CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1093/A

PIZZUTO - COCCO Daniele Secondo - LAI - ZEDDA Paolo Flavio, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione di un insediamento turistico-ricettivo denominato "Progetto di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale ai sensi dell'art. 16 L. 179/92 e LR. 16/94" nel Comune di Oristano - borgata di Torregrande, proposto dalla società IVI Petrolifera Spa.

***************

I sottoscritti,

premesso che:
-     sul Golfo di Oristano dal lato destro della foce del fiume Tirso e fino alla frazione di Torregrande si stende una pineta litoranea impiantata nei primi anni 50 dal Corpo forestale dello Stato allo scopo di arginare e bloccare l'avanzamento degli arenili spinti dal vento con conseguente formazione di dune;
-     attualmente la pineta, assoggettabile a bosco, è di proprietà, per una parte del Comune di Oristano e, per un'altra, del Consorzio di bonifica dell'oristanese (CBO);
-    a ridosso di questa pineta, estesa circa 100 ettari, si trova la proprietà IVI Petrolifera (ex SIPSA) costituita da 13 ettari circa acquistati negli anni 70 per impiantarvi un'attività industriale fortemente inquinante, attualmente considerato "sito inquinato" in seguito ad una vicenda giudiziaria terminata con una condanna per inquinamento ambientale; in particolare l'attività ivi esercitata consisteva, prima, nel deposito e lavorazione di petroli grezzi e bituminosi e, in seguito, nel trattamento di rifiuti pericolosi con relativo inceneritore;
-     questa attività comportò l'inserimento del sito nell'elenco delle zone inquinate della Regione ed anche un processo per inquinamento ambientale, terminato con una condanna;
-     alla fine degli anni 90 la Sipsa-IVI Petrolifera trasferì i suoi impianti industriali nella zona del porto industriale di S. Giusta-Cirras e decise di riconvertire i 13 ettari ad uso turistico-ricettivo, proponendo il progetto indicato in epigrafe con il quale si prevedevano strutture per 800 posti letto chiedendo al contempo al Comune di Oristano la concessione delle aree comunali circostanti e ottenendo così la disponibilità di quasi l'intera la pineta;
-     nel corso degli anni successivi le richieste IVI Petrolifera trovarono risposte sempre positive riuscendo ad ottenere la concessione della pineta, sia per quanto riguarda la proprietà CBO (25 anni) che quella comunale (75+10+10 anni tacitamente rinnovabili) in parte dietro pagamento di un canone, in parte a titolo gratuito;

tenuto conto:
-     delle deliberazioni del Commissario straordinario del Comune di Oristano n. 21 del 5 ottobre 2001 e n. 29 del 27 marzo 2002 relative all'approvazione del Programma integrato SIPSA successivamente sottoposto a procedura d'intesa (articolo 15 NTA del PPR);
-     che in esecuzione delle delibere commissariali del Consorzio di bonifica dell'oristanese (CBO) n. 93 del 14 novembre 2011 e successivamente n. 17 del 28 gennaio 2013 vengono stipulate le relative convenzioni per la concessione alla IVI Petrolifera di ha 63.38.45+9.20.72 (totale ha 72.59.17);
-     che in esecuzione della deliberazione del Commissario straordinario del Comune di Oristano (n. 96 del 21 giugno 2012 viene stipulata la convenzione per la concessione in affitto alla IVI Petrolifera di ettari 18.65.51+ 6.49.57, per un totale di 25.19.08 ettari;
-     che per effetto della convenzioni la superficie a disposizione della IVI (ivi compresi i terreni di proprietà è pari ad ettari 111.23.25 (ha 72.59.17 + 25.19.08+13.45.00);

