CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1261/A

AGUS - BUSIA, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza ambientale verificatasi nel Parco di Molentargius e sugli interventi per garantire la sicurezza della popolazione e la bonifica delle aree inquinate.

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I sottoscritti,

premesso che:
- nell'area del Parco di Molentargius insistono 4 comuni (Cagliari, Quartu Sant'Elena, Quartucciu e Selargius) afferenti all'area metropolitana di Cagliari;
- il Parco di Molentargius è una delle più importanti aree umide d'Europa, tutelata da numerosi istituti normativi (Oasi di protezione faunistica, zone umide tutelate dalla Convenzione di Ramsar, Sito di interesse comunitario, Zona di protezione speciale) che hanno consentito negli anni la salvaguardia e la tutela dell'ecosistema, e per le quali le normative europea, nazionale e regionale impongono particolare attenzione di fronte a qualsiasi azione antropica capace di minacciarne gli equilibri ambientali e le potenzialità di conservazione, assegnando quindi priorità alle esigenze di conservazione degli habitat, delle specie animali e vegetali;
- con la legge regionale 26 febbraio 1999, n. 5, è stato istituito il Parco regionale Molentargius - Saline le cui competenze sono definite all'articolo 1, comma 2, in cui si assicura la gestione unitaria del complesso di ecosistemi delimitato ai sensi del successivo articolo 2, garantendo, anche in considerazione della loro rilevanza internazionale, la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali, la loro fruizione sociale, la promozione della ricérca scientifica e della didattica ambientale, nonché lo sviluppo delle attività economiche compatibili, in primo luogo di quelle connesse con la produzione del sale, tradizionali, agricole, zootecniche, artigianali e turistiche e la riqualificazione ecologica degli insediamenti;
- nel mese di giugno 2006 si è insediato l'Ente parco costituito secondo le seguenti quote di partecipazione: Provincia di Cagliari per il 3 per cento, Comune di Quartucciu per il 4 per cento, Comune di Selargius per il 3 per cento; il restante 90 per cento delle quote di partecipazione è stato ripartito paritariamente tra i Comuni di Quartu S. Elena e Cagliari;
- nelle aree adiacenti al parco sono insediati complessi residenziali, strutture ospedaliere, scuole e numerose attività industriale e commerciali;

rilevato che:
- nel mese di luglio 2017 un'area di 7.000 metri del parco è stata interessata da un incendio che ha mandato in fumo grande parte del canneto ubicato nel Comune di Quartu Sant'Elena;
- nel corso del mese di settembre si sono sprigionati nuovamente fumi e odori soffocanti dal sito destando forti preoccupazioni da parte della popolazione sulla presunta pericolosità delle esalazioni;
- la presenza di focolai provenienti dal sottosuolo metteva in evidenza che la ripresa del rogo avveniva attraverso la combustione di rifiuti abbancati e sotterrati all'interno delle aree del parco;

preso atto che:
- dalle notizie riportate dalla stampa, dagli agenti del Corpo forestale, dal corpo provinciale dei Vigili del fuoco e dall'Arpas, emerge che nell'area incriminata "risulta accertata la presenza di materiale plastico",
- gli abitanti delle zone limitrofe lamentano difficoltà respiratorie e bruciori agli occhi;
- è stata disposta la chiusura delle scuole adiacenti in via Palestrina, via Turati e via Scarlatti, di Quartu Sant'Elena;
- in data 23 settembre 2017 sono stati assegnati dal Comune di Quartu i lavori per realizzare la pista di accesso all'area per effettuare lo spargimento di argilla necessario per il "soffocamento" del rogo;
- in data 25 settembre 2017 è stata posizionata una centralina mobile dell'Arpas nel cortile della scuola media di via Turati, per il rilevamento della qualità dell'aria, in particolare analizzare le concentrazioni di anidride solforosa, anidride carbonica, biossido di azoto;
- tra le analisi previste dall'Arpas sono state disposte le procedure per il rilevamento dei campioni per le analisi chimiche sulla presenza di diossina/furani e IPA (sostanze classificate dall'International agency for research on cancer come "cancerogene per l'uomo");

considerato che:
- il parco ha un notevole pregio di carattere ambientale e paesaggistico riconosciuto dalla Convenzione di Ramsar del 1977 come un'area di interesse internazionale per la tipologia di avifauna presente.;
- il parco, per la sua naturale posizione geografica e per le nicchie ecologiche in esso presenti, può vantare una massiccia avifauna nidifìcatrice e di passo; inoltre ospita la colonia nidificante di Gabbiano roseo più importante d'Italia e dell'Europa occidentale, la nidificazione del Fenicottero rosa e altre specie protette a livello comunitario tra le quali: l'Airone rosso, la Garzetta, il Falco di palude, il Pollo sultano, ecc.;
- l'area, oltre a rappresentare un polo di attrazione naturalistico e turistico, costituisce per il territorio un importante snodo di collegamento quotidiano per la viabilità della città metropolitana con il derivante flusso di migliaia di persone;

osservato che
- nel corso degli anni le aree del parco sono state oggetto di accessi incontrollati e abusivi che hanno consentito il "conferimento" di rifiuti, trasformando diverse aree del parco in vere e proprie discariche;
- il sistema di videosorveglianza per il controllo degli accessi al parco è fuori uso da tempo;
- l'Ente parco non risulta avere risorse per effettuare interventi straordinari e pertanto, ogni qualvolta si verifichi un evento eccezionale, ciascun comune interviene autonomamente nell'area di propria competenza,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) quali siano gli interventi di messa in sicurezza d'emergenza delle aree interessate dai roghi adottati per garantire il contenimento dei rischi ambientali e sanitari verso la popolazione;
2) quali iniziative si intenda adottare al fine di verificare con accuratezza il reale stato ambientale del parco e delle aree adiacenti a seguito dei fatti sopra riportati;
3) su quali siano le risultanze delle analisi effettuate sulla qualità dell'aria e se siano state rilevate tracce di diossina/furani e EPA nei campioni prelevati;
4) quali siano attualmente i rischi sanitari a carico degli abitanti degli insediamenti urbani limitrofi al parco;
5) come si intenda procedere nel quantificare le estensioni delle aree del parco fatte oggetto di discarica abusiva, e quali azioni sono previste per la caratterizzazione delle tipologie dei rifiuti abbancati e la bonifica delle aree eventualmente risultanti inquinate;
6) quali siano i danni all'ecosistema del parco;
7) quali siano le azioni che verranno adottate per identificare i soggetti che nel corso degli anni hanno utilizzato le aree del parco come luoghi di discarica abusiva;
8) se non sia il caso di prevedere uno stanziamento straordinario per supportare gli enti coinvolti nella bonifica delle aree inquinate e per realizzare ulteriori interventi straordinari per garantire una più efficace vigilanza del parco.
9) quale sia lo stato di attuazione delle procedure propedeutiche all'istituzione del "Parco regionale delle zone umide dell'area metropolitana di Cagliari" previste dalla Giunta regionale nella delibera n. 32/2 del 31 maggio 2016.

Cagliari, 2 ottobre 2017