CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1108/A

AGUS - BUSIA - USULA - GAIA, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso "Progetto ICO EDILI", pubblicato da IN.SAR. Spa in data 8 maggio 2017.

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I sottoscritti,

premesso che:
-    l'Iniziative Sardegna Spa (IN.SAR.) è una società partecipata al 55,39 per cento dalla Regione e al 44,61 da Anpal Servizi Spa, già Italia lavoro Spa (società a sua volta interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze), costituita in data 15 dicembre 1981 a norma dell'articolo 5 del decreto legge 9 dicembre 1981, n. 721 (successivamente convertito con la legge del 5 febbraio 1982, n. 25);
-    la società è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte della Regione autonoma della Sardegna e svolge, anche ai sensi della legge regionale n. 20 del 2005 e su affidamento dei soci, servizi attinenti alle politiche del lavoro sul presupposto del riconoscimento del diritto al lavoro;
-    la Giunta regionale, con deliberazione n. 2/16 del 22 gennaio 2014, ha nominato i componenti del consiglio di amministrazione e l'amministratore delegato della IN.SAR. Spa, attualmente ancora in carica;
-    con la deliberazione n. 30/10 del 30 luglio 2013, la Giunta regionale ha stanziato 14 milioni di euro per la predisposizione e gestione di un progetto pluriennale da parte di IN.SAR. Spa diretto al rilancio dell'occupabilità e dell'inclusione attiva al lavoro, favorendo l'inserimento lavorativo delle persone alla ricerca di un impiego e delle persone inattive, e con l'obiettivo di favorire la dinamicità del sistema lavoro e la creazione di opportunità di reddito attraverso il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale isolano, con specifico riferimento alle piccole e medie imprese (PMI);
-    con la deliberazione della Giunta regionale n. 49/17 del 26 novembre 2013 veniva approvato il programma denominato "Interventi coordinati per l'occupazione - ICO" e si dava mandato a IN.SAR. Spa per l'attuazione dello stesso programma per un importo complessivo di 14 milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo 5, comma 42, della legge regionale n. 12 del 2013, confermando che i destinatari dell'azione sarebbero state le piccole e medie imprese individuate nell'ambito dei comparti con potenzialità di crescita e sviluppo;
-    in data 15 dicembre 2014 è stato pubblicato da IN.SAR Spa il bando rivolto alle imprese dei settori agroalimentare, ICT e nautico, in attuazione del programma approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 49/17, impegnando complessivamente 8,3 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro destinati ai bonus assunzionali per le imprese e 3,3 milioni per l'attivazione di tirocini;
-    in data 8 maggio 2017 è stato pubblicato da IN.SAR Spa un nuovo bando, questa volta rivolto alle imprese del settore delle costruzioni, che mette a disposizione 1.250.000 euro destinati alla misura bonus assunzionale per le imprese e 1.500.000 euro per l'attivazione e gestione dei tirocini;
-    il bando pubblicato in maggio 2017 prevede due tipologie di intervento:
-    l'attivazione di tirocini atipici da svolgersi secondo il Percorso di inserimento mirato (PIM), presso le imprese selezionate e per una durata massima semestrale, per il quale il soggetto disoccupato percepisce da IN.SAR una borsa di 500 euro mensili e l'impresa un contributo pari a 500 euro mensili;
-    a favore delle imprese che stipulano un contratto di lavoro con i disoccupati candidati all'assunzione, i quali non necessariamente debbano aver precedentemente svolto il tirocinio, viene erogato un bonus assunzionale pari a 5.000 euro per assunzioni a tempo indeterminato e 3.000 euro per assunzioni a tempo determinato, con l'obbligo di permanenza del rapporto di lavoro attivato per un periodo, rispettivamente, di 24 mesi e 12 mesi dalla data di assunzione;
e ha individuato le categorie di imprese che possono partecipare al bando sulla base dei codici ATECO elencati nel documento "Allegato B - Elenco codici ATECO";

