CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1123/A

LEDDA, con richiesta di risposta scritta, sul bando "Aiuti alle imprese per la competitività (T1)", ai sensi e per gli effetti delle direttive di attuazione di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 48/29 del 6 settembre 2016.

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Il sottoscritto,

premesso che:
-    ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 48/29 del 6 settembre 2016 sono state pubblicate le direttive di attuazione della citata tipologia di intervento T1 che, in linea di massima, inglobava le seguenti caratteristiche:
-    oggetto e finalità: aumento della competitività delle Medie-piccole e micro imprese (MPMI) attraverso il sostegno agli investimenti materiali e immateriali, servizi di consulenza e formazione;
-    soggetti beneficiari: le MPMI imprese purché operative (senza distinzione di settore, potendo di conseguenza rientrare le imprese operanti nel commercio, nell'artigianato, nell'industria e nel turismo);
-    settori ammissibili: tutti i settori previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 (articoli 14, 17, 18, 31, 38, 39, 40, 41, 49) e Reg. (UE) n. 1407/2013;
-    dimensione del piano aziendale: investimento minimo euro 15.000 - massimo euro 150.000;
-    forma dell'aiuto: sovvenzioni (contributo a fondo perduto), riduzione dei tassi di interesse e dei premi di garanzia in combinazione con l'intervento fino al 75 per cento del Fondo competitività in forma di prestito a condizioni di mercato;
-    con determinazione Prot. n. 8399, rep. n. 844 del 13 ottobre 2016, a firma del direttore del Centro regionale di programmazione dott. Gianluca Cadeddu, è stato approvato l'Avviso per la selezione dei beneficiari a valere sul bando "Aiuti alle imprese per la competitività (T1)", ai sensi e per gli effetti delle direttive di attuazione di cui alla deliberazione della Giunta regionale n.48/29 del 6 settembre 2016 con una dotazione di euro 10.000.000  a valere prioritariamente sull'Azione 3.3.1 o sulle Azioni 3.3.2 o 3.7.1 del POR FESR 2014-20, previa verifica di coerenza delle operazioni approvate con le medesime azioni;
-    all'interno della documentazione da produrre a corredo dell'istanza agevolativa, era prevista l'elaborazione di un piano di sviluppo aziendale costituito da un programma di investimenti materiali e immateriali finalizzati alla realizzazione di un "investimento iniziale";
-    per "investimento iniziale" si intendeva fare riferimento a:
-    un investimento, in attività materiali e immateriali, relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente o a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
-    l'acquisizione di attività appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione e sia acquistato da un investitore che non ha relazioni con il venditore. Non rientra nella definizione la semplice acquisizione di quote di un'impresa. Se un membro della famiglia del proprietario originario, o un dipendente, rileva una piccola impresa, non si applica la condizione che prevede che gli attivi vengano acquistati da terzi che non hanno relazioni con l'acquirente;

