CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1068/A

PERRA - COZZOLINO - PIZZUTO - CHERCHI Augusto - USULA - ZANCHETTA - BUSIA - AGUS - GAIA - LAI - DERIU - MORICONI - PISCEDDA - FORMA, con richiesta di risposta scritta, sul rilascio dei certificati di gravidanza a rischio da parte dei consultori.

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I sottoscritti,

premesso che il direttore generale dell'ATS ha emanato una disposizione avente per oggetto la tutela delle lavoratrici madri e l'interdizione anticipata dal lavoro, indirizzata ai direttori delle ASSL, in cui viene individuata nei consultori familiari la struttura deputata all'espletamento di tutti gli adempimenti connessi all'esenzione dal lavoro in caso di gravi complicanze della gravidanza (decreto legislativo n. 151 del 2001, articolo 17, comma 2/a e legge n. 35 del 2012, articolo 15, comma l /b);

vista la legge istitutiva n. 405 del 1975 e la legge regionale n. 6 del 1979 che attribuiscono ai consultori familiari esclusivamente il compito di provvedere al monitoraggio della gravidanza fisiologica e a basso rischio e stabiliscono che qualora venga rilevata la sussistenza di medio o alto rischio siano coinvolti i servizi di patologia ostetrica di secondo livello;

atteso che non pare attuabile, né conforme alle normative vigenti, demandare ai consultori la valutazione sulla appropriatezza della diagnosi e della prognosi emessa dai ginecologi di fiducia liberamente scelti dalla donna, sia privati che appartenenti a strutture pubbliche, in quanto si tratta di valutazioni ope legis demandate ai servizi sanitari medico-legali;

denunciato che:
- tale disposizione potrebbe configurare un abuso in quanto, in pieno contrasto con la normativa vigente in materia, tende a trasformare il dovuto certificato di natura medico-legale in un non dovuto certificato clinico medico che peraltro i consultori familiari non sono in grado di assolvere perché privi di strutture, mezzi e tecnologie necessarie;
- la disposizione adottata configura, inoltre, una lesione del diritto di libera scelta delle donne di optare per il proprio ginecologo di fiducia per rivolgersi a uno non prescelto e non richiesto, considerando che una gravidanza a rischio presenta caratteristiche clinico mediche totalmente diverse da quelle di carattere fisiologico che istituzionalmente sono deputate ai consultori;

evidenziato che la disposizione, così come adottata, appare infrangere non solo le norme, ma anche i principi basilari adottati dalla cultura medica generale, imponendo un indirizzo destinato a porre a rischio la tutela della salute pubblica,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se anche sulla base delle forti rimostranze espresse con vibrata protesta dai medici ginecologi operanti sia nelle strutture ospedaliere che in quelle territoriali (quali i consultori) per il fatto che i consultori non hanno le competenze istituzionali per il rilascio di una valutazione medico legale e non sono strutturalmente organizzati per espletare le procedure previste per l'esenzione anticipata dal lavoro nei casi di gravidanza a rischio, e del fatto che la disposizione si appalesa in evidente contrasto con la normativa vigente, non ritenga opportuno richiedere con urgenza al direttore generale dell'ATS di procedere alla immediata sospensione del provvedimento adottato.

Cagliari, 7 aprile 2017