CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1072/A

ZANCHETTA, con richiesta di risposta scritta, sul nuovo caso di inadeguata assistenza verificatosi durante il parto di una giovane donna di La Maddalena all'ospedale "Giovanni Paolo II" di Olbia.

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Il sottoscritto,

premesso che, a pochi giorni dalla vicenda della neo mamma che ha rischiato di partorire in ambulanza (vedasi precedente interrogazione Zanchetta dello scorso 3 aprile per la quale non è ancora pervenuta risposta), si è verificato un nuovo caso di inadeguata assistenza verso una partoriente di La Maddalena che, a seguito della chiusura del punto nascita dell'ospedale "Paolo Merlo" in base al nuovo protocollo previsto dalla riforma sanitaria, ha dovuto rivolgersi all'ospedale "Giovanni Paolo II" di Olbia secondo le nuove procedure imposte dalla vecchia ASL 2;

considerato che, in regime di ricovero presso tale presidio ospedaliero, lo scorso 1° aprile la giovane donna si è trovata a subire un trattamento non conforme alle normative sanitarie, essendo stata lasciata a partorire in una stanzetta non attrezzata, causa l'indisponibilità delle quattro sale parto tutte già occupate;

evidenziato che la partoriente aveva richiesto di potersi avvalere dell'analgesia epidurale per alleviare i dolori del travaglio (partoanalgesia), scelta che non è stata rispettata in quanto la somministrazione dell'analgesico deve essere eseguita in una sala parto adeguatamente attrezzata;

sottolineato che la neo mamma ha dovuto anche sopportare le spese di soggiorno a Olbia, sue e dei familiari, per tutto il periodo precedente al ricovero al fine di evitare i rischi connessi al trasferimento da La Maddalena in fase di travaglio;

vista la dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla "Prevenzione ed eliminazione dell'abuso e della mancanza di rispetto durante l'assistenza al parto presso le strutture ospedaliere" che recita "Ogni donna ha il diritto al migliore standard di salute possibile, che include il diritto all'assistenza dignitosa e rispettosa durante la gravidanza e il parto, così come il diritto a essere libera dalla violenza e dalla discriminazione. Abuso, negligenza o mancanza di rispetto durante il parto possono condurre alla violazione dei fondamentali diritti umani della donna, come descritto nelle norme e nei principi dei diritti umani adottati internazionalmente";

rilevato che anche in questo caso non sono stati garantiti i "percorsi preferenziali" per le donne provenienti da La Maddalena previsti nei nuovi protocolli sanitari a seguito della chiusura del punto nascita dell'ospedale "Paolo Merlo",

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1)    se sia a conoscenza del nuovo caso di inadeguatezza delle condizioni sanitarie in cui è stata assistita la partoriente di La Maddalena nell'ospedale "Giovanni Paolo II" di Olbia;
2)    quali siano le motivazioni per cui non si sono attivati i "percorsi preferenziali" previsti al fine di alleviare i disagi sopportati dalle donne de La Maddalena e dalle loro famiglie;
3)    se non ritenga che le emblematiche esperienze vissute negli ultimi giorni dalle due neo mamme maddalenine, a seguito delle nuove procedure previste dalla legge di riforma sanitaria, confermino le preoccupazioni e i timori più volte rappresentati dallo scrivente anche a nome delle donne e della comunità de La Maddalena;
4)    se, a seguito di quanto esposto e in considerazione dell'aggravio dei disagi e delle inefficienze mostrate dal nuovo percorso obbligato a cui devono sottoporsi le partorienti de La Maddalena, non ritenga più opportuno riaprire il punto nascita con le garanzia di sicurezza che possono essere messe in campo con il servizio di équipe mediche itineranti e il rafforzamento delle tutele necessarie da approntare nel nosocomio dell'isola.

Cagliari, 13 aprile 2017