considerato che il comparto delle costruzioni vive da tempo una forte crisi e ogni intervento regionale dovrebbe avere caratteristiche tali da creare effetti positivi sia sulla capacità di generare in Sardegna domanda nel settore, che nel sostegno all'innovazione delle imprese e alla creazione di posti di lavoro, convogliando risorse e realizzando programmi capaci di rianimare il settore e renderlo competitivo, coinvolgendo tutto il tessuto imprenditoriale isolano, dalle piccole alle grandi imprese; interventi realizzabili, questi, anche attraverso investimenti pubblici i cui auspicabili effetti positivi non debbano sparire immediatamente dopo l'esaurimento delle risorse erogate per mezzo di avvisi estemporanei;

rilevato che:
-    la qualificazione delle imprese edili e la valorizzazione della manodopera territoriale non potrà certamente avvenire con il finanziamento di tirocini in "Cantieri di demolizioni navali", "Produzione di compost" e "Trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi", né tanto meno con "Pulizia generale (non specializzata) di edifici": tutte attività finanziate dal bando pubblicato che "distraggono" dall'obiettivo di crescita e sviluppo del settore edilizio;
-    negli ultimi 8 anni il settore edile ha perso oltre 36.000 buste paga e il bando ICO EDILI deve necessariamente far riferimento ai soli disoccupati del settore edile con l'obiettivo del loro reintegro nel comparto di appartenenza;
-    il bando non prevede ancora una volta nessun limite dimensionale alle imprese partecipanti: oltre a disattendere nuovamente gli indirizzi della Giunta regionale sulle modalità e obiettivi del Programma ICO, che prevedevano invece le sole PMI soggetti target degli interventi, con l'estensione alla partecipazione di tutte le tipologie di imprese, si rischia il reiterarsi del fenomeno già riscontrato nel bando IN.SAR 2014 nel quale pochissime imprese avevano incamerato, a discapito delle piccole e medie imprese, la quasi totalità dei fondi disponibili, cosicché 1'80 per cento dei finanziamenti venivano incassati da soli 7 soggetti (fenomeno agevolato anche dall'inopportuna assenza nel bando di alcun vincolo di cumulabilità di bonus assunzionali per le imprese beneficiarie);
-    il rischio è che si verifichi nuovamente che poche e grandi imprese, peraltro insediate nelle aree urbane maggiormente industrializzate, e che furono abbondantemente beneficiarie a discapito del tessuto imprenditoriale più fragile insediato nelle aree interne dell'isola, possano far incetta delle limitate risorse messe a disposizione dalla Regione, vanificando qualsiasi tentativo di creare significativi effetti strutturali nel settore edilizio;
-    per quanto detto le imprese beneficiarie del bando ICO 2014 sono state principalmente quelle insediate nell'area metropolitana di Cagliari ed è quindi necessario inserire nell'avviso appena pubblicato dei criteri di ripartizione territoriale che garantiscano la distribuzione delle risorse nei territori regionali (per esempio stabilendo a priori una quota di risorse per ciascuna delle 4 province sarde e per la Città metropolitana di Cagliari), ciò a prescindere dalla "capienza" e dalla capacità di ciascuna impresa partecipante al bando di assorbire, attraverso tirocini e assunzioni, i finanziamenti messi a disposizione complessivamente dal bando;
-    IN.SAR e Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, col protocollo di intesa da loro firmato in data 3 marzo 2017, hanno stabilito autonomamente di derogare dal sistema normativo vigente sui tirocini, individuato dalla Giunta regionale approvando le "Linee guida sui tirocini formativi" con apposita deliberazione del 23 ottobre 2013, che proprio per prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto del tirocinio ha imposto dei limiti al rapporto tra tirocinanti e dipendenti delle aziende ospitanti: nel bando ICO EDILI, invece, sarà consentito alle aziende di ospitare qualsivoglia numero di tirocinanti, ancorchè la stessa non possieda alcun dipendente a tempo determinato o indeterminato;
-    come soluzioni al declino del settore e alla crescente disoccupazione (giovanile e non) in Sardegna si propone ad aziende, inesistenti in Sardegna anche successivamente alla data di avvio del bando pubblicato, di creare attività (anche non attinenti al settore di cui trattasi), con forza lavoro basata su tirocinanti e neoassunti per il tempo strettamente utile per mantenere i bonus occupazionali ottenuti, senza nessuna garanzia che, una volta venuti meno gli obblighi del bando (dai 12 ai 24 mesi), le aziende successivamente si stabiliscano nell'isola e che i neoassunti abbiano una qualche speranza di mantenere il posto di lavoro acquisito tramite i finanziamenti pubblici;
-    la crisi occupazionale dell'edilizia in Sardegna non può giustificare l'utilizzo distorto dei tirocini e neppure consentire che le risorse, messe in campo dalla Regione per attivare interventi finalizzati a sostenere l'occupabilità nell'isola, vengano dissipate e disperse in attività "collaterali" alla filiera dell'edilizia che certamente non consentono di rilanciare il settore edilizio né la qualificazione dell'intera filiera; tanto meno rappresentano forme intelligenti di investimento pubblico per il rilancio dell'occupabilità e dell' inserimento lavorativo delle persone alla ricerca di un impiego (se non esclusivamente nel periodo strettamente utile per le aziende per ottenere gli incentivi di IN.SAR.);

