CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1224/A

COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del Centro donna presso l'ospedale Binaghi di Cagliari.

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Il sottoscritto,

premesso che una seria ed efficace riforma del sistema sanitario deve partire dalla implementazione dei servizi territoriali e di prevenzione, al fine di evitare pesanti disagi per i cittadini sardi e gravi conseguenze sulla loro salute;

appreso dalla stampa che l'attuale governo regionale intenderebbe chiudere il Centro donna presso l'ospedale Binaghi di Cagliari, un servizio territoriale di eccellenza, punto di riferimento per tutte le donne della provincia di Cagliari e non solo, dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori e delle patologie afferenti alla sfera genitale femminile;

rilevato che l'attività del centro ha contribuito e contribuisce al miglioramento dell'approccio culturale alla prevenzione di importanti patologie;

considerato che tutte le donne e le famiglie che in questi anni hanno usufruito del servizio speravano in un potenziamento e non nella sua soppressione;

sottolineato che, sul lungo periodo, la medicina preventiva porta a un sostanziale risparmio della spesa pubblica oltre che a una riduzione dei disagi sociali legati alle patologie oncologiche;

evidenziato che, ancora una volta, saranno i cittadini sardi, nel caso specifico le cittadine, a pagare le gravi conseguenze dell'ipotetico risparmio sulla spesa sanitaria regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) se non ritengano di dover immediatamente valutare, con attenzione e sensibilità, le gravi conseguenze della paventata chiusura del Centro donna presso l'ospedale Binaghi di Cagliari;
3) se non ritengano di dover intervenire sulla direzione dell'ATS per scongiurare la possibilità di sopprimere il servizio, al fine di evitare che scelte di tipo puramente economicistico possano ledere il diritto alla salute delle donne, peraltro senza alcuna garanzia di effettivo risparmio sul bilancio regionale.

Cagliari, 29 agosto2017