CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1216/A

TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sul mancato riconoscimento dell'asbestosi e conseguente risarcimento alla signora Loredana Zirottu

***************

Il sottoscritto,

premesso che:

-      con i termini asbesto o amianto si indicano diversi silicati come crisolite, amosite, antofillite e crocido lite;

       è opinione ormai diffusa che l'esposizione all'asbesto non sia limitata a coloro che lo manipolano direttamente, e sono numerosi i casi di malattia da asbesto in soggetti poco esposti come per esempio nel caso della moglie che lava e scuote i vestiti da lavoro del marito (Harrison, Principi di Medicina interna, 16ma Ed. pag. 1718 e seguenti);

-      l'asbesto è causa diretta di gravi patologie quali le pneumoconiosi e le neoplasie soprattutto dell'apparato respiratorio come il mesotelioma pleurico ed alcune neoplasie maligne del polmone;

-      l'asbestosi è una pneumopatia fibrotica interstiziale diffusa che dipende direttamente dal grado e dalla durata dell'esposizione; normalmente occorrono almeno 10 anni di esposizione medio alta prima che la malattia si renda manifesta (Harrison, Principi di Medicina interna, 16ma Ed. pag. 1718 e seguenti) ;

 

considerato che :

-      Loredana Zirottu, assieme alla propria famiglia d'origine, ha vissuto per oltre quindici anni a partire dal 1984 presso la Stazione Ferroviaria di Tirso in territorio di Illorai, dove il padre, Mario, svolgeva l'attività di capostazione per le Ferrovie della Sardegna, Gestione Governativa, oggi diventate ARST Gestione FDS s.r.l. subentrata nella titolarità di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi;

-      per tutto il periodo suddetto - e fino a qualche anno fa - a pochi metri dall'alloggio di servizio dove la famiglia Zirottu abitava erano collocate su binari morti numerose automotrici e carrozze in disuso, coibentate con fibre di amianto; questo elemento, per lo sfaldamento della struttura delle suddette carrozze ferroviarie, è rimasto per tanti anni a contatto con l'ambiente, che dalle analisi di laboratorio è risultato inquinato dal più pericoloso dei tipi di amianto; le prime analisi furono richieste dal sig. Mario Zirottu il quale, inutilmente, denunciava la pericolosità dell'ambiente di lavoro in cui viveva con la moglie e i sette figli;

-      tale stato di cose è perdurato finché la prolungata esposizione all'amianto ha portato prima il padre e poi la figlia Loredana a contrarre l'asbestosi, mentre la moglie è deceduta durante la permanenza presso la Stazione di Tirso per tumore di Klansky "con metastasi linfonodali e peritoneali" che ha probabilmente impedito l'accertamento dell'asbestosi.

-      la predetta patologia, per quanto riguarda Loredana Zirottu, è attestata da diversi certificati medici, è riconosciuta dall'INPS quale malattia fondante l'invalidità al 75 per cento ed è suffragata dalla relazione peritale del dott. Cristian Forzinetti, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, il quale, dopo aver rievocato la vicenda personale e clinica, ha dichiarato la sig.ra Loredana Zirottu affetta da "asbestosi pleurica, notoriamente considerato un "marker" di avvenuta esposizione ad amianto, da ricondursi con certezza alla reiterata azione lesiva esercitata dalle fibre di asbesto, a livello polmonare, cui conseguiva un quadro conclamato di asbestosi polmonare" con una conseguente "invalidità permanente valutabile nella misura del 40 per cento ed evidente sussistenza di "danno esistenziale;

-      dalla diagnosi medica emerge con evidenza il nesso eziologico scientificamente indiscutibile fra la gravissima ed inguaribile malattia contratta da Loredana e la suddetta prolungata esposizione all'amianto che, come accertato, coibentava le numerose carrozze in disfacimento presso la Stazione ferroviaria di Tirso;

 

considerato, inoltre, che:

-      all'ARST Gestione FDS Srl, già Gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna, risultante responsabile dell'esposizione alle polveri di asbesto dal mese di ottobre 1984 al mese di dicembre del 1999 cui è stata costretta Loredana, è stata avanzata richiesta di risarcimento danni; tale richiesta è rimasta disattesa dalla società, tanto che nel 2011 la signora Zirottu è stata costretta a rivolgersi al Tribunale di Cagliari iniziando un lungo percorso giudiziario come suo padre è stato costretto a fare diversi anni prima; infatti, è stato proprio il Tribunale di Cagliari a stabilire, con la sentenza n. 194/11, la responsabilità dell'ARST per l'asbestosi contratta dal sig. Mario Zirottu;

-      dal 2011, quindi, la signora Zirottu è costretta a difendere in tribunale le proprie ragioni, tra l'altro dovendo valutare se esporsi ad analisi che di fatto risultano incompatibili con il proprio stato di salute; infatti, eseguire una biopsia che certificherebbe incontrovertibilmente il nesso di causalità tra la sua patologia ed il contatto con l'amianto, esporrebbe la signora al rischio anche della vita poiché i noduli sospetti si trovano all'interno del polmone e la loro piccola dimensione ne imporrebbe l'asportazione completa con il rischio di provocare la partenza del tumore attualmente stabile; da precisare che nessuna clinica senza l'ordine di un giudice si assumerebbe un compito tanto gravoso ed anche il singolo medico potrebbe rifiutarsi di eseguire la suddetta asportazione ancorché consentita da un giudice,

 

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:

1)    siano a conoscenza della situazione summenzionata;

2)    ritengano giustificabile l'atteggiamento in questi anni della società ARST di fronte all'evidenza delle cause che hanno originato la malattia della signora Zirottu;

3)    ritengano opportuno, rispetto alle funzioni, proporre ad ARST la verifica della possibilità di un accordo tra la parte lesa e la società stessa al fine di quantificare l'ammontare di un risarcimento equo rispetto alle condizioni di salute della signora Zirottu e alle sue prospettive di vita, evitando così una lunga ed estenuante via giudiziaria, via giudiziaria addirittura umiliante per la parte lesa in quanto già percorsa dal padre con una sentenza che ha stabilito il nesso di causalità tra la sua asbestosi e l'esposizione all'amianto.

Cagliari, 8 agosto 2017