CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1088/A

SATTA, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle somme destinate ai contratti per l'acquisizione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per l'anno 2017.

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Il sottoscritto,

premesso che con la legge regionale 27 luglio 2016, n. 17, è stata istituita l'Azienda per la tutela della salute (ATS), che ha profondamente ridefinito l'assetto istituzionale del Servizio sanitario regionale;

dato atto che con la deliberazione n. 51/2 del 23 settembre 2016, la Giunta regionale, ha nominato il dott. Fulvio Moirano direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 1 di Sassari, che dal gennaio 2017 ha assorbito le restanti ex aziende sanitarie;

considerato che l'ATS ha accentrato, le funzioni di tutte le aziende sanitarie della Sardegna, unificando processi e procedure della domanda di beni e servizi e di acquisizione e provvista degli stessi;

ricordato che tra le molteplici prestazioni specialistiche sono annoverati circa 50 laboratori di analisi privati che forniscono prestazioni al servizio sanitario regionale per una massa complessiva di oltre 3,6 milioni di prestazioni annue, che occupano circa 450 lavoratori, precipuamente biologi e tecnici di laboratorio, e altre figure professionali come infermieri, medici, ausiliari e amministrativi;

rammentato che è tuttora in corso la riorganizzazione delle reti di offerta diagnostica di laboratorio di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 18/13 del 5 aprile 2016, mentre numerosi laboratori operano in realtà medio-piccole della Sardegna dove non c'è la presenza delle ASL, specificità di cui certamente occorre tener conto;

avuta notizia che:
-    numerosi laboratori hanno ricevuta la nota prot. NP/2017 /16421 del 23 febbraio 2017 a firma del direttore generale dell'ATS, nella quale viene esplicitato che, nelle more della stipulazione dei nuovi contratti e comunque per un periodo non superiore ai quattro mesi, si autorizzano le strutture private accreditate a proseguire l'erogazione delle prestazioni alle medesime condizioni contrattuali in essere e nei limiti di spesa pari a 1/12 mensile del tetto assegnato per l'anno 2016;
-    tale nota, tuttavia, è stata nei fatti smentita da successiva comunicazione trasmessa via email dalla struttura sanitaria ai laboratori privati, contenente gli importi da attribuire;

evidenziato che il tariffario vigente è privo di aggiornamenti in positivo dal 1998, con una decurtazione del 20 per cento sul fatturato imposto dalla finanziaria del 2007, con lo sconto sulle 20 tipologie di esami più ricorrenti, per effetto del decreto dell'ex Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Dirindin;

rilevato che:
-    gli importi comunicati sono stati ridotti sensibilmente di circa il 40 per cento sul tetto assegnato per l'anno 2016;
-    tale riduzione unilaterale determina una sostanziale perdita finanziaria, che incide fortemente e negativamente anche in relazione agli investimenti effettuati per gli impianti e le strutture, oltre che per i costi vivi di gestione e le spese per il personale, rischiando di pregiudicare la sopravvivenza stessa delle imprese;

sottolineato che:
-    molte aziende operanti nel settore hanno affrontato continuativamente consistenti investimenti per poter mantenere un alto livello di servizio qualitativo fornito;
-    al fine di evitare che il licenziamento di gran parte del personale, ma ancor più grave, il crollo della presenza di un servizio capillare sul territorio, per il cittadino/paziente possa diventare l'inevitabile conseguenza per effetto della politica adottata dall'ATS;

richiamata la nota del 21 dicembre 2016, sottoscritta dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle strutture sanitarie private eroganti prestazioni di specialistica ambulatoriale, trasmessa all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, nella quale, si propone di confermare i criteri già recepiti con la deliberazione della Giunta regionale n. 67/19 del 29 dicembre 2015 in merito alla ripartizione dei tetti aziendali tra le strutture private, suddivisi per branche (fatturato storico dell'ultimo triennio e capacità erogativa risultante dall'accreditamento) e la preventiva concertazione con le organizzazioni sindacali sulle modalità applicative dei criteri e con le singole strutture, in merito alla determinazione degli specifici tetti di spesa;

considerato che in tale nota le organizzazioni sindacali chiedono che ciascuna ASL (oggi ATS) assegni il budget, quantomeno nella misura pari al fatturato medio dell'ultimo triennio delle prestazioni erogate in regime di SSN registrato in ciascuna ASL,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1)    se siano a conoscenza di quanto esposto;
2)    se non ritengano di dover immediatamente intervenire presso la direzione generale dell'Azienda per la tutela della salute per conoscere i motivi che hanno portato alla consistente riduzione dei budget autorizzativi di spesa per il primo quadrimestre 2017 e per il tetto lordo annuo 2017;
3)    se non ritengano di dover ottenere puntuali spiegazioni in ordine ai motivi per i quali, contravvenendo alla precedente nota, la direzione generale dell'azienda ha rideterminato in riduzione del 40 per cento i limiti di spesa mensili e annui del tetto assegnato per l'anno 2016;
4)    per conoscere quali indirizzi, azioni e provvedimenti verranno attuati nei confronti del direttore generale dell'ATS, per l'immediato ripristino delle condizioni contrattuali previgenti con i laboratori di analisi privati della Sardegna.

Cagliari, 28 aprile 2017