CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1288/A

PINNA Rossella - SABATINI - DERIU - COZZOLINO - SOLINAS Antonio - COMANDINI, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità causate dall'interruzione dei trattamenti terapeutici "salvavita" presso la "Nuova casa di cura di Decimomannu".

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I sottoscritti,

premesso che: 
- negli ultimi anni intorno ai pazienti oncologici si sono incrementate le possibilità terapeutiche e, grazie a molteplici, differenti e personalizzati approcci terapeutici, sono di tutta evidenza i benefici ottenuti unitamente a un generale aumento della sopravvivenza;
- anche il concetto di cura e di assistenza ha subito importanti evoluzioni verso un'attenzione particolare ai loro bisogni clinici, personali e sociali;
- il nostro ordinamento, attraverso precise tutele, concorre ad alleviare e garantire ai pazienti oncologici di continuare a vivere dignitosamente, nonostante l'indispensabile e doloroso ricorso a terapie salvavita o all'assunzione continuativa di farmaci specifici;

considerato che:
- sono pervenute agli interroganti segnalazioni allarmanti da parte di un gruppo di pazienti affetti da malattie oncologiche, in trattamento presso la "Nuova Casa di cura" di Decimomannu, struttura che, per opinione comune, è ritenuta efficiente e di alto valore umano e sanitario;
- secondo quanto riportato dagli interessati, sono stati interrotti i trattamenti "salvavita", finora garantiti, presumibilmente nelle more del rinnovo della convezione tra l'Azienda ospedaliera Brotzu e l'ATS;
- l'ipotesi delineata, difficilmente comprensibile e accettabile, se confermata, si configura come un possibile e grave pregiudizio per i diritti dei pazienti oncologici, sia sul piano fisico che su quello psicologico;

sottolineato che: 
- la riabilitazione in ambito oncologico, intesa come il ripristino di tutte le funzioni che il tumore o le terapie possano aver alterato, non solo dal punto di vista fisico, è sancita nel "Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro per gli anni 2011-2013", ampliato e prorogato dalla Conferenza Stato-regioni e province autonome;
- di particolare rilevanza nel documento è la definizione della riabilitazione come "un investimento per la società" e non un costo, posto che "salvaguarda un patrimonio di esperienze umane, professionali e culturali e di potenzialità lavorativa, che altrimenti andrebbe definitivamente perduto";

ritenuto che:
- un'efficace terapia non può prescindere dalla continuità di un percorso terapeutico, finalizzato a ristabilire, per quanto possibile, un buon livello della qualità della vita e dello stato funzionale del paziente;
- il patimento e i malesseri psico-fisici, che caratterizzano spesso la condizione del malato oncologico, devono essere ritenuti prioritari e non calpestati da disfunzioni burocratiche o da rimpalli di competenze;

ritenuto, altresì, necessario garantire, realmente, al di là delle formalità amministrative, le prestazioni in argomento,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza dei fatti esposti e se corrispondano al vero;
2) se, nel caso, non ritenga opportuno intervenire tempestivamente con ogni azione utile ad assicurare il diritto alle cure e alla riabilitazione oncologica ed evitare inutili quanto ostili appesantimenti burocratici che si ripercuotono sui malati.

Cagliari, 25 ottobre 2017