CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1138/A

RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all'applicazione delle deroghe inerenti al pascolamento per carico di bestiame a ettaro, anche in seguito alla riforma Pac 2014-2020.

***************

Il sottoscritto,

premesso che:
- con il decreto ministeriale 18 novembre 2014, n. 6513, in applicazione del regolamento (UE) 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, si è approvato il regolamento transitorio che modifica il regime di pagamento unico per l'anno 2013;
- è stato, altresì, approvato il decreto ministeriale 26 febbraio 2015, n. 1420 che modifica e integra tale atto;
- tali provvedimenti hanno individuato i carichi minimi di bestiame da applicarsi per ettaro sui cosiddetti pascoli permanenti;
- il pascolo permanente ricomprende i terreni agricoli utilizzati alla data attuale e da almeno cinque anni per la coltivazione di erba o di altre piante erbacee da foraggio, anche se durante tale periodo tali terreni sono stati arati e seminati con una varietà di pianta erbacea da foraggio diversa da quella che vi era coltivata in precedenza;
- per ottenere il sostegno diretto nell'ambito della politica agricola è fondamentale, ai fini della qualificazione, non tanto conoscere quale varietà di pianta erbacea da foraggio era ed è concretamente prodotta sui terreni interessati quanto l'uso e l'effettiva destinazione dei terreni interessati;
- il legislatore ha adottato ormai da anni misure intese a incoraggiare la conservazione degli attuali pascoli permanenti e a cautelarsi da una loro riconversione massiccia in seminativi;

evidenziato che:
- in deroga all'articolo 2 del decreto ministeriale 26 febbraio 2015, n. 1420 è possibile stabilire un carico minimo di bestiame diverso da quello fissato in tale decreto per venire incontro alle esigenze degli allevatori ai fini della riforma della Pac 2014-2020;
- le regioni Lazio, Piemonte, Valle d'Aosta e Provincia di Bolzano hanno già previsto appositi atti, variando il parametro di pascolamento minimo consentito dal decreto n. 1420 del 2015, pari a sessanta giorni, con un carico minimo applicato al periodo di pascolamento;
- con gli atti approvati da tali regioni e provincia autonoma, si provvede, altresì, a riconoscere il pascolamento come "pratica locale tradizionale"; una definizione che dà la possibilità, laddove si presentino particolari condizioni di svantaggio, di valutare l'applicazione delle deroghe anche con effetto retroattivo;

rimarcato che:
- in alcuni areali della nostra regione, l'imposizione dei limiti previsti dal decreto determinerebbe un eccessivo sfruttamento dei pascoli;
- si deve, altresì, tenere conto del fatto che la Sardegna è un territorio molto svantaggiato, che presenta delle peculiarità in alcune zone; si pensi ai territori boschivi, pascolativi con tare secondo le direttive Agea tra il 20 e il 50 per cento, ma che nella realtà sono dei veri e propri pascoli arbustivi e produttivi che vengono utilizzati nel rispetto del territorio e consentono un forte aumento della Superficie agricola utile (SAU) destinata all'allevamento;

appreso che molte aziende agro-zootecniche sono costrette a praticare la transumanza, in particolare nel periodo di fine primavera, per poi praticare la transumanza inversa in autunno, a seguito di questo metodo si riesce a sfruttare pascoli più rigogliosi consentendo un carico di animali non superiore a 0,08 Unità bovino adulto (UBA) per ettaro pascolativo e per un'intera annata agraria;

tenuto conto che, in base a tali analisi sulle modalità della transumanza in Sardegna e sui pascoli, l'applicazione delle deroghe anche retroattive, come già fatto in altre regioni, sarebbe opportuna in quanto le aziende ovi-caprine presenti nel nostro territorio si trovano a operare in una congiuntura a loro poco favorevole, in particolare a causa del notevole deprezzamento del latte e delle carni da loro prodotte;

preso atto che è indispensabile provvedere a un atto che possa richiamare nuovi parametri relativi ai pascoli permanenti, per porre nuovi dettami anche rispetto alle direttive Agea e impedire un ulteriore aggravio economico, con un conseguente deprezzamento dei prodotti ovi-caprini isolani e la perdita delle premialità messe a disposizione dall'Unione europea mediante la Pac 2014-2010,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali azioni intenda mettere in atto per applicare le deroghe sui pascoli permanenti, con la revisione per carico minimo di bestiame a ettaro rispetto ai decreti ministeriali attuati in applicazione delle direttive europee;
2) se non ritengano di approvare un apposito provvedimento regionale, come già fatto dalle regioni Lazio, Piemonte, Valle D'Aosta e Provincia di Bolzano, con l'applicazione di deroghe retroattive per la modifica dei parametri di pascolamento adeguati alla Sardegna;
3) se è intenzione di questa Giunta regionale attivarsi per porre in condizioni il mondo agropastorale di risollevarsi, con misure quali quelle dette, per superare le difficoltà derivate dal notevole deprezzamento del latte e delle carni prodotte dalle aziende.

Cagliari, 7 giugno 2017