CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1316/A

PERRA - ZANCHETTA - GAIA, con richiesta di risposta scritta, sul perdurare della grave situazione igienico-ambientale e di pericolo per la salute umana, a causa della mancata realizzazione dell'impianto di depurazione delle acque reflue e dell'impianto di potabilizzazione nel Comune di Buggerru.

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I sottoscritti,

premesso che:
- ancora oggi, mentre volge al termine anche il 2017, nelle condotte del comune di Buggerru continua a circolare acqua per uso domestico non potabile, quindi pericolosa per la salute umana, e dagli scarichi fognari continuano ad arrivare a mare acque non depurate, quindi liquami e reflui ancor più pericolosi per la salute, non solo umana, ma dell'intero ambiente fluviale, costiero e marino, con grave pregiudizio per tutte le specie viventi e per il fragile habitat sottomarino, che caratterizza la vastissima area interessata dai riversamenti inquinanti;
- da diversi anni la situazione di crescente pericolo viene denunciata dai cittadini, che hanno anche avviato una class action contro Abbanoa, dalle associazioni ambientaliste, dagli organi di stampa locali e nazionali, anche con servizi televisivi che hanno avuto una larga diffusione in relazione al pregio ambientale e alla bellezza dei luoghi lasciati alla contaminazione e alla rovina dell'inquinamento;

rilevato che:
- le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del Comune di Buggerru, da anni emettono ordinanze che vietano l'uso dell'acqua per il "consumo umano", con una cadenza alterna di periodi di potabilità e non potabilità, (si sono susseguiti anni in cui l'acqua risultava non idonea al consumo circa un mese si e un mese no) che genera allarme nella popolazione, anche con riguardo alle evidenti carenze nel sistema dei controlli preposti alla verifica della pericolosità per la salute umana connessa all'uso dell'acqua erogata nel paese;
- anche la ASL competente dirama segnalazioni che ordinano a "titolari/rappresentanti del l'Impresa Alimentare" di non utilizzare l'acqua erogata da Abbanoa, pena la "sospensione dell'attività" in quanto "il limite massimo del parametro Piombo nell'acqua condottata nel proprio comune, è frequentemente superato", provvedimenti che oltre ai gravi disagi, comportano costi elevati per i cittadini ed in particolare per gli esercenti dei pubblici servizi;
- in Consiglio regionale, sulle criticità in oggetto è già stata presentata dallo scrivente l'interpellanza del 15 settembre 2014 n. 58/A sulla "grave situazione igienico-ambientale del territorio di Buggerru, per la mancata realizzazione sia dell'impianto di depurazione delle acque reflue, che dell'impianto di potabilizzazione", che si richiama integralmente, con il rammarico che nei tre anni trascorsi non si siano alla situazione non abbia si sia ulteriormente aggravata;

considerato che:
- all'allarme sanitario e ambientale dato dal perdurare del mancato adempimento da parte dell'ente gestore del servizio idrico integrato degli obblighi relativi al trattamento delle acque del Comune di Buggerru