CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1100/A

INTERROGAZIONE MORICONI, con richiesta di risposta scritta, sulla sicurezza dei soccorsi estivi lungo le strade e nelle località balneari del sud est della Sardegna connesse all'ulteriore ritardo dei lavori sulla strada statale n. 554 bis e sul completamento della viabilità di collegamento della strada statale n. 554 bis alla strada statale n. 554, all'incrocio di Quartucciu.

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Il sottoscritto,

premesso che:
-    agli inizi del mese di marzo 2015, gli smottamenti franosi che, a partire dal 2008, avevano già riguardato la strada statale n. 554 bis, inaugurata appena nel 2004, si sono aggravati al punto da determinarne la chiusura e, quindi, l'interruzione del regolare traffico automobilistico nella direttrice che collega l'area metropolitana di Cagliari con il territorio costiero del sud est della Sardegna;
-    a seguito di tali ultimi eventi franosi, l'ANAS, società unica responsabile della progettazione, costruzione e gestione di tale asse viario, aveva rassicurato tutti sulla tempestività degli interventi di ripristino dello stesso tratto stradale, vincolati al solo tempo necessario per l'espletazione delle procedure di gara e l'affidamento dei lavori, la conclusione dei quali era fissata per il mese di dicembre del 2015;
-    già dall'aprile del 2015, l'ANAS, dopo avere analizzato le cause generatrici dell'evento franoso, contestualmente alle rassicurazioni fornite, informava pubblicamente gli operatori pubblici e privati della soluzione progettuale individuata dai propri tecnici per la risoluzione definitiva del problema, spiegando nel dettaglio le tre diverse fasi in cui la stessa soluzione progettuale si sarebbe articolata e cioè:
1)    il drenaggio e la regimazione delle acque;
2)    l'alleggerimento del rilevato;
3)    il sostegno al rilevato;
-    il tipo di intervento progettato e i tempi programmati dall'ANAS, non potevano che essere supportati da approfondite analisi di carattere geognostico e geotecnico, ovviamente condotte con particolare precisione, almeno così si è immaginato, in considerazione anche della limitatezza del segmento stradale interessato, lungo meno di 140 metri, e del monitoraggio del fenomeno franoso che l'ANAS, sostiene, di avere effettuato negli anni precedenti;

considerato che:
-    la data della pubblicazione di tale bando di gara in Gazzetta ufficiale è avvenuta solo il 7 ottobre 2015, quindi cinque mesi di ritardo rispetto ai programmi dichiarati dall'ANAS, mentre l'inizio dei lavori è stato annunciato per il 15 settembre 2016, quasi un anno dopo la pubblicazione dello stesso bando che prevedeva lavori urgenti per un importo complessivo di due milioni e 782mila euro e un tempo massimo di esecuzione pari a centottanta giorni, che se fossero stati rispettati, avrebbero consentito la chiusura del cantiere entro il mese di marzo 2017, ben oltre il dicembre 2015 di cui ai programmi iniziali;
-    a più di due anni dall'evento franoso, avvenuto nell'aprile del 2015, il cantiere è ancora aperto e i tempi della sua chiusura continuano a essere particolarmente incerti, ragion per cui l'Assessore regionale dei lavori pubblici ha ritenuto di dover istituire un "Comitato di monitoraggio per la riapertura della SS 554 bis", costituito, oltre che dallo stesso assessore e da dirigenti e tecnici dell'ANAS, anche da rappresentanti delle istituzioni pubbliche democratiche dei comuni più direttamente interessati e del Consiglio regionale;
-    nel primo incontro di tale comitato, tenutosi il 23 marzo 2017 e convocato presso la sede dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, i dirigenti e i tecnici dell'ANAS informavano, oltre l'assessore, i sindaci e il sottoscritto consigliere regionale, presenti alla riunione, della sopraggiunta necessità di ulteriori approfondimenti delle indagini geognostiche e geofisiche dell'area del nuovo rilevato stradale, come se anni, dichiarati, di monitoraggio e un altro anno di approfondimenti non fossero bastati a comprendere ogni tipo di imprevisto geologico su un tratto stradale inferiore ai 140 metri, il che comportava un'ulteriore slittamento della conclusione dei lavori al 30 giugno 2017, oltre ai prevedibili maggiori costi derivanti dal fermo del cantiere e dalle varianti al progetto iniziale;
-    nel successivo incontro del comitato, tenutosi il 20 aprile scorso, i dirigenti e i tecnici dell'ANAS informavano l'Assessore regionale dei lavori pubblici, i sindaci e il sottoscritto consigliere regionale, presenti alla riunione, che, per "ulteriori sopraggiunti imprevisti geologici", la data del 30 giugno non poteva più essere rispettata e che la conclusione dei lavori sarebbe slittata addirittura al settembre successivo, il che corrisponderebbe a quasi due anni di ritardo rispetto ai programmi e agli impegni assunti dall'ANAS nell'aprile del 2015;

considerata, ancora, la situazione di enorme disagio della viabilità interna della nostra isola, ma soprattutto di eterna incertezza sui lavori delle opere pubbliche, il tutto aggravato dall'incredibile primato negativo attribuito alla Sardegna detentrice dei lavori in corso più lenti al mondo, quelli del primo lotto della strada statale n. 131, sorprendenti persino per i magistrati della Corte dei conti quando lo scorso anno hanno dovuto rilevare che nell'opera appaltata dal 2004 erano stati realizzati solo un quarto dei lavori previsti, cioè appena 121 metri e 25 cm all'anno (5 mm al giorno), con costi lievitati sino a oltre il 61 per cento rispetto a quelli necessari per la realizzazione del terzo lotto della stessa strada, segmento praticamente simile per condizione geofisica e morfologica, tutto rigorosamente progettato e comodamente realizzato dall'ANAS;

