CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1312/A

PISCEDDA - DERIU - SOLINAS Antonio - MORICONI - MELONI - TENDAS - COLLU - DEMONTIS - COMANDINI - con richiesta di risposta scritta, sugli interventi regionali di infrastrutturazione per la banda ultra larga nelle aree rurali C e D del territorio regionale e sulle misure adottate, al fine di prevedere una funzionale suddivisione dell'appalto in lotti, a fronte della esigenza di assicurare la massima concorrenzialità e consentire anche alle imprese sarde la più ampia partecipazione.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con la deliberazione della Giunta regionale n. 49/3 del 6 ottobre 2015 avente a oggetto "Programmazione Unitaria 2014-2020. Strategia 6 "Istituzioni di alta qualità". Programma di intervento: 11 - Semplificazione e qualità istituzionale. Priorità: 11.1 - Agenda Digitale della Sardegna (ADS)", la Giunta regionale ha approvato le linee strategiche di indirizzo in tema di Agenda digitale della Sardegna nonché il quadro programmatico unitario delle relative risorse finanziarie;
- con le deliberazioni n. 33/6 del 30 giugno 2015 e n. 64/4 del 16 dicembre 2015, la Giunta regionale ha avviato l'intervento di infrastrutturazione di tipo "diretto" per la banda ultra larga nelle aree rurali C e D a seguito di stipulazione dell'Accordo di programma con il Ministero dello sviluppo economico basato sul Piano nazionale per la banda ultra larga di cui all'aiuto SA.34199 (2012/N) - "Modello A - Intervento diretto", individuando, altresì, nella Direzione generale dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione e della Società dell'informazione il soggetto responsabile del coordinamento dell'intervento;
- gli interventi sono finanziati dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, con le risorse del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 e 2014/2020, per la costruzione di un'infrastruttura pubblica, costituita da una rete di telecomunicazioni in fibra ottica, necessaria per lo sviluppo dei servizi di connettività a banda ultra larga per cittadini, imprese e per gli uffici pubblici, nei territori dei 313 comuni interessati, in area "bianca", come definiti dalla ''Strategia nazionale per la banda ultra larga, e come individuati dalla consultazione pubblica del MISE conclusa il 20 giugno 2015;

preso atto che:
- conformemente all'articolo 7, comma 1, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, recante Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, per gli interventi per la diffusione delle tecnologie digitali, le risorse vengano destinate al loro finanziamento dal Ministero delle comunicazioni per il tramite della Società infrastrutture e telecomunicazioni per l'Italia Spa (Infratel Italia)";
- al fine di rendere efficace tale intervento di infrastrutturazione relativo alla rete di distribuzione finale dell'accesso, si è reso necessario rendere pienamente disponibili e operative le tratte di backhaul di proprietà della Regione autonoma della Sardegna realizzate con gli interventi "Banda larga nelle aree rurali", finanziato a valere su risorse FEASR 2007-2013, nonché di quelle realizzate con l'Intervento SICSII di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 37/4 del 25 settembre 2007 "Accelerazione delle iniziative per il superamento del divario digitale",

dato atto che:
- su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, con la deliberazione della Giunta regionale n. 17/2 del 4 aprile 2017, è stato disposto di affidare al MISE, ai sensi del punto 37 del nuovo regime di aiuto nazionale SA.41647 (2016/N) "Strategia Banda Ultralarga", per il tramite diretto ed esclusivo della società Infratel, la gestione di tutte le tratte in fibra ottica di proprietà della Regione destinate al superamento del digital divide, comprensive delle tratte di backhauling del progetto Banda larga in area rurale (BLAR) e SICSII, in modo da consentire lo sfruttamento a titolo oneroso delle suddette tratte da parte degli operatori di telecomunicazioni;
- l'infrastruttura è di proprietà della Regione autonoma della Sardegna in qualità di soggetto finanziatore e beneficiario dell'opera, mentre Infratel Italia è soggetta alla direzione e coordinamento di Invitalia Spa;

considerato che le risorse affidate a Infratel dalla Regione ammontano a circa 83 milioni di euro, e dato atto, alla luce di quanto sopra, che la stessa società in house controllata dal Ministero dell'economia ha il compito di predisporre e bandire il rilevante appalto per il completamento, la manutenzione e la gestione (venticinquennale) della banda ultra larga nell'Isola;

preso atto, a riguardo, che:
- a completamento del Piano aree bianche, il MISE, tramite la propria società in-house Infratel Italia Spa, intende pubblicare un bando per la selezione su base competitiva di uno o più soggetti che saranno titolari della progettazione e costruzione dell'infrastruttura abilitante a servizi di accesso alla rete NGA e di manutenzione e gestione dei servizi all'ingrosso passivi e attivi di accesso a tale rete nelle regioni Puglia, Calabria e Sardegna;
- Infratel Italia ha avviato una consultazione sul piano di investimenti per la diffusione della banda ultralarga nelle aree sopracitate, il cui il termine per il ricevimento delle informazioni da parte degli operatori, già fissato per il 31 ottobre 2017, è stato recentemente prorogato al 20 novembre 2017;

evidenziando l'allarme lanciato da varie organizzazioni di categoria che, pur riconoscendo gli sforzi della Giunta regionale per il potenziamento della banda per abbattere il digital divide, segnalano come, optando per un unico bando, le realtà imprenditoriali regionali non saranno in grado di partecipare alla gara e rischiano anche questa volta di essere tagliate fuori dai subappalti; risulterebbe infatti che le imprese sarde che avrebbero i requisiti tecnici e le competenze per partecipare alla gara, pur consorziandosi, non raggiungerebbero la capacità finanziaria necessaria per accedere al bando, come del resto avvenuto in relazione a precedenti appalti banditi per la realizzazione della prima tranche di banda ultra larga nei comuni a "fallimento di mercato", dal valore totale di circa 50 milioni di euro;

ritenendo che, come sottolineato dal Consiglio di Stato in più sentenze (in ultimo, si citano, a titolo esemplificativo, la n. 10138/2017 pubblicata il 6 marzo 2017 e la n.4293 del 6 aprile 2017), le dimensioni dei lotti, i requisiti di fatturato richiesti, la possibilità di partecipare a più di lotti e il cumulo di requisiti imposto per questa eventualità debbano essere proporzionate rispetto alle esigenze di massima concorrenzialità e dell'interesse dell'amministrazione, in modo da favorire la più ampia partecipazione di operatori privati al fine di conseguire i maggiori risparmi economici che solo un confronto competitivo può assicurare;

richiamando l'attenzione su quanto disposto dall'articolo 51 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Nuovo codice dei contratti pubblici) che, sotto la rubrica "Suddivisione in lotti", al comma 1 prevede che nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l'accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionati ovvero in lotti prestazionali, in conformità alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori, servizi e forniture, stabilendo la stessa norma, altresì, l'obbligo di motivazione da parte delle stazioni appaltanti per la mancata suddivisione dell'appalto in lotti,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione al fine di sapere se siano a conoscenza di quanto sopra evidenziato e al fine di avere aggiornamenti sullo stato degli interventi e sulle misure adottate al fine di prevedere una funzionale suddivisione dell'appalto in lotti, a fronte della esigenza di assicurare la massima concorrenzialità e consentire in tal modo anche alle imprese sarde la più ampia partecipazione, auspicando altresì, alla luce delle ingenti risorse pubbliche investite, effetti significativi per l'occupazione e la crescita del territorio, unitamente alla qualità dei lavori realizzati.

Cagliari, 17 novembre 2017