CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1181/A

PINNA Rossella, con richiesta di risposta scritta, sui tempi di trasferimento dei contributi per il funzionamento dei centri antiviolenza e sulle ragioni dell'interruzione delle attività del centro antiviolenza della ex Provincia del Medio Campidano.

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La sottoscritta,

premesso che:
- come è noto, nel nostro paese la violenza di genere contro le donne ha assunto negli ultimi anni i connotati di una vera e propria piaga sociale, grave, diffusa e pervasiva, prima causa di morte per le donne;
- il fenomeno, che non risparmia neanche la Sardegna, tra il 13 e il 14 luglio 2017, in meno di 48 ore, ha registrato ben quattro donne uccise e una in fin di vita a Cagliari;
- un bilancio gravissimo che riaccende l'attenzione e si somma ai recenti, drammatici fatti di Sassari, Capoterra e Iglesias, culminati con l'uccisione di altre tre donne, vittime della furia cieca di ex partner e di un vicino di casa;

considerato che:
- alla vittime di tanta violenza si aggiungono le "vittime secondarie", ovvero i figli rimasti orfani, protagonisti passivi di questi terribili delitti;
- con la legge regionale n. 8 del 2007, che ha istituito in Sardegna i centri antiviolenza, integrata e modificata dalla legge regionale n. 26 del 2013, la Regione si è dotata di una importante norma che prevede misure e strategie programmate atte a prevenire e contrastare l'insorgenza, la crescita e la diffusione di comportamenti persecutori indicati con il termine "stalking";
- l'istituzione dei predetti centri, attualmente, rappresenta la prima concreta risposta al grave fenomeno descritto, sia in termini di accoglienza che di assistenza e tutela legale;
- gli stessi centri, che si avvalgono del supporto di figure specializzate atte a definire un percorso di uscita dalle dinamiche di violenza subita nonché a ricreare normali condizioni di vita autonoma e serena, sono ormai diventati una realtà irrinunciabile in termini di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere;
- ad avallare il fondamentale ruolo sociale che i centri rappresentano sono i dati di monitoraggio presentati dall'Assessorato competente, che rilevano di anno in anno l'aumento della presa in carico delle donne vittime di violenza (1.205 nel 2012, 1.572 nel 2013), che col ricorso ai servizi dedicati si traducono in maggiore consapevolezza;

sottolineato che:
- il Consiglio regionale della Sardegna, con un importante segnale di politica attenta a riconoscere il ruolo strategico che i centri antiviolenza rivestono nel contesto sociale, è intervenuto accogliendo, nell'ambito della recente manovra finanziaria, l'emendamento proposto in primis dalla sottoscritta, teso ad incrementare lo stanziamento per il 2017 da 300 mila a 900 mila euro, assegnando ulteriori 300 mila euro per ciascuna annualità 2018- 2019, con l'obbiettivo di rafforzare le attività fin qui poste in essere dai centri antiviolenza e garantire i compiti e le funzioni loro assegnati dalle norme regionali (leggi regionali n. 8 del 2017 e n. 26 del 2013);
- lo stesso Consiglio, ha inoltre approvato la modifica normativa alla legge regionale n. 8 del 2007, che limitava il numero dei centri antiviolenza, estendendoli opportunamente al fine di rendere più capillare e articolata la rete dei servizi su tutto il territorio regionale, anche alla luce dell'obbiettivo, a livello statale, di rafforzare e diffondere sull'intero territorio la presenza di questi importanti presidi, presupposto sulla base del quale, attraverso il decreto di riparto delle risorse statali per le regioni per il 2017, il 30 per cento del fondo è stato destinato alla costituzione di nuovi centri;
- con gli interventi normativi sopracitati risulta evidente il ruolo di primaria importanza che la Regione ha voluto attribuire alle attività svolte dai suddetti centri;

considerato che:
- nella Provincia del Medio Campidano opera, fin dal 2008, un centro antiviolenza diventato una realtà consolidata del territorio, entrato nel 2011 a far parte della rete nazionale antiviolenza con un numero verde dedicato 24 ore su 24, che si configura quale importante punto di riferimento e di presidio locale svolgendo, in particolare, attività di consulenza sociale, psicologica e legale;
- dal 1° gennaio 2017 il centro ha interrotto il servizio, a seguito della scadenza contrattuale col soggetto gestore;

osservato che non v'è dubbio che la chiusura del centro si pone in netto contrasto con l'effettiva volontà espressa dal Consiglio regionale di implementare da un lato le risorse dedicate ai centri ed estendere dall'altro il numero degli stessi;

considerato che dalle preoccupate segnalazioni pervenute alla sottoscritta risulterebbe, inoltre, che lo stanziamento destinato ai contributi, previsto nel capitolo di competenza regionale, potrà essere trasferito esclusivamente in favore dei PLUS, in luogo della ex Provincia del Medio Campidano, che a seguito della riforma degli enti locali è confluita nell'attuale Provincia del Sud Sardegna;

osservato che il sito istituzionale della Regione, la relativa alla procedura " Contributi per centri antiviolenza e case di accoglienza" non risulta aggiornata in tempo reale;

sottolineato che quanto rappresentato appare all'interrogante una inaccettabile situazione di stallo, fonte di preoccupazione e di forte disappunto, posto che i centri antiviolenza rappresentano servizi essenziali di protezione e prevenzione,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto rappresentato;
2) quali siano le ragioni che hanno portato all'interruzione del servizio e che a tutt'oggi impediscono la riapertura del centro antiviolenza della ex Provincia del Medio Campidano;
3) quale sia lo stato dell'arte relativo all'erogazione dei contributi regionali destinati ai centri antiviolenza e le ragioni di un eventuale ritardo;
4) quale sia il soggetto istituzionale designato alla gestione del servizio nonché all'esperimento delle procedure per l'affidamento dello stesso;
5) quali iniziative urgenti intenda assumere, in linea con quanto emerge dalla volontà del Consiglio regionale, per ripristinare, data la delicatezza della problematica in esame, un servizio tanto importante quanto essenziale, nel segno di una necessaria continuità.

Cagliari, 17 luglio 2017