valutato:
-    il lungo elenco di cantieri aperti e mai chiusi sulle strade statali della Sardegna che certificano, se ce ne fosse bisogno, quantomeno un livello di estrema difficoltà dell'ANAS nell'espletamento delle proprie responsabilità sul nostro territorio regionale;
-    il perdurare della situazione di incertezza, l'interminabile evoluzione degli approfondimenti geologici, le varianti progettuali che si succedono le une alle altre e i tempi mai chiari e definitivi sulla durata dei lavori nei cantieri aperti in generale e, più in particolare, sulla strada statale n. 554 bis;
-    i gravi ritardi e l'atteggiamento dei dirigenti dell'ANAS sulle questioni che riguardano più specificamente il cantiere aperto sulla strada statale n. 554 bis e la loro non chiara disponibilità ad adottare soluzioni straordinarie, come l'organizzazione dei tre turni di lavoro necessari per ridurre i tempi del cantiere e tentare la chiusura almeno entro il 30 giugno 2017;
-    il comprensibilmente e crescente disagio, i danni economici e la rabbia dei residenti e degli operatori economici che vivono e lavorano nelle località costiere del sud est della Sardegna, ormai prigionieri di un cantiere che, sembra, purtroppo, non avere mai fine;
-    il pericolo per i pendolari in transito quotidianamente sulla stessa direttrice Cagliari-Villasimius-Castiadas nei mesi estivi, caratterizzati da un'altissima densità di traffico automobilistico in direzione delle località balneari;

esaminati i dati del servizio di emergenza e urgenza del 118 di Cagliari che conta 492 eventi di soccorso nel trimestre giugno, luglio e agosto del 2016, con punte giornaliere medie superiori ai cinque interventi al giorno e superiori ai 10 quotidiani nei fine settimana compresi tra luglio e agosto, effettuati nelle località balneari della costa sud orientale dell'isola, sino a Castiadas;

atteso che il tempo di percorrenza, nei momenti di punta, delle auto dei pendolari in transito verso Cagliari provenienti da tali località balneari, soprattutto nei fine settimana dei mesi estivi, non è mai inferiore alle due ore e che l'attività di emergenza sanitaria del 118, dal momento in cui accade l'evento e sino alla collocazione del paziente nella struttura ospedaliera definitiva, implica il superamento dell'ostacolo creato dalle auto incolonnate lungo l'unica strada disponibile, la vecchia litoranea, almeno sino alla conclusione dei lavori di ripristino della regionale 554 bis, con inevitabili e reali pericoli per la vita di centinaia di pazienti ogni estate;

ritenuto che il ripristino della strada statale n. 554 bis risolverà solo una parte del problema, per quanto importante, ma non rimuoverà l'altra parte legata al collegamento della stessa strada, dall'attuale intersezione sulla strada statale n. 125 sino alla confluenza sulla strada statale n. 554 all'altezza di Quartucciu, opera viaria per la quale risulta già approvato lo studio di fattibilità e calcolati i costi, presunti intorno ai 90 milioni di euro, resta il tappo che si forma a ridosso della rotatoria di Gannì, al bivio per Maracalagonis, dove confluisce il traffico proveniente dalle località balneari, causando la formazione delle code automobilistiche chilometriche,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, ognuno per la parte di sua competenza, per sapere:
1)    se in previsione dell'avvio dell'imminente stagione turistica e sulla base dei dati statistici, parte dei quali menzionati, disponibili presso gli uffici del servizio di emergenza sanitaria del 118 cagliaritano, sugli eventi di soccorso calcolati per gli stessi periodi degli anni precedenti, siano stati vagliati con attenzione i pericoli per la vita ai quali potrebbero essere esposti centinaia di pazienti che, anche quest'anno, nel periodo estivo, potrebbero dover fronteggiare le maggiori difficoltà derivanti dall'annunciato ulteriore slittamento della chiusura del cantiere, aperto sulla strada statale n. 554 bis per il ripristino del della strada dopo il crollo avvenuto nel marzo 2015, e le soluzioni urgenti che si intendono adottare per ridurre tali rischi;
2)    quali sviluppi, sulla viabilità di collegamento della strada statale n. 554 bis, dall'attuale intersezione sulla strada statale n. 125 alla confluenza sulla strada statale n. 554 all'altezza di Quartucciu, per la quale esiste già l'approvazione dello studio di fattibilità, e che costituirebbe la conclusione di un'opera viaria tanto importante da connettere, non soltanto nel periodo estivo, l'utenza proveniente dal bacino della città metropolitana di Cagliari con le località balneari, ma, molto di più, tutto il flusso che dallo stesso hinterland cagliaritano, porto e aeroporto compresi, dalle strade statali n. 130 e n. 131, è diretto verso i comuni e le località della zona costiera del sud est dell'isola, del Sarrabus e dell'Ogliastra, territori che ancora oggi pagano a caro prezzo l'isolamento dovuto alla inadeguatezza di ogni genere di collegamento.

Cagliari, 9 maggio 2017