CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1265/A

DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione degli impegni di cui alla mozione n. 298 dell'11 aprile 2017, approvata dal Consiglio regionale in data 4 maggio 2017.

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Il sottoscritto,

premesso che, con deliberazione n. 51/16 del 28 dicembre 2012, la Giunta regionale ha individuato l'ASL n. 8 di Cagliari quale capofila per l'indizione di una gara in unione di acquisto per la fornitura, la rigenerazione e la sanificazione, la distribuzione e lo stoccaggio di ausili protesici compresi nell'elenco n. 2 del decreto ministeriale n. 332 del 1999, ai sensi e per gli effetti del decreto legge n. 95 del 2012, convertito in legge n. 135 del 2012, il quale ha dettato rigorosi parametri di riferimento per la contrazione della voce di spesa regionale per l'acquisto di dispositivi medici, ivi compresi gli stessi ausili protesici, individuando successivamente, con deliberazione n. 47/10 del 25 novembre 2014, l'ASL n. 1 di Sassari quale nuovo capofila per l'indizione della gara, che nel frattempo non risultava ancora essere stata bandita;

preso atto che la Giunta regionale, con deliberazione n. 60/14 dell'8 novembre 2016, ha adottato il primo nomenclatore tariffario regionale dei presidi prescrivibili, definito sulla base delle risultanze della gara di cui sopra;

convenuto che le gare di valenza regionale per l'acquisto di dispositivi protesici compresi nell'elenco n. 2 del decreto ministeriale n. 332 del 1999, finalizzate all'individuazione di tariffe di riferimento, sono in grado di produrre un sensibile contenimento della spesa relativa all'acquisto di tali ausili ma, al contempo, devono garantire la "capillarità della distribuzione, il rispetto di standard di qualità e la disponibilità di una gamma di modelli idonea a soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti", così come prevede l'articolo 8 del medesimo decreto ministeriale;

appurato che, precedentemente alla gara in unione d'acquisto, la fornitura di ausili protesici in Sardegna avveniva in maniera immediata e per mezzo delle officine ortopediche e sanitarie (circa cinquanta operatori economici) regolarmente convenzionate con il Servizio sanitario regionale;

evidenziato che, in relazione al diritto di libera scelta, il paziente aveva pertanto la facoltà di scegliere la propria officina ortopedica di riferimento per l'erogazione del servizio protesico, mentre la nuova modalità di erogazione degli ausili non avviene più in maniera diretta e immediata, ma prevede un iter amministrativo di distribuzione pari a circa dieci giorni lavorativi, incidendo su un costo di ricovero del paziente che si deve protrarre rispetto ai tempi medi di degenza;

appreso che numerosi pazienti, a seguito di specifiche prestazioni da parte dei medici specialisti, si sono visti imporre la consegna di un ausilio sanificato e riciclato non rispondente alle peculiari esigenze del paziente con disabilità, in particolare nel caso di carrozzine che dovrebbero essere adattate in base alle caratteristiche fisiche dell'utilizzatore e alle indicazioni diagnostiche del medico specialista;

ribadito che la corretta fornitura di un ausilio personalizzato costituisce un alleggerimento del carico familiare e previene danni alla cute e alla correttezza posturale del sistema tronco-bacino del paziente, con conseguente risparmio di spesa e maggiore efficienza del Sistema sanitario regionale che, a medio termine, non deve sostenere ulteriori onerose prestazioni assistenziali;

constatato che da più parti si segnala inoltre la fornitura di ausili non correttamente sanificati, vale a dire sporchi e recanti tracce biologiche dei precedenti utilizzi, in dispregio alle più elementari norme igieniche;

rilevato che la messa in uso del dispositivo avviene senza la presenza di un professionista sanitario abilitato ed indicato dal paziente, non tenendo così conto della libertà di scelta di quest'ultimo;

considerato che le associazioni dei malati hanno più volte manifestato, anche pubblicamente sotto la sede dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per fare presenti le proprie valutazioni sull'imposizione della consegna di un ausilio sanificato e riciclato non rispondente alle peculiari esigenze del malato e sulle modalità del collaudo, che deve necessariamente avvenire in presenza del medico prescrittore così da accertare l'assoluta corrispondenza con quanto da lui richiesto;

tenuto conto che quanto sopra era parte integrante della premessa della mozione n. 298 dell'11 aprile 2017, approvata dal Consiglio regionale in data 4 maggio 2017, la quale impegnava la Giunta regionale a:
1) riferire in Aula sulla nuova modalità di erogazione degli ausili protesici e sulle criticità del sistema evidenziate dalle diverse associazioni dei pazienti e dai rappresentanti dei professionisti coinvolti; verificare che la necessità di razionalizzazione e contenimento dei costi a carico del Servizio sanitario regionale garantisca comunque la salvaguardia del diritto all'assistenza sanitaria e del diritto di libera scelta del paziente;
2) adottare quanto prima i provvedimenti di competenza per evitare che un'applicazione generalizzata ed indistinta delle modalità di consegna possa creare l'insorgenza di nuove patologie a carico dei pazienti e di nuove e ulteriori spese a carico dell'Amministrazione; verificare, inoltre, che il servizio di manutenzione, rigenerazione e sanificazione degli ausili rispetti la normativa vigente in materia e non degeneri in un semplice riciclo di vecchie forniture in disuso, venendo meno all'obbligo di assicurare ai destinatari una prestazione qualificata e finalizzata a migliorare la qualità di vita dei pazienti;
3) valutare, se del caso, la possibilità di annullamento in autotutela della gara esperita dall'ASL n. 1, in quanto l'erogazione del servizio parrebbe pregiudicare il fondamentale diritto alla salute e la qualità di vita dei cittadini sardi;

accertato che, nonostante l'approvazione della mozione da parte del Consiglio regionale, non si è segnalato il venir meno dei disservizi di cui sopra;

verificato che, con propria determinazione n. 265 del 20 luglio 2017, l'agenzia Alisa, che coordina il sistema sanitario della Regione Liguria, ha annullato in regime di autotutela l'affidamento provvisorio di un'analoga gara regionale unificata per la fornitura di ausili protesici, aggiudicato alla medesima azienda risultata vincitrice della gara bandita dall'ASL n. 1, a causa di un'offerta economica anormalmente bassa in ragione di un'offerta tecnica "palesemente incongruente e non sostenibile in rapporto al prezzo richiesto e giustificato",

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale affinché riferiscano:
1) quale sia lo stato di attuazione degli impegni di cui al dettato della mozione n. 298 dell'11 aprile 2017, approvata dal Consiglio regionale in data 4 maggio 2017;
2) se l'offerta formulata dall'azienda vincitrice la gara bandita dall'ASL n. 1 presenti profili anomali al pari di quelli emersi nella gara bandita dall'agenzia Alisa;
3) in ragione di quanto sopra e dei ricorsi al Tribunale amministrativo competente che sarebbero stati presentati dalle altre aziende partecipanti alla gara, se sia stata seriamente valutata la possibilità di procedere all'annullamento dell'aggiudicazione in regime di autotutela.

Cagliari, 5 ottobre 2017