considerato che:
-     con la deliberazione del Commissario straordinario del Comune di Oristano n. 96 del 24 maggio 2012 (avente per oggetto il già citato "Piano integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale area ex Sipsa loc. Brabau - Variante - Concessione area comunale"), adottata dallo stesso Commissario a pochi giorni dalla scadenza elettorale del 10 giugno 2012, si pone in atto l'intendimento di incrementare ulteriormente la superficie in concessione alla IVI Petrolifera, ma soprattutto si delibera la variante (n. 1) al succitato piano integrato che ipotizza la "realizzazione di un campo da golf a 18 buche da ubicarsi nelle aree circostanti l'insediamento" e perciò, di fatto, si destina l'intera pineta ad uso privatistico;
-     la suddetta variante al piano integrato, che interessava una zona situata all'interno della fascia dei 300 metri dal mare e, pertanto avente notevole impatto sul territorio, pur non potendo essere considerata un atto di ordinaria amministrazione, passò pressoché inosservata e non ci furono rilievi di sorta né dalla stampa né dalle istituzioni;
-     fino a questo momento sia le scelte del Comune di Oristano che quelle del CBO, poiché tutte commissariali, sono avvenute senza alcun dibattito politico e/o pubblico, nonostante l'iniziativa in essere comportasse a tutti gli effetti impatti non trascurabili a livello territoriale, ambientale, di fruizione delle coste (la pineta di Torregrande rappresenta l'unico polmone verde del comune di Oristano) oltreché di natura turistica venendo a saturare quasi l'intera capacità ricettiva prevista dal PUC vigente;

rilevato che:
-    per quanto suesposto, all'atto dell'insediamento della nuova amministrazione comunale di Oristano (giugno 2012), il piano integrato succitato risultò avere la strada spianata, tanto che il sindaco lo definì da subito il suo fiore all'occhiello continuando a spendersi in tutti i modi per accelerare l'ottenimento delle autorizzazioni necessarie;
-     in data 3 ottobre 2013 fu approvata dal Consiglio comunale, con delibera n. 109, la variante n. 2 al progetto IVI con la quale si precisavano e si acquisivano i documenti relativi alla nuova situazione legata fondamentalmente alla presenza del golf nell'area interessata al progetto; numerose furono le osservazioni presentate, soprattutto relativamente al fatto che una variante così significativa per il territorio richiedesse (così come suggeriva una nota inviata al Comune di Oristano dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio), una nuova procedura di VAS; tutte le osservazioni furono respinte, la procedura di VAS non fu ritenuta necessaria dalla Provincia di Oristano che non volle tener conto del parere del competente Servizio tutela paesaggistica che aveva dichiarato l'intervento proposto non conforme alla legge regionale n. 19 del 2011 e in contrasto con l'articolo 5, comma 1, lettera f) del Piano paesaggistico regionale; tale parere non fu tenuto assolutamente in conto per un presunto ritardo nella ricezione dello stesso, benché la determina dirigenziale con la quale si negava la necessità della VAS venisse pubblicata un mese dopo la nota del Servizio di tutela;
-     nel 2014 ebbe inizio, a cura della IVI Petrolifera, la bonifica del sito di proprietà che risultava fortemente inquinato da idrocarburi pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, mercurio, diossine, solventi organici aromatici (come risulta dal Piano di bonifica siti inquinati della RAS);
-     pertanto i principali parametri edificatori previsti in progetto (variante n. 2) possono essere così riassunti:

Sup. dell'intervento (proprietà IVI)

mq.

134.500

Indice volumetrico

mc./mq.

0,68

A-ZONA G1

 

 

Centro salute

mc.

33.900,00

Hotel n. 2

mc.

25.000,00

Auditorium e cappella

mc.

6.875,00

Residence n. 2

mc.

7.410,00

Cabine ENEL

mc.

222,00

Totale A

mc.

73.407,00

B - ZONA F4

 

 

Residence

mc.

15.513,60

Centro servizi, alloggi, serv. turistici

mc.

3.968,40

Totale B

mc.

19.392,00

Volume complessivo f.t. (A+B)

mc.

92.799,00

Sup. coperta complessiva

mq.

13.190,30

Re

max

10,25 %

-     con una nota emanata in data 16 maggio 2016 l'Amministrazione comunale di Oristano, non ritenendo sufficienti le aree già cedute alla IVI chiede alla medesima società "considerato il grande interesse che la proposta può rivestire per la collettività, di voler valutare, successivamente alla redazione del Piano forestale, l'estensione delle opere silvo-culturali anche nella parte ovest della pineta, da Torregrande verso il porticciolo"; negli intenti dell'Amministrazione tutta la pineta dalla foce del Tirso al porticciolo si inserisce in un disegno complessivo per la salvaguardia e lo "sviluppo della pineta di Torregrande" ed è visto come "parziale compensazione per l'autorizzazione a edificare in un'ampia parte della costa oristanese";

