CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1183/A

COCCO Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, sullo spreco di risorse pubbliche nel sistema sanitario regionale.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- in tutti i reparti di Radiologia, sono installate particolari apparecchiature chiamate Tc, indispensabili all'esecuzione degli esami radiologici, da eseguire talvolta con somministrazione di mezzo di contrasto per la diagnosi delle malattie;
- il mezzo di contrasto è un liquido molto viscoso ed altamente concentrato per la cui somministrazione sono richieste delle altre apparecchiatura dette comunemente "iniettori";
- esistono due classi di iniettori venduti a livello mondiale principalmente da due aziende; tali iniettori necessitano di materiali di consumo (MdC) o raccordi chiamati "devices", che per legge sono tassativamente monouso e che possono includere particolari siringhe, mentre altri non le prevedono;

considerato che:
- la differenza tra le due classi di prodotto consiste nel fatto che la tecnologia italiana non comporta l'uso delle siringhe ed è pertanto più economica, mentre quella tedesca lo prevede diventando considerevolmente più dispendiosa, incidendo fortemente sulle risorse economiche delle aziende sanitarie;
- poiché sempre più si avverte l'orientamento al risparmio, da parte di operatori e fornitori, nello specifico ha fatto scuola il caso virtuoso del reparto di Radiologia dell'Ospedale Brotzu di Cagliari;

rilevato che:
- tre anni fa la responsabile del reparto di Radiologia, dr. ssa Grazia Bitti, dopo aver inutilmente chiesto la diminuzione dei prezzi delle siringhe, equivalente ad 17 euro/paziente, oltre ai costi dell'assistenza tecnica, dello smaltimento dei rifiuti speciali e dello spreco del MdC residuato dentro le siringhe, sottopose all'amministrazione la necessità di bandire una gara d'appalto per un numero totale di 11.000 esami TAC con MdC, intendendo sostituire la tecnologia esistente con altra tecnologia che non prevedesse l'uso delle siringhe;
- la gara prevedeva la durata di tre anni, più due di eventuale proroga, se conveniente per l'ente appaltante;
- parteciparono due sole ditte e risultò aggiudicataria una ditta, con un'offerta di 7,50 euro/paziente, comprensiva dei devices per 11.000 esami, l'assistenza tecnica e due nuovi iniettori per la somministrazione del MdC, oltre al risparmio del 70 per cento sui costi nello smaltimento dei rifiuti speciali ed al totale risparmio sullo sfrido del MdC;
- l'importo totale di gara fu di euro 82.500 contro euro 187.000 che l'amministrazione avrebbe sostenuto se fosse rimasta con la tecnologia precedente, senza contare il risparmio sul MdC e sullo smaltimento rifiuti;
- essendo trascorsi tre anni l'amministrazione del Brotzu ha autorizzato la proroga di altri due, chiedendo un ulteriore ribasso, arrivando a circa 7 euro/paziente, andando in tal modo a risparmiare oltre 500.000 euro in cinque anni, di cui tre già trascorsi;
- grazie alla sensibilità verso la spesa pubblica, dimostrata da alcuni primari radiologi, la ditta aggiudicataria ha sottoposto offerte similari anche in altri reparti di Radiologia della Sardegna;
- tali offerte, seppur valutate positivamente dai primari e dai direttori dei servizi delle farmacie ospedaliere, si trovano oggi ferme presso i Servizi acquisti delle stesse aziende ospedaliere; più precisamente la prima offerta riguarda l'Ospedale San Francesco di Nuoro, dove il numero degli esami con MdC è quantificato in 10.000 euro annui; ne deriva che con la tecnologia precedente al costo di 17 euro/paziente, si spenderebbero nel 2017 circa 170.000 euro annui contro i 70.000 euro annui previsti con la nuova offerta già presentata, comprendente anche due iniettori nuovi e l'assistenza tecnica gratuita, nonché il sicuro risparmio sullo smaltimento rifiuti speciali e sullo sfrido del MdC;

considerato che:
- con un costo di 17 euro/paziente contro euro 7 dell'offerta della nuova ditta, si risparmierebbero euro 100.000 che per tre anni sarebbe pari a 300.000 euro e che, con due di eventuale proroga, raggiungerebbe un totale di 500.000 euro in cinque anni;
- applicando i sopracitati risparmi agli ospedali sardi che utilizzano ancora i dispendiosi devices (sono oltre il 90 per cento del totale) si potrebbe perseguire un risparmio complessivo di diversi milioni di euro in cinque anni;
- altre offerte sono state già presentate a Sassari all'AOU, mentre a Carbonia nonostante la donazione di un iniettore senza siringhe da parte della nuova ditta e dell'offerta dei consumabili al costo di 10 euro/paziente, si continua ad acquistare le siringhe, pagandole 17 euro/paziente;
- risultano interlocuzioni in corso, al Policlinico di Monserrato ed in altri importanti centri della Sardegna;
- tra le due classi di apparecchiature esiste inoltre una evidente differenza di costi di gestione e assistenza, dovuti al fatto che le apparecchiature utilizzate (ormai vetuste e di proprietà degli ospedali) necessitano di frequenti e costose manutenzioni che potrebbero essere drasticamente ridotte con l'utilizzo di una diversa tecnologia;
- ciò nonostante si continua a preferire un prodotto straniero ed una maggiore spesa anziché utilizzare tecnologie più economiche con iniettori che non impiegano le siringhe migliorando contestualmente la sicurezza d'impiego e di sterilità, a tutto vantaggio del paziente, del personale del reparto e dell'ente pubblico che sostiene tutti i costi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale al fine di intervenire tempestivamente per risolvere tale gravosa situazione, ponendo in essere tutte le procedure necessarie al fine di garantire nelle ex asl interessate virtuose procedure d'acquisto.

Cagliari, 19 luglio 2017