considerato che:
-    nell'ambito delle procedure valutative a cura del soggetto istruttore (SFIRS e servizi dei vari assessorati competenti quali l'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio e l'Assessorato regionale dell'industria) le domande dovevano essere avviate a istruttoria secondo l'ordine cronologico di presentazione;
-    le domande ammissibili dovevano essere istruite in tempo utile perché potessero essere rispettati i centoventi giorni dalla data di presentazione della domanda;
-    con determinazione prot. n. 2117 rep. 175 del 20 marzo 2017, a firma del direttore del Centro regionale di programmazione dott. Gianluca Cadeddu, è stato autorizzato il differimento di novanta giorni dei termini per il completamento della procedura di valutazione già previsti in centoventi giorni;
-    tale differimento si è reso necessario in conseguenza della notevole mole di pratiche da istruire e dal probabile mal funzionamento della piattaforma informatica;
-    le risultanze istruttorie prodotte dalla SFIRS, sulle pratiche sino a ora esaminate, sembrerebbero evidenziare un numero spropositato di pratiche rigettate (non ammissibili), la stragrande maggioranza delle quali interessate dalla seguente dicitura (motivazione di rigetto): "l'Impresa richiedente ha presentato un piano di investimenti produttivi non riferibile a un "investimento iniziale". Dalle verifiche effettuate è, infatti, emerso che tale piano prevede l'acquisto quasi esclusivo di attrezzature ordinariamente utilizzate nell'esercizio dell'attività senza che sia rilevabile nell'ambito dello stabilimento esistente un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo, secondo la definizione di cui all'articolo 6 delle disposizioni attuative".
-    facendo leva sull'interpretazione, a dir poco restrittiva, del concetto di "investimento iniziale", il soggetto istruttore sta praticamente sentenziando l'inammissibilità di un ragguardevole numero di iniziative, per il solo fatto che le stesse non garantiscono un mutamento del processo produttivo (o l'introduzione di nuovi prodotti), con la conseguenza che le spese programmate vengono catalogate alla stregua di semplici "investimenti sostitutivi";
-    il risultato è che iniziative serie e al tempo stesso meritevoli di accoglimento sia per la bontà del soggetto imprenditoriale, sia per le ricadute in termini reddituali e occupazionali, sono state, e saranno man mano che si procederà con l'istruttoria delle pratiche, mortificate in dipendenza di un atteggiamento definibile eufemisticamente "notarile" assunto dal soggetto istruttore;
-    il buon senso dovrebbe portare alla semplice valutazione del fatto che la modifica sostanziale del processo produttivo, ovvero l'introduzione di nuovi prodotti, può essere attuabile nell'ambito di alcuni settori, l'industria in primis ma anche il turismo attraverso la creazione di nuovi servizi aggiuntivi all'ospitalità, ma non di certo per il commercio o per l'artigianato di servizi (meccanici, gommisti, idraulici e così via); per questi ultimi comparti di lavoro è a dir poco impensabile poter pensare ad uno stravolgimento del processo di lavoro o all'introduzione di nuovi prodotti;
-    ne discende che questo bando sarebbe dovuto essere indirizzato ad alcuni comparti ma non alla totalità, in quanto ha finito con l'ingenerare false aspettative destinate a infrangersi e a vanificare lo spirito della misura agevolativa;
-    sarebbe necessario di conseguenza un concreto ripensamento dei metri di giudizio, rispettosi della normativa riguardante gli aiuti di Stato a finalità regionali, ma allo stesso tempo sensibili alle specificità dei singoli settori; in caso contrario ci si troverebbe di fronte a un'ingente mole di risorse non spese e a una repentina caduta di credibilità nei confronti dell'impalcatura del credito agevolato di provenienza regionale;
-    numerose pratiche sono state rigettate oltre i centoventi giorni;
-    il bando prevedeva, infatti, questa misura dei centoventi giorni, entro i quali istruire le domande, decorrenti dalla data di inoltro della domanda stessa; numerose domande quindi, sono state rigettate oltre i termini previsti di centoventi giorni prima ancora che venisse approvata la ricordata determina di differimento dei termini;
-    un esempio può chiarire meglio la fattispecie: una pratica presentata il 9 novembre 2016 deve essere istruita entro il 9 marzo 2017; se la comunicazione di rigetto è datata 19 aprile 2017 si ha che:
-    il rigetto avviene oltre i termini previsti (09/03/2017);
-    la determinazione di differimento non potrebbe avere efficacia verso quella pratica in quanto i termini di istruttoria erano scaduti prima dell'approvazione della determinazione (20/03/2017);
-    tali esclusioni potranno dar luogo a numerosi contenziosi in quanto non si è tenuto conto del differimento dei termini come stabilito con la determinazione prot. n. 2117 rep. 175 del 20 marzo 2017, con ciò creando i presupposti per azioni di risarcimento dei danni subiti a carico della Regione.
-    da notizie assunte presso i soggetti istruttori (Sfirs e assessorati competenti) parrebbe che i tre mesi di proroga accordati non saranno sufficienti e sarà necessaria un'ulteriore proroga,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
1)    se quanto qui riportato sia di Loro conoscenza;
2)    quali provvedimenti intendano assumere per sanare una palese penalizzazione per le aziende partecipanti al bando ubicate in gran numero nel territorio della Provincia di Nuoro.

Cagliari, 25 maggio 2017