-     la verifica di coerenza della variante in oggetto è stata adottata dal Consiglio comunale con deliberazione n. 72 del 2 luglio 2015, approvando la nuova formulazione delle Norme tecniche di attuazione del PUC, e che in proposito la Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia della Regione, tenendo conto di alcune modifiche introdotte, dichiara la variante coerente col quadro normativo e pianificatorio sovraordinato (determina n. 1489 del 28 maggio 2015);
-     in data 4 luglio 2016 la IVI Petrolifera presentò al Servizio valutazioni ambientali della Regione il "Programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale in località Brabau Torregrande"; istanza relativa alla "Fase preliminare di scoping studio preliminare ambientale" (decreto legislativo n. 152 del 2006);
-     nel mese di settembre 2016 l'ARPAS (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna) - nelle sue "osservazioni del procedimento di scoping All. A DGR n. 34/33" rileva che allo stato attuale la bonifica dei suoli è tuttora in corso, mentre per la falda è in atto la MISE (Misura in sicurezza di emergenza) in attesa dell'avvio del progetto di bonifica", sottolineando "che la tempistica di avvio dei lavori sarà condizionato dalla esclusione dell'iter di bonifica a seguito della certificazione della avvenuta bonifica di suolo e falda"; sottolinea che "in merito all'intervento di revamping del depuratore comunale la documentazione necessita di integrazione nella valutazione degli eventuali impatti derivanti dall'integrazione di carico dei reflui prodotto sul corpo ricettore"; viene richiesta la realizzazione di "una rete piezometrica di controllo per valutare l'impatto della messa in opera e della gestione in esercizio del percorso golfistico derivante dall'irrigazione delle superfici con uso di acque reflue depurate e all'eventuale utilizzo di sostanze chimiche per la fertirrigazione del manto erboso o al ricorso di tecniche agronomiche" oltre alla campionatura di prelievi con cadenza annuale, si richiede un piano che dovrà prevedere "l'indicazione degli obiettivi, la definizione delle stazioni di monitoraggio, le modalità e le tecniche di misura, la periodicità di misura e i risultati attesi" oltre al monitoraggio della falda sotterranea;
-     il Corpo forestale e di vigilanza ambientale (nota prot. N. 58604 del 20 settembre 2016) stabilisce la necessità di elaborazione, in sede definitiva di progettazione, di una proposta che "dovrà riguardare la totalità del soprassuolo: dal porticciolo, a nord, sino alla foce del Tirso a sud", con dettagli sulla "individuazione cronospaziale" della pineta (regolamento per la fruizione, "diradamenti selettivi" in attesa di procedere all'approvazione del piano silvi-colturale, progettazione dettagliata della fascia di pineta retrodunale e della fascia dunale);
    in data 19 dicembre 2016, nella relazione conclusiva della fase di scoping viene esaminata dalla Direzione generale dell'ambiente, Servizio valutazioni ambientali una proposta progettuale "pur non completamente sviluppata" che ipotizza una riduzione delle volumetrie (da 93.000 mc a 76.000 mc) e un loro spostamento nell'area attualmente sottoposta a bonifica ambientale; su tale ipotesi e su altre "non riportate negli atti, ma dichiarate nel corso della riunione ... è stata condivisa una generale preferibilità dei partecipanti ai lavori" sottolineando che negli "aspetti programmatici" in sede di stesura del progetto definitivo e dello SIA sarà necessario trasmettere in occasione della VIA elaborati progettuali definitivi e chiari nelle rappresentazioni grafiche" e pertanto "si raccomanda precisione nella rappresentazione nel senso di fornire elaborati grafici coerenti e che si riferiscano al progetto nell'ultima versione proposta", comprensiva delle eventuali modifiche intervenute su richiesta di altri enti; viene sollecitata una maggiore cura nella predisposizione del progetto giacché implicitamente vengono riconosciuti inadeguati gli allegati presentati e pertanto si demanda alla progettazione definitiva la poca perizia negli elaborati in esame;

