CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1187/A

PINNA Rossella - COCCO Pietro - MANCA Gavino - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - DEMONTIS - DERIU - FORMA - LOTTO - MELONI - MORICONI - SABATINI - TENDAs, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione di 4 classi presso l'Istituto "Volta" di Guspini per l'anno scolastico 2017/2018.

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I sottoscritti,

premesso che:
- lo scorso 9 maggio 2017, con l'interrogazione n. 1096/A avente ad oggetto "Tagli alle scuole superiori nel Medio Campidano per mancanza di fondi", si paventava la possibilità della soppressione di ben dodici classi nella ex Provincia del Medio Campidano;
- la stessa interrogazione è rimasta priva di riscontro;

preso atto che:
- il Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, con la circolare n. 21315 del 15 maggio 2017, ha trasmesso ai direttori generali degli uffici scolastici regionali le disposizioni concernenti le dotazioni organiche del personale docente per l'anno 2017/2018 con le allegate tabelle;
- ad ogni direzione regionale viene assegnato un contingente complessivo di posti, senza distinzione tra i diversi ordini o le tipologie di scuola;

considerato che:
- in tutte le regioni italiane si registra, complessivamente, un calo degli alunni della scuola dell'infanzia e primaria, mentre nella secondaria si regista un calo al sud, un pareggio al centro ed un leggero aumento al nord;
- anche il sistema scolastico regionale sardo è toccato da una diminuzione del numero degli alunni con un calo in percentuale dell'1,33 per cento;
- in conseguenza di quanto rappresentato, per la Regione, è prevista una contrazione pari a complessivi 100 posti nell'organico per l'anno scolastico 2017/2018;
- i direttori degli uffici scolastici regionali devono provvedere, con proprio decreto, a definire l'adeguamento annuale dell'organico dell'autonomia per la propria regione, nel limite delle risorse definite dal decreto interministeriale n. 581/16, come previsto dal comma 69 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015;

richiamati:
- la legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) che dispone l'istituzione della città metropolitana di Cagliari ed il riordino delle circoscrizioni delle province di Sassari, Nuoro, Oristano, nonché l'istituzione della Provincia del Sud Sardegna;
- la deliberazione della Giunta regionale n. 2/14 del 12 gennaio 2017 di Dimensionamento della rete scolastica della Sardegna per l'anno scolastico. 2017/2018, approvata in via definitiva con deliberazione n. 8/1 del 10 febbraio 2017;
- il decreto dell'Ufficio scolastico regionale della Sardegna n. 3211 del 28 febbraio 2017, di recepimento delle delibere di dimensionamento della rete scolastica sopra citate;

preso atto:
- che nei giorni scorsi si è appreso da fonte sindacale che nell'organico di fatto, comunicato dal dirigente scolastico dell'IIS "A. Volta " di Guspini per le sedi IPSS e IPSIA, risultano non richieste ben 4 classi, rispettivamente la terza e la quarta del corso "Tecnici dei servizi socio-sanitari" e la seconda e la quarta del corso "Manutenzione ed assistenza tecnica";
- che anche la RSU della FLC CGIL dell'Istituto "A. Volta", indirizzando al dirigente scolastico una diffida per mancata applicazione dell'articolo 6 del contratto integrativo di istituto, che prevedeva l'informazione preventiva, ritiene che tale iniziativa sia di particolare gravità per gli alunni e per il territorio interessato;
- del generale malcontento, della preoccupazione delle famiglie e della presa di posizione dei sindaci alla notizia della mancata attivazione delle classi;

sottolineato che:
- le classi di cui trattasi rappresentano un segmento importante dell'offerta scolastica del territorio, oltre ai licei e agli istituti tecnici, perché puntano a fornire una specifica e mirata preparazione e competenza su vari settori lavorativi, rendendo possibile agli studenti, che concludono il corso, di avvicinarsi in tempi brevi al mondo del lavoro;
- per proseguire il medesimo corso gli studenti, nella malaugurata ipotesi, sarebbero costretti a spostarsi presso le sedi di Cagliari, Oristano o Carbonia, uniche ad assicurare la medesima offerta formativa;
- data la distanza e il conseguente disagio per raggiungerle, queste soluzioni appaiono poco percorribili e di sicuro effetto deterrente per il prosieguo degli studi;

ritenuto che la scuola deve configurarsi come una comunità aperta e accogliente che condivide valori, progetti educativi e che deve basarsi su regole di accesso il più possibile flessibile, tali da consentire di includere e non di escludere;

tenuto conto che:
- soprattutto nell'istruzione professionale le classi si formano definitivamente all'inizio dell'anno scolastico a seguito di iscrizioni tardive o per insuccesso in altri percorsi scolastici;
- un atto di mera burocrazia, senza la necessaria flessibilità, oltre ad impedire a circa sessanta ragazzi, regolarmente iscritti, di poter proseguire il corso di studi, impoverisce l'offerta formativa e decreta la chiusura dell'istituto professionale di Guspini, mettendo ulteriormente in ginocchio un contesto sociale dove si riscontra una percentuale di Neet tra le più alte della Sardegna;
- le conseguenze di tale decisione, porterebbero a limitare pesantemente le possibilità di incrementare l'inserimento lavorativo futuro degli alunni ed alimentare ulteriormente il fenomeno della dispersione e dell'abbandono scolastico;

sottolineato che disattendere le aspettative professionali di un numero importante di studenti di un corso di studi promettente e qualificante in termini di futuro e di un possibile inserimento nel mercato del lavoro crea frustrazione e scoraggiamento, laddove occorre invece adottare importanti soluzioni perequative;

precisato che:
- anche la circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 21315 del 15 maggio 2017, citata in premessa, nel paragrafo "Istruzione secondaria di II grado", al comma 7 raccomanda: "Al fine di garantire un'offerta formativa più ampia, è opportuno salvaguardare comunque i corsi unici dell'ambito provinciale e quelli presenti nelle zone particolarmente disagiate";
- giova ricordare che l'attuale zona omogenea del Medio Campidano detiene il triste primato di provincia più povera d'Italia e che i corsi di cui sopra sono gli unici nell'ambito provinciale e sicuramente nell'ambito ottimale del Medio Campidano (ex legge regionale n. 2 del 2016),

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, per conoscere:
1) se siano a conoscenza di quanto rappresentato;
2) quali iniziative urgenti intendano promuovere per ricercare ed individuare azioni utili a ripristinare le classi soppresse, anche attraverso le necessarie deroghe, allo scopo di garantire l'offerta formativa e il diritto allo studio ai giovani del Medio Campidano.

Cagliari, 20 luglio 2017