CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1293/A

TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CONTU - FASOLINO - PERU - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, circa il comportamento antisindacale della Regione autonoma della Sardegna in relazione all'accordo per il rinnovo del contratto collettivo del comparto Regione che ha comportato la condanna alle spese di lite da parte del Tribunale di Cagliari in esito al ricorso promosso dalla CISL Funzione pubblica Sardegna, dalla SIAD e dalla FENDRES-SAFOR.

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I sottoscritti,

premesso che, con ricorso del 18 luglio 2017, la CISL Funzione pubblica Sardegna, la SIAD e la FENDRES-SAFOR chiedevano al giudice del lavoro di dichiarare antisindacali le condotte assunte dalla Regione nell'ambito della procedura per il rinnovo del contratto collettivo regionale del comparto Regione;

premesso, altresì, che tali organizzazioni sindacali, in particolare, denunciavano che a seguito del proprio dissenso in ordine all'ipotesi di accordo sindacale relativo al nuovo contratto collettivo regionale del comparto Regione, che non sottoscrivevano, il CORAN (comitato per la rappresentanza regionale negoziale della Regione) riapriva il tavolo di confronto escludendo CISL, SIAD e FENDRES-SAFOR tenendole all'oscuro della chiusura in data 21 giugno 2017 di un'altra ipotesi di accordo con le altre sigle sindacali;

rilevato che la Regione con memoria di costituzione e risposta ammetteva il suo comportamento antisindacale e chiedeva al giudice del lavoro di dichiarare la cessazione della materia del contendere in quanto la Regione aveva ritirato l'accordo del 21 giugno 2017 che non vedeva coinvolte le organizzazioni sindacali ricorrenti;

dato atto del gravissimo comportamento della Regione nei confronti di una delle più rappresentative organizzazioni sindacali nazionali che oltreché integrare un comportamento antisindacale viola le più elementari regole di correttezza istituzionale degradando il rapporto tra soggetti detentori di fondamentali funzioni costituzionali, quali quelle esercitate dai sindacati e dalla Regione, a pratiche di raggiro e violazione della democrazia molto discutibili e non confacenti alla prima istituzione regionale; 

dato atto, altresì, che la Regione ha ritirato l'accordo, subendo una condanna alle spese del giudizio, solo dopo il ricorso al giudice del lavoro da parte delle organizzazioni sindacali dissenzienti, il che porta a ritenere che in mancanza la Regione avrebbe proseguito il proprio comportamento illegittimo, antisindacale, antidemocratico e profondamente scorretto sotto il profilo istituzionale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano i motivi alla base del grave comportamento del CORAN;
2) quali siano i provvedimenti che l'Amministrazione regionale intende adottare affinché in futuro tali violazioni di legge non vengano poste in essere.

Cagliari, 2 novembre 2017