CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1082/A

TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, circa la situazione del presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri.

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I sottoscritti,

premesso che, con interrogazione n. 912/A del 23 novembre 2016, rimasta a oggi priva di riscontro, chiedevano quali fossero gli intendimenti della Giunta regionale circa il collocamento del presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri tra quelli di 1° livello, così come meriterebbe alla luce dei requisiti che i nosocomi di Alghero e Ozieri possiedono per le eccellenze, le professionalità e le specialità che ancora oggi lo caratterizzano;

premesso, altresì, che in tale atto di sindacato ispettivo si dava atto che da tempo l'ospedale civile di Alghero è oggetto di una serie di importanti interventi strutturali finalizzati ad adeguare e modernizzare gli spazi che ospitano le unità di medicina, ostetricia, chirurgia e quelli destinati a terapia intensiva, nonché a dotare il nosocomio algherese di un nuovo ambulatorio di endoscopia;

accertato che nella proposta di ridefinizione della rete ospedaliera del febbraio 2016, approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 6/2015 del 2 febbraio 2016, in relazione al triennio 2015/2018, si prevede che "La funzione del presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri dal 2016 sarà oggetto di attento monitoraggio al fine di valutare una possibile modifica della classificazione in presidio di 1° livello con la contestuale istituzione della rianimazione";

sottolineato che in tale proposta di ridefinizione è previsto che nel presidio di 1° livello deve essere garantito, tra gli altri, il servizio di cardiologia con l'Unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC) e che, peraltro, l'UTIC di Alghero è all'interno della Rete delle urgenze cardiovascolari/infarto;

rilevato che nel febbraio del 2013 veniva aggiudicato l'appalto per la realizzazione della terapia intensiva cardiologica e a oggi, nonostante siano stati completati i lavori e consegnate le apparecchiature, con un intervento di 1,2 milioni di euro, il servizio non è ancora attivo, il che fa venir meno una delle condizioni necessarie ai fini del riconoscimento del 1° livello al presidio ospedaliero di Alghero-Ozieri e rischia di far accendere i riflettori di organismi che accertano e sanzionano i danni alla pubblica amministrazione;

rilevato, altresì, che in analoga situazione versano il servizio di endoscopia al piano terra del nosocomio algherese e il laboratorio analisi per i quali i lavori di sistemazione dei nuovi locali che avrebbero dovuto ospitare i servizi sono stati da tempo ultimati ma che, invece, continuano a essere allocati in locali e spazi non adeguati e in condizioni disagiate per gli utenti e i lavoratori;

considerato che a ciò si aggiunge la retrocessione del centro trasfusionale di Alghero a semplice emoteca, nonostante le donazioni di sangue siano cresciute del 300 per cento e contemporaneamente sia aumentata la produzione di plasma per emoderivati e ampliata e migliorata l'assistenza, garantendo non soltanto gli interventi chirurgici e trasfusionali del nosocomio algherese, ma fornendo sostegno anche ad altre strutture sanitarie della Sardegna;

considerato, altresì, che ciò comporterà una esponenziale riduzione dei flussi donatori e dei quantitativi di sangue raccolti e la migrazione di pazienti verso strutture ospedaliere di altre regioni e acquisto di sangue fuori dalla Sardegna con disagi per gli utenti e crescita dei costi per la Regione;

atteso che nel contempo a Lanusei, che possiede un territorio di soli 58 mila utenti, viene garantita la presenza del servizio immuno-trasfusionale negato ad Alghero-Ozieri che ha un bacino di utenza molto più ampio;

osservato che mentre per realtà sanitarie come quelle di San Gavino Monreale e di tutto il Sulcis-Iglesiente si continua a prevedere l'inquadramento di 1° livello, nonostante la vicinanza con Cagliari e, soprattutto, possiedano un bacino di utenza inferiore a quello di Alghero e Ozieri, assicurando loro risorse e la presenza di tutte le discipline e specialità previste per questa classificazione, per Alghero si continuano ad assumere decisioni tese a ridimensionare e demolire pesantemente comprovate eccellenze sanitarie che servono efficientemente ed efficacemente un bacino di utenza molto ampio;

osservato, altresì, che alla luce delle decisioni che la Regione continua pervicacemente ad assumere, che continuano a impoverire Alghero e il suo territorio, pare di poter ritenere che le scelte siano ispirate a logiche e criteri che poco o niente hanno a che vedere con la salute e il benessere dei cittadini e con la dichiarata necessità di realizzare risparmi, incrementare le economie di scala e ridurre gli sprechi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1)    quale siano le azioni che l'amministrazione regionale intende esercitare al fine di consentire l'operatività del reparto di terapia intensiva cardiologica presso l'ospedale civile di Alghero, i cui lavori di adeguamento e riqualificazione si sono conclusi da tempo e il cui funzionamento costituisce condizione necessaria per il riconoscimento del 1° livello al presidio ospedaliero algherese;
2)    quali siano, altresì, gli interventi che la Giunta regionale intende porre in essere allo scopo di impedire il declassamento del centro trasfusionale di Alghero e consentire lo svolgimento dei servizi di endoscopia e analisi presso i nuovi spazi già da tempo adeguati e da attrezzati;
3)    quali siano le decisioni che la Regione intende assumere in ordine alle legittime e fondate aspettative di Alghero e del suo territorio affinché al presidio di Alghero-Ozieri venga riconosciuta la classificazione di 1° livello.

Cagliari, 24 aprile 2017