CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1239/A

COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione presso l'ASPAL dei lavoratori provenienti dal progetto Lavor@bile.

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Il sottoscritto,

premesso che nel 2006 la Regione diede vita ad un progetto sperimentale, il cosiddetto progetto "Lavor@bile", ex legge n. 68 del 1999, finalizzato alla qualificazione e all'inserimento lavorativo dei soggetti portatori di disabilità;

considerato che la selezione degli aspiranti alla partecipazione avvenne attraverso bando pubblico e portò al reclutamento di 58 soggetti idonei, che vennero impiegati come operatori SIL nei CSL, oggi Centri per l'impiego - ASPAL-Agenzia Sardegna politiche attive lavoro;

ricordato che i lavoratori disabili, insieme ad altri colleghi assunti con differenti percorsi, vennero contrattualizzati a tempo determinato e successivamente rinnovati sino al 2012, con analoghi contratti a tempo determinato;

constatato che nel tempo, mentre i lavoratori precari provenienti da differenti percorsi selettivi hanno trovato stabilizzazione all'interno dell'evoluzione degli ex CSL e dell'ASPAL, i lavoratori diversamente abili non sono mai stati inseriti all'interno degli organici dell'Agenzia regionale;

evidenziato che tali lavoratori hanno, dunque, iniziato le azioni di rivendicazione rivolte al riconoscimento della professionalità indispensabile per poter adire alla stabilizzazione;

tenuto conto che il comma 35 dell'articolo 29 della legge regionale n. 5 del 2015, ha effettivamente riconosciuto la professionalità acquisita dai lavoratori disabili del progetto Lavor@bile per cui, ai sensi del comma 10 dell'articolo 37 della legge regionale n. 9 del 2016, gli interessati hanno atteso legittimamente l'avvio delle procedure di stabilizzazione nell'ambito del Piano triennale del fabbisogno di personale dell'ASPAL (determina del direttore generale n. 969 del 25 ottobre 2016);

visto che, contrariamente a tale previsione, tra il giugno 2016 e il gennaio 2017, l'ASPAL Sardegna ha provveduto ad avviare procedure di stabilizzazione e di trasferimento del personale per integrare le carenze di organico, senza attingere in alcun modo alla disponibilità rappresentata dalle quote disabili;

appreso che in data 5 aprile 2017, la determinazione del direttore generale di ASPAL n. 420 ha previsto l'avvio di nuove procedure concorsuali per l'assunzione di complessive 25 unità di personale, attingendo dalla riserva della legge n. 68 del 1999, ma di fatto escludendo gli aventi titolo alla stabilizzazione provenienti dal progetto Lavor@bile;

ritenuto davvero contradditorio che la Regione, dopo aver avviato percorsi formativi e propri progetti di inclusione lavorativa per soggetti disabili, si dimentichi delle risorse già disponibili e avvii percorsi di reclutamento alternativi e palesemente a rischio di illegittimità;

appreso, inoltre, che lo stesso Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è intervenuto sull'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per chiedere chiarimenti sulla vicenda,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) se ritengano che le procedure adottate dall'ASPAL possano configurare una lesione della normativa nazionale sulla tutela del lavoro e, in particolare, sulla tutela dell'accesso al lavoro dei soggetti diversamente abili, come stabilito dalla legge n. 68 del 1999 e dalla legge n. 125 del 2013;
3) quali iniziative intendano porre in essere per richiamare i vertici dell'Agenzia al rispetto della norma, sospendendo ogni altra eventuale attività concorsuale alternativa ed avviando invece immediatamente le procedure di stabilizzazione del personale del progetto Lavor@bile.

Cagliari, 13 settembre 2017