CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1113/A

MORICONI, con richiesta di risposta scritta, sul continuo perpetuarsi di episodi di violenza e intolleranza da parte di immigrati extracomunitari nell'isola.

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Il sottoscritto,

premesso che:
-    la nostra società sta andando sempre più a modificarsi verso forme multirazziali di integrazione che sono dettate dall'esigenza di dare accoglienza adeguata alle centinaia di migliaia di richieste di asilo che provengono da profughi di guerre o da immigrati che sfuggono a situazioni di estrema povertà;
-    l'Italia, in massima parte con la Grecia, sta sostenendo tutto il peso di questi flussi migratori rivolti verso il continente europeo, svolgendo un'azione di grande rilievo emergenziale e profilo umanitario, oltre che a uno sforzo organizzativo senza eguali nel passato per quanto riguarda le politiche sull'immigrazione;
-    il fenomeno dell'immigrazione regolare è aggravato dalla cosiddetta immigrazione clandestina costituita da immigrati irregolari che sfuggono a qualsiasi controllo e sono spesso preda delle grandi organizzazioni malavitose che li sfruttano per i loro scopi delinquenziali;
-    si registra da qualche tempo un aumento esponenziale dei reati collegati alla presenza massiccia nei centri dell'isola di immigrati che hanno una spiccata propensione a delinquere e che stanno minando la percezione di sicurezza da parte dei cittadini creando una situazione di intolleranza verso ogni forma di immigrazione;
-    particolarmente negli ultimi tempi, con una sequela che sembra non trovare argini, continuano a verificarsi con frequenze quasi quotidiane in tutti i centri più popolosi dell'isola episodi di intolleranza, violenti e vessatori nei confronti di inermi cittadini per lo più giovanissimi, anziani e donne;
-    anche i recenti episodi confermano questo fenomeno; ultimo quello riportato dagli organi di informazione su una giovane donna che, a causa della sua condizione di sorda-oralista, non ha potuto richiedere l'intervento delle forze dell'ordine e si è trovata, suo malgrado, a subire atteggiamenti di violenza psicologica e in qualche momento immorali da parte di un gruppo di immigrati di colore nei parcheggi antistanti il mercato di San Benedetto a Cagliari;
-    l'episodio richiamato si presenta ancora più odioso ed esecrabile in quanto compiuto su di una persona che, in caso di emergenza, ha meno possibilità di difendersi e tutelare la propria dignità; questo fa parte di un costume che può riscontrarsi in tanti episodi di vita quotidiana che avvengono nei pressi dei parcheggi a danni delle donne e degli anziani che, oramai, paiono ostaggio di questi gruppi di immigrati che spesso agiscono a scapito del diritto dei cittadini di muoversi liberamente nei diversi contesti pubblici;

viste le interrogazioni presentate dal sottoscritto:
-    n. 933/A, con richiesta di risposta scritta, sulle politiche dell'accoglienza e sulla necessità di contrastare i flussi d'immigrazione clandestina dalle coste algerine verso l'isola.
-    n. 962/A, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione sanitaria degli immigrati alloggiati nei centri di accoglienza regionali e sui casi di TBC;
-    n. 1035/A, con richiesta di risposta scritta, sul ripetersi di episodi di intolleranza e di violenza da parte di giovani immigrati e sulla necessità di convocare una conferenza dei servizi con i sindaci dell'isola finalizzata all'adozione di un piano di dimensionamento della rete di accoglienza degli immigrati,
con le quali il sottoscritto sollevava le diverse problematiche inerenti la presenza nel territorio dell'isola di numerosi immigrati clandestini provenienti dall'Algeria legate all'aumento dei reati commessi da questi giovani immigrati, denunciava il fenomeno degli immigrati affetti da TBC che sfuggivano ai controlli e ai protocolli medici con grave rischio di epidemie per la popolazione e stigmatizzava un grave episodio di violenza con aggressione di due giovani studenti sardi da parte di un gruppo di giovani immigrati scatenati sul pullman di linea dell'ARST in servizio nella tratta da Villasimius a Cagliari;

considerato che l'ampio risalto che gli organi di informazione danno al verificarsi di questi episodi testimonia il crescente disagio di molti cittadini costretti a subire la maleducazione e, nei casi peggiori, le vessazioni e la violenza da parte degli immigrati che, sempre più numerosi, occupano le nostre piazze, i parcheggi dei centri commerciali, gli ospedali, gli uffici pubblici e altri luoghi di svago e spesso per commettere queste violenze si muovono con la logica del branco o addirittura armati, come nell'episodio avvenuto ieri alla stazione di Milano dove un poliziotto e due militari dell'esercito di pattuglia sono stati feriti da un italo-magrebino;

