CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1244/A

COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata distribuzione ai pazienti sardi del nuovo dispositivo per la misurazione della glicemia, basato su un sensore applicato sul retro della parte superiore del braccio.

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I sottoscritti,

premesso che il diabete è una patologia cronica ad alta incidenza caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue;

considerato che tale patologia è stata in passato fortemente invalidante, mentre gli attuali presidi di diagnosi precoce e trattamento terapeutico consentono una gestione di lungo termine della patologia, con un inserimento sociale del paziente pressoché integralmente salvaguardato;

constatato che al di là degli scompensi glicemici acuti, oggi infrequenti in un paziente correttamente trattato, l'obiettivo fondamentale della terapia resta, dunque, quello di consentire una vita totalmente normale al paziente, mirando alla prevenzione di tutte le possibili complicanze, tanto pericolose per il paziente, quanto potenzialmente onerose per il sistema pubblico deputato alla loro gestione;

preso atto che in Italia si stima che il 5,5 per cento della popolazione sia affetto da diabete (oltre il 90 per cento da diabete tipo 2);

valutato che il 6,2 per cento dei pazienti affetti da diabete sono trattati con le sole prescrizioni dietetiche, quasi i 2/3 sono in trattamento con ipoglicemizzanti orali o farmaci iniettabili diversi dall'insulina e il 30,2 per cento è in trattamento con insulina e che, tra i soggetti trattati con insulina, il 50 per cento è trattato con sola insulina e il 56 per cento è trattato in modo combinato, con ipoglicemizzanti orali e insulina;

tenuto conto che purtroppo la Sardegna vanta il triste primato italiano del più alto numero annuale di nuovi casi di diabete di tipo 1, in quanto l'incidenza del diabete infanto-giovanile nell'Isola è di oltre 50 casi per 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 12 su 100 mila;

evidenziato che la Regione ha dunque necessità di mantenere all'avanguardia la propria appropriatezza terapeutica, proprio per la miglior gestione dei pazienti diabetici, in particolare, di quelli con diabete di tipo 1, che devono usualmente affrontare una più lunga aspettativa di vita;

sottolineato che la gestione del paziente diabetico non può, dunque, prescindere dal costante monitoraggio glicemico, che consenta di calibrare adeguatamente la terapia individuale, proteggendo il paziente da squilibri metabolici acuti;

ricordato che fino a qualche anno fa, il monitoraggio della glicemia veniva effettuato attraverso il dosaggio venoso periferico sul sangue raccolto attraverso la puntura sul polpastrello di un dito della mano: tale procedura resta sgradita e indaginosa ed espone il paziente al rischio di infezioni cutanee;

considerato che, attualmente, è stata introdotta sul mercato una nuova tecnica di misurazione della glicemia, basata sul sistema Flash che misura i livelli di glucosio nei fluidi interstiziali, ed è basato su un sensore che, applicato sul retro della parte superiore del braccio, registra continuamente i dati del glucosio che vengono automaticamente memorizzati fino a 14 giorni;

tenuto conto con una scansione indolore di 1 secondo del lettore sul sensore, i pazienti possono vedere una lettura del glucosio corrente, lo storico di 8 ore del glucosio e una freccia dell'andamento tendenziale indicante la direzione e la frequenza di variazione dei livelli di glucosio;

evidenziato che la raccolta continua dei dati del glucosio fornisce informazioni affidabili sulla variabilità glicemica del paziente, supportando il processo decisionale di medici e pazienti nell'ottica della gestione della malattia;

sottolineato che il dispositivo in oggetto è incluso nei nuovi Livelli essenziali di assistenza, all'interno dell'Allegato 3 - Presidi per persone affette da patologia diabetica e da malattie rare;

visto che l'impiego di tale strumento, diffuso ormai in larga parte delle Regioni italiane, è da considerare un passo avanti nel trattamento dei pazienti con diabete in trattamento insulinico intensivo, in particolare per il monitoraggio nei bambini e per la loro integrazione nell'ambiente scolastico, in quanto, oltre a essere praticamente indolore, offre la possibilità di un controllo a distanza tramite smartphone;

preso atto che le attività di monitoraggio dei costi del nuovo dispositivo, poste in essere da altre regioni italiane come la Lombardia, hanno dimostrato costi vivi assolutamente sovrapponibili rispetto ai presidi precedentemente in uso, a fronte di un assoluta crescita dei livelli di appropriatezza terapeutica;

dato che il monitoraggio continuo migliora il compenso del livello di zucchero nel sangue e previene l'insorgenza di complicanze, garantendo minori accessi al pronto soccorso e minori costi per il servizio sanitario regionale;

visto che, nonostante il parere favorevole acquisito dalla commissione regionale di merito, la Regione parrebbe non avere ancora attivato il servizio di distribuzione del dispositivo ai pazienti diabetici sardi che lo attendono con ansia,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali azioni intendano porre in essere per consentire l'immediata fornitura del nuovo dispositivo ai pazienti diabetici residenti in Sardegna.

Cagliari, 20 settembre 2017