considerato che:
-     ai tempi del cosiddetto progetto "Eleonora" teso alla ricerca di gas attraverso trivellazioni nel sottosuolo di Arborea, l'attuale Amministrazione comunale di Oristano fu l'unica del circondario a non esprimersi in attesa del "risultato della valutazione di impatto ambientale" e che, al contrario, avevano espresso parere non favorevole i Comuni di Arborea, Terralba, Marrubiu, Cabras, Solarussa, Arcidano, Narbolia, Bauladu;
-     non appare chiaro se il progetto in argomento risponda ad esigenze e bisogni dei cittadini del territorio, quanto piuttosto a quelli di una imprenditorialità esterna ed estranea, decisa ad allocare grandi complessi turistici, con grande consumo di suolo e di risorse locali nell'unico gran polmone verde retrodunale delle coste oristanesi e con gravi conseguenze sulle eventuali future iniziative della diffusa piccola imprenditoria sarda, stante l'utilizzo quasi totale delle aree da adibire ad attività turistico-ricettive prescritte dal PUC;
-     gran parte delle iniziative portate avanti dall'amministrazione comunale di Oristano (macroscopicamente evidenziate nei progetti del termodinamico di San Quirico e Torregrande) sono ascrivibili a questa visione di progresso intesa unicamente come capacità di carico dei sistemi ambientali a fronte di un modello insediativo già preordinato: le leggi del mercato globale decidono dove come e che cosa produrre, mentre alle popolazioni locali resta solo la scelta di subire,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale:
1)    per sapere se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali provvedimenti di competenza, nel rispetto delle prerogative statutarie della Regione, intenda adottare al fine di impedire che la pineta di Torregrande a Oristano divenga inanimato supporto sul quale si organizzano attività imprenditoriali la cui logica potrebbe dimostrarsi funzionale esclusivamente all'attuale politica di standardizzazione, comportando la cancellazione dell'ambiente e della storia, mentre l'organizzazione territoriale sarebbe astrattamente regolata dalle relazioni interne a una seconda natura artificiale eterodiretta;
2)    per capire se non ritengano necessario e urgente porre in essere iniziative atte a verificare eventuali inadempienze del Comune di Oristano e attivare automatismi di vigilanza e verifica affinché vi sia, da parte delle istituzioni locali, la rigorosa applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria in materia urbanistica e di tutela dell'ambiente e del territorio;
3)    per sapere se non ritengano opportuno esprimere un parere di merito sulle questioni elencate in premessa, le cui ipotesi tecniche di base parrebbero generiche e non adeguatamente supportate da approfonditi studi e analisi in loco, tali da produrre progettazioni incongruenti;
4)    per sapere se non valutino altresì opportuno attivarsi al fine di individuare le soluzioni istituzionali più idonee a respingere il progetto IVI Petrolifera incompatibile con gli obiettivi di tutela e salvaguardia della pineta di Torregrande;
5)    per sapere se non considerino più opportuna una scelta politica che ponga come base la cura e la ricostruzione dei luoghi per la messa in valore dei giacimenti patrimoniali in forme durevoli e sostenibili con particolare attenzione verso la "cittadinanza attiva" e consapevole, in grado di saper coniugare saperi contestuali con saperi esperti attraverso forme di democrazia partecipativa in modo da porre in essere alfine uno sviluppo locale autosostenibile, fondato sul riconoscimento e la valorizzazione dell'identità dei luoghi che deve innanzitutto essere sviluppo della società locale, cioè la ripresa di parola degli abitanti sulle capacità di plasmare il proprio ambiente di vita e di relazione;
6)    per capire infine se, prendendo spunto dal tema in argomento, non ritengano necessario considerare il territorio come bene comune, nell'accezione di bene comune diverso dal concetto di bene pubblico, inteso quindi come bene che, al pari di quelli privati non può esser venduto, affittato o, ancora, temporaneamente ceduto e, poiché collettivo, non può assoggettarsi ad alienazioni proprietarie (pubbliche o private che siano) poiché dotato di autonomia rispetto alla proprietà e, ancora quindi, nell'accezione di bene comune come risultato dell'azione umana che produce e ha prodotto un sistema complesso di neoecosistemi che hanno rimodellato l'ambiente fino a configurarsi come sistema vivente ad alta complessità la cui riproduzione dipende solo dall'azione di cura delle società insediate.

Cagliari, 3 maggio 2017