di cui all'articolo 23, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, validati ed approvati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa, e presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto alla quota libera del risultato di amministrazione destinata agli investimenti, risultante dal rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente, per operazioni di investimento da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione);

rilevato che lo stesso DPCM, al comma 7 dell'articolo 2 prevede che le regioni possano definire ulteriori criteri, ferme restando le priorità individuate dalle lettere a), b), c) e d) del comma 6, nonché ulteriori modalità applicative, ferme restando le scadenze previste e il rispetto del saldo nel territorio regionale;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 12/31 del 7 marzo 2017 ad oggetto "Ricorso all'indebitamento da parte delle regioni e degli enti locali. Anno 2017. Avvio iter procedurale intesa. Legge 24 dicembre 2012, n. 243, art. 10", con la quale è stato dato avvio all'iter dell'intesa, di cui all'articolo 10 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e all'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui in premessa, dando mandato all'Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica, Direzione generale enti locali e finanze, di provvedere alla pubblicazione di apposito avviso nel sito istituzionale della Regione;

visto il successivo avviso pubblicato in data 14 marzo 2017 dal direttore dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, in esecuzione della sopra citata deliberazione della Giunta regionale, nel quale si dà atto che la Regione, la città metropolitana di Cagliari, le province e i comuni presentano la domanda di cessione/richiesta degli spazi finanziari, entro il termine perentorio del 30 aprile 2017, come precisato dall'articolo 2 del citato DPCM e secondo le modalità ivi previste;

preso atto che negli atti adottati dalla Regione non risulta esercitata la facoltà di cui al sopra richiamato articolo 2, comma 7 del DPCM, nel merito dell'individuazione di ulteriori criteri di priorità di assegnazione degli spazi finanziari, nonostante le necessità manifestate dagli enti locali in numerose occasioni;

considerato altresì che tale possibilità è stata invece esercitata da altre regioni, come ad esempio la Regione Piemonte che, con la deliberazione del 6 febbraio 2017 n. 2-4616, ha individuato ulteriori priorità strategiche per l'assegnazione degli spazi finanziari, ferme restando le priorità individuate dal DPCM (nello specifico, individuando come prioritarie le seguenti fattispecie: enti che devono sostenere opere per edilizia scolastica; enti che devono sostenere spese di ripristino di danni causati da calamità naturali dichiarate con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri o del Presidente della Regione, ovvero spese relative ad interventi di recupero del dissesto idrogeologico; enti che devono far fronte a spese di parte capitale per sentenze passate in giudicato o lodi arbitrali; enti che devono sostenere spese di adeguamento di edifici adibiti a sedi di strutture socio-sanitarie accreditate);

richiamate, inoltre, a titolo esemplificativo in ordine a quanto sopra considerato nel merito della definizione di ulteriori criteri e delle modalità per la distribuzione degli spazi finanziari, la deliberazione n. 238 adottata il 14 marzo 2017 dalla Regione Toscana e la deliberazione della Regione Emilia Romagna n. 286 del 13 marzo 2017, evidenziando come quest'ultima Regione abbia individuato, previa condivisione con i responsabili finanziari dei comuni, dettagliate ulteriori modalità e criteri di applicazione, tra cui persino una riserva a supporto di particolari situazioni riferite a specifiche realtà locali, dettate da esigenze emergenziali o di carattere eccezionale;

preso atto delle istanze provenienti dai comuni che, sottoposti ai rigorosi vincoli normativi imposti ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica, pur avendo disponibilità finanziaria derivante da risorse proprie, negli anni prudentemente accantonate alla luce degli annosi contenziosi in corso, si scontrano oggi con l'impossibilità di utilizzare l'avanzo di amministrazione per dare copertura finanziaria a debiti fuori bilancio derivanti dalle sentenze passate in giudicato, con tutto ciò che ne deriva in termini di conseguente responsabilità, danno all'ente e maggiori future spese,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'opportunità e urgenza di definire ulteriori criteri e modalità di assegnazione degli spazi finanziari, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del DPCM richiamato in premessa, individuando nello specifico come prioritaria la fattispecie riguardante gli enti che devono far fronte a spese per sentenze passate in giudicato.

Cagliari, 29 marzo 2017