ribadito, come da precedenti interrogazioni, che:
-    nonostante tutti gli sforzi posti in essere e i successi conseguiti dalle forze di polizia, da tempo nei nostri centri si sta verificando una crescente escalation di reati compiuti da immigrati, tale da creare serie preoccupazioni per il futuro, se non interverranno tempestivamente azioni e iniziative concrete per poterlo arginare e contrastare efficacemente;
-    tale fenomeno, direttamente collegato alla crescita esponenziale della presenza di immigrati nei nostri centri, sta comportando seri risvolti in ordine alla sicurezza pubblica; solo per fermarsi ai più recenti episodi avvenuti nella città di Cagliari le cronache riportano di arresti da parte di polizia e carabinieri per borseggi, furti, scippi, violenza sessuale, risse, accoltellamenti, atti di vandalismo, lesioni, bottigliate ai passanti, in un crescendo preoccupante che allarma moltissimo i cittadini e obera ulteriormente le forze di polizia che già compiono sacrifici enormi per adempiere ai loro compiti e che sono spesso sottodimensionate rispetto ai servizi;
-    alle preoccupazioni sull'ordine pubblico vanno a sommarsi quelle relative al rischio sanitario dovuto all'impossibilità di garantire gli standard necessari di sicurezza nei confronti di un flusso di immigrazione clandestina che difficilmente si sottopone a una verifica per la registrazione e il monitoraggio da parte del sistema sanitario regionale;
-    la nostra isola non può cadere ostaggio della violenza e delle intemperanze di chicchessia o di immigrati che, in palese mancanza di rispetto delle più elementari regole di convivenza, unite a una certa propensione a delinquere da parte di alcuni, rischia seriamente di delegittimare la causa di tutti quei profughi e immigrati regolari i quali invece sono degni del massimo riguardo;
-    in forza di quanto premesso si appalesa con sempre maggiore urgenza la necessità che la Regione adotti misure urgenti e improcrastinabili che definiscano le modalità di accoglienza degli immigrati;

atteso che:
-    il lodevole lavoro delle forze di polizia di prevenzione e repressione dei reati connessi all'aumento dei flussi di immigrazione nella nostra isola, come richiesto dalla citate interrogazioni deve trovare adeguato sostegno con altrettante pronte e appropriate iniziative disposte da parte della Regione e degli enti locali,
-    i sindaci della Sardegna e il Consiglio delle autonomie locali, con posizioni nette e chiare emerse nei ultimi tempi, richiedono a gran voce iniziative unitarie che vedano coinvolti gli amministratori comunali, la Regione e i responsabili dell'ordine pubblico per affrontare con mezzi e strumenti adeguati questo fenomeno destinato a crescere in maniera esponenziale e le sue conseguenti ricadute sul sistema sociale della Sardegna;
-    gli stessi indirizzi che rimbalzano dalle direttive emanate dal Ministro dell'interno, Minniti, vanno nella direzione di spostare il focus delle iniziative da intraprendere in ordine all'accoglienza, oltre che dalle prefetture, verso i sindaci per creare un migliore coordinamento con chi ha maggiore nozione delle problematiche socio-economiche e approfondita conoscenza del territorio che amministra,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere quali siano gli intendimenti e la posizione della Giunta regionale circa la necessità di indire una conferenza dei servizi tra Regione, comuni, prefetture e questure per l'adozione di un piano di dimensionamento della rete di accoglienza degli immigrati:
1)    per dare ai sindaci reali poteri organizzativi e di indirizzo su tempi e modalità di attuazione dell'accoglienza secondo criteri di disponibilità e capacità di ospitalità dei rispettivi comuni in rapporto alla popolazione residente e alle condizioni socio-economiche;
2)    per creare una cabina di regia di coordinamento tra Regione, comuni, prefetture e questure per garantire ogni possibile e utile iniziativa comune in materia di sicurezza pubblica per il contrasto e la repressione dei reati collegati ai crescenti flussi di immigrazione nell'isola;
3)    per creare un cordone sanitario efficiente e funzionale che adotti un protocollo preventivo atto a scongiurare la diffusione di malattie tra gli stessi immigrati ospiti delle varie strutture di accoglienza e garantire il massimo della sicurezza sanitaria ai cittadini sardi.

Cagliari, 19 maggio 2017