considerato, inoltre, che:
-    l'Agenzia regionale ASPAL svolge un insieme articolato di funzioni attribuite dalla legge regionale n. 91 del 2016, tra le quali la gestione di progetti di sperimentazione di politiche attive del lavoro, monitoraggio delle politiche del lavoro, elaborazioni per la valutazione di progetti di politiche attive del lavoro, ed è dotata senza ombra di dubbio di risorse umane, know how, capacità organizzative e gestionali utilizzabili per fornire un'eccellente supporto per realizzare in Sardegna efficaci politiche attive del lavoro, peraltro senza far ricorso a innumerevoli consulenze esterne dai costi esorbitanti;
-    gli interventi di politiche attive per il lavoro dovrebbero coordinare tutti i soggetti coinvolti per fronteggiare l'emergenza occupazionale nell'isola e si ritiene incomprensibile l'esclusione dell'ASPAL dalla condivisione del protocollo d'intesa, dalla cabina di regia istituita per il coordinamento dei soggetti istituzionali coinvolti nel progetto ICO EDILI e dalla commissione istruttoria prevista nel bando pubblicato; ciò anche alla luce del fatto che il protocollo di intesa firmato il 3 marzo 2017 individua appunto la necessità di coordinamento tecnico e operativo con i centri per l'impiego (articolazione territoriale dell'ASPAL) nell'erogazione e stipula dei PIM e dei tirocini atipici, e per la condivisione delle relative banche dati e del sistema informativo SIL;

ritenuto inopportuno che l'amministratore delegato di IN.SAR., che parrebbe condannato in primo grado per bancarotta, e che il consiglio di amministrazione della società, il cui mandato risulta di fatto già scaduto nell'anno corrente, continuino a portare avanti importanti e delicate attività attinenti le politiche del lavoro in Sardegna, utilizzando peraltro risorse finanziarie regionali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1)    se siano a conoscenza dei fatti riportati e se non sia opportuno intervenire nei confronti dell'amministratore delegato di IN.SAR. Spa per chiedere l'annullamento in autotutela dell'avviso pubblico "progetto ICO EDILI", pubblicato in data 8 maggio 2017 da IN.SAR. Spa;
2)    quali azioni intendano adottare per intervenire in maniera mirata, efficace, razionale sulle cause della crisi del settore delle costruzioni e della relativa crisi occupazionale, evitando lo sperpero di risorse pubbliche in un momento di grave crisi economica e di restrizioni imposte al bilancio regionale.

Cagliari, 17 maggio 2017