CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1168/A

TEDDE, con richiesta di risposta scritta, circa la condanna di Abbanoa da parte del Consiglio di Stato per una serie di pratiche commerciali gravemente scorrette.

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Il sottoscritto,

premesso che con sentenza del giugno di quest'anno Abbanoa Spa è stata definitivamente condannata dal Consiglio di Stato al pagamento della sanzione di 680 mila euro a favore dell'antitrust per una serie di pratiche commerciali gravemente scorrette;

premesso, altresì, che le pratiche sanzionate, ritenute dal Consiglio di Stato adeguatamente comprovate, certificano la sussistenza di pratiche aggressive e scorrette che sono arrivate fino a non riconoscere al consumatore il proprio diritto di reclamare, tramite la minaccia di sospensione della fornitura, e ciò persino nel caso di fatture annullate da un provvedimento del giudice;

considerato che è stato ravvisato il carattere aggressivo della condotta tenuta da Abbanoa nella richiesta di pagamento delle morosità pregresse al nuovo subentrante nel caso di richiesta di attivazione da parte di un nuovo consumatore di un'utenza con pregresse morosità, ragion per cui tale richiesta non veniva elaborata e automaticamente attivata neppure nel caso di dimostrata estraneità del nuovo consumatore ma veniva bloccata fino all'avvenuto pagamento;

considerato che, più in particolare, fino al gennaio 2013, Abbanoa prevedeva che il subentro su utenze gravate da morosità venisse inibito e ove il soggetto richiedente non avesse morosità su altre utenze a suo nome, l'autorizzazione al subentro fosse possibile dietro specifico nulla osta del direttore generale;

rilevato che le procedure in essere fino al 2013 non garantivano l'automatica attivazione dell'utenza, senza alcuna certezza dei tempi di risposta, che invece il consumatore poteva ottenere facendosi carico della morosità preesistente;

rilevato, altresì, che nel prevedere all'intero della procedura la facoltà del gestore di non procedere all'allaccio della fornitura, se non a seguito del pagamento da parte del consumatore di somme non dovute, Abbanoa poneva in atto una pratica commerciale di particolare aggressività, con un indebito condizionamento nella fase di attivazione della fornitura da parte dei consumatori;

dato atto che Abbanoa profittando della situazione di monopolio e dell'essenzialità del servizio idrico, esercitava un "indebito condizionamento" sulle scelte commerciali del consumatore, integrando la violazione degli articoli 20, 24, 25 del Codice del consumo in quanto il nuovo utente, stante l'essenzialità del servizio idrico e la situazione di monopolio esistente, che gli impediva di rivolgersi a un altro gestore, era in pratica indotto a versare somme per le quali non era lui il debitore, pur di ottenere l'allaccio dell'utenza;

dato atto, altresì, che il carattere aggressivo della condotta tenuta da Abbanoa è stata ravvisata anche in relazione alla pratica del gestore di non considerare e trattare moltissimi reclami solo perché non presentati attraverso il modulo disponibile sul sito internet dalla società, proseguendo nell'attività di recupero di crediti e minacciando il consumatore di slacci di utenze e in alcuni casi interrompendo violentemente le forniture;

osservato che, sebbene la carta dei servizi, il regolamento del servizio idrico integrato e la convenzione di affidamento non prevedano requisiti di forma per la presentazione del reclamo, oltre a quello della forma scritta, con un ordine di servizio interno Abbanoa ha deciso di trattare, senza darne adeguata informazione ai consumatori, esclusivamente le rimostranze presentate attraverso lo specifico modulo presente sul proprio sito internet;

osservato, altresì, che seppur Abbanoa fosse pienamente consapevole dell'esistenza di tali criticità, considerava i "reclami fuori format" inammissibili e in alcuni casi rimuoveva il contatore, nonostante la presenza di reclami da parte del consumatore;

evidenziato che la mancata gestione dei reclami ha, a sua volta, "generato morosità e numerose contestazioni da parte dei consumatori i quali ritenevano in buona fede di aver presentato un reclamo ed erano in attesa di una risposta, mentre il gestore continuava nelle procedure di riscossione, minaccia di distacco, e finanche distacco della fornitura, esercitando un evidente condizionamento sui consumatori";

evidenziato, altresì, che peraltro, "l'importanza e l'essenzialità del formulario avrebbe dovuto essere, immediatamente e in modo evidente, portata a conoscenza dei consumatori", mentre, invece, Abbanoa nelle comunicazioni inviate ai consumatori, pur evidenziando che il reclamo doveva essere presentato entro il termine di sessanta giorni (sottolineando tale termine), si è limitata a citare la circostanza di utilizzare il modulo come una mera possibilità riconosciuta alla clientela e non ha in alcun modo posto in evidenza l'essenzialità dell'utilizzo di tale modulo nella presentazione del reclamo ai fini della sua trattazione;

tenuto conto che Abbanoa non gestiva i reclami ritualmente presentati, o lo faceva in tempi lunghissimi, nonostante i trenta giorni previsti nella carta di servizio, mentre proseguivano le procedure di riscossione e distacco delle utenze e che a tal proposito "Sono stati ritenuti emblematici, in tal senso, i casi relativi alla prescrizione dei crediti, pari a circa 9.000 ad aprile 2015, che non hanno generato la sospensione della fatturazione e delle procedure di recupero crediti, dando addirittura luogo a numerose situazioni di "slaccio" di utenze o, comunque, di forte condizionamento al previo pagamento degli importi contestati";

tenuto conto, altresì, che il carattere aggressivo della condotta tenuta da Abbanoa è stata ravvisata anche nella richiesta di pagamento di fatture annullate dal Giudice di pace, minacciando in caso contrario la sospensione del servizio idrico,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

1) quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale intende porre in essere nei confronti del management di Abbanoa al fine di rimuovere tali pratiche considerate aggressive dal Consiglio di Stato che si è recentemente espresso al riguardo con sentenza del giugno di quest' anno;
2) quali siano le iniziative che la Regione intende intraprendere al fine di tutelare i cittadini sardi che hanno subito e continuano a subire le pratiche vessatorie da parte di una società partecipata dai comuni presso i quali risiedono e dalla proprio ente regionale per un servizio indispensabile e irrinunciabile nella quotidianità della vita;
3) per quali ragioni la Regione non è intervenuta, prima a censuare la condotta dei vertici di Abbanoa senza attendere l'intervento della giustizia amministrativa, essendo note da tempo le pratiche commercialmente ed eticamente scorrette di Abbanoa;
4) quali siano le iniziative che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di accertare le responsabilità gestionali di chi negli anni si è avvicendato ai vertici di Abbanoa e ha contribuito pesantemente ad accrescerne i costi per azioni legali e risarcimenti agli utenti che si sono visti dare ragione dal giudice;
5) chi pagherà i costi della sanzione di 680 mila euro che Abbanoa dovrà corrispondere all'antitrust a titolo di sanzione, per le pratiche commerciali scorrette fino a oggi tenute, in conseguenza di quanto stabilito dal Consiglio di Stato.

Cagliari, 30 giugno 2017