CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1134/A

CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla procedura di chiusura della sede del Consorzio agrario di Prato Sardo - Nuoro.

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Il sottoscritto,

premesso che il Consorzio agrario di Sardegna è una società cooperativa a responsabilità limitata con un'articolazione di proprie sedi dislocate sull'intero territorio regionale aventi come fine quello del commercio di prodotti e macchinari per l'agricoltura;

considerato che il Consorzio agrario di Sardegna ha dato comunicazione alle parti sindacali e datoriali di un perdurante stato di crisi che ha pesantemente colpito la filiera agricola regionale, con il conseguente riverbero negativo sul personale dipendente, per parte del quale è stato attivato il contratto di solidarietà come previsto dalle leggi vigenti;

osservato che gli indicatori economici riportati sui documenti contabili dai vertici del consorzio mostrano un'importante erosione finanziaria se raffrontata ai risultati dell'ultimo triennio;

preso atto che l'amministrazione consortile, al fine di ridurre l'esposizione finanziaria, ha varato un'imponente ristrutturazione organizzativa con l'intento presunto di ridurre tutti i costi che non siano strettamente legati all'attività produttiva della società, unitamente alla vendita di parte del proprio patrimonio immobiliare;

atteso che l'amministrazione ha introdotto una manovra correttiva negli elaborati di un piano industriale che evidenzia la necessità di ridurre i costi fissi riferibili ai lavoratori dipendenti, in particolare le unità occupate nei settori non produttivi;

osservato che tale piano industriale prevede la dismissione delle sedi di Nuoro e Santa Maria la Palma con accentramento delle funzioni operative presso le unità produttive di Cagliari e Oristano da cui poter presidiare i territori impoveriti dalla presenza di tali sedi;

valutato che il piano industriale come elaborato dai vertici aziendali prevede la vendita della sede di Prato Sardo - Nuoro, oltre a 40 immobili ubicati sul territorio regionale, il trasferimento dei 14 dipendenti di Nuoro e di 3 di Santa Maria La Palma, l'innalzamento degli esuberi complessivi da 18 a 35 unità, la proroga dei contratti di solidarietà e la riduzione del lavoro settimanale in capo alla totalità dei lavoratori;

tenuto conto che è intenzione del consorzio rinforzare le sedi di Cagliari e Oristano che segnano consistenti riduzioni del fatturato, calato rispettivamente da euro 48.867.000 nel 2015 (Ca) a 37.123.000 nel 2016 con una perdita del 64 per cento e da euro 12.622.000 nel 2015 (Or) a 8.351.000 con una perdita del 23 per cento; mentre le sedi di Nuoro e Santa Maria La Palma hanno subito cali dell'8 per cento e del 5 per cento decisamente meno incisivi sul totale della perdita di fatturato;

rilevato che il conto economico del 2016 prevede un complessivo costo del lavoro pari a un modesto 8,45 per cento sul totale dei costi generali e quindi pare ingenerosa un'azione correttiva in tal senso in luogo di altre voci caratteristiche di bilancio;

ritenuto che sia irragionevole l'impostazione generale del piano industriale che penalizza le due sedi a vantaggio di quelle che stanno evidenziando criticità;

considerato che l'azione prevista dal Consorzio agrario di Sardegna pare non tener conto delle opportunità concesse dalle politiche regionali del Piano di sviluppo rurale (PSR) che immette nella filiera di comparto risorse pari a euro 1.300.000 nel prossimo quinquennio;

valutato come sia da sottoporre a una attenta valutazione delle forze sociali un piano industriale che prevede la chiusura del presidio di Prato Sardo, esistente fra l'altro sul territorio da ben 80 anni, scaricando in tal modo la responsabilità sui lavoratori;

considerato che il piano correttivo aziendale, da un lato, penalizza drasticamente le sedi provinciali di Nuoro e di Santa Maria La Palma e, dall'altro, intende programmare l'offerta degli stessi servizi affidati a una nuova apposita agenzia da creare e strutturare ad hoc,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quale siano gli intendimenti della Giunta regionale al fine di evitare l'inaccettabile depotenziamento di aree già provate dalla continua chiusura di presidi lavorativi;
3) quali azioni intendano porre in essere al fine di mantenere l'operatività della sede nuorese del Consorzio agrario di Sardegna.

Cagliari, 5 giugno 2017