CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1140/A

TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle zone economiche speciali da parte del Governo.

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Il sottoscritto

vista la deliberazione n. 21/3 del 15 aprile 2016, con la quale il Presidente della Regione, d'intesa con l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e con l'Assessore regionale dell'industria, ha riaffermato la necessità di rafforzare le condizioni per agevolare lo sviluppo del territorio e favorire la creazione di strumenti finalizzati al superamento della grave crisi che affligge la Sardegna;

tenuto conto che l'attuale Giunta regionale, fermo restando l'imprescindibile rispetto dei vincoli di bilancio, è impegnata nell'esame e nello studio di tutti gli strumenti, quali le zone economiche speciali, per la verifica della loro effettiva realizzabilità e per la ricerca della configurabilità giuridica più idonea a innescare un processo di sviluppo nell'isola;

precisato che:
-    le Zone economiche speciali (ZES) sono di solito attivate nei territori depressi e/o particolarmente strategici come porti o aeroporti;
-    al loro interno, alcune tasse possono essere ridotte o anche completamente azzerate per attirare nuove imprese;
-    le aziende ivi allocate possono pagare tariffe più basse ed essere assoggettate ad adempimenti burocratici meno pesanti;
-    i vincoli europei e statali rendono però sempre più difficoltosa la creazione di un'area che garantisca efficaci e significativi agevolazioni in termini fiscali e non fiscali;

certificato che:
-    proprio per avere più peso nell'Unione europea e nei rispettivi Stati e per accrescere le possibilità di creare una zona a fiscalità di vantaggio, intesa come misura compensativa dello stato di insularità;
-    da tempo la Giunta regionale sta lavorando alla costituzione di una macroregione, composta da Sardegna, Corsica e Baleari, accomunata da problemi e svantaggi economici e strutturali similari;

dato atto che in Italia esistono le condizioni ideali per l'istituzione di una ZES in diverse aree ma in particolare in regioni in cui sono situati porti di transhipment, come la Sardegna, la Calabria o la Puglia, regioni, che pagano un notevole ritardo in termini di sviluppo economico e sociale e che quindi rientrano nell'obiettivo convergenza, cioè tra quelle regioni interessate al sostegno mediante fondi strutturali della Comunità europea;

tutto ciò premesso, si apprende da fonti giornalistiche che:
-    è imminente una riunione del Consiglio dei Ministri che sarà riservato a interventi per il Mezzogiorno e per lo sviluppo del paese, un provvedimento d'urgenza cui starebbero lavorando i tecnici dei ministri Claudio De Vicenti e Carlo Calenda con l'obiettivo di approvarlo e di conseguenza convertirlo prima della pausa estiva;
-    tra gli argomenti all'ordine del giorno c'è l'arrivo delle prime "Zone economiche speciali" e che le regioni ammissibili per le ZES sarebbero Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia e inspiegabilmente non la Sardegna,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per conoscere quali iniziative e quali azioni intendano porre in essere nei confronti del Governo al fine di inserire anche la Sardegna tra le regioni ammissibili per le Zone economiche speciali.

Cagliari, 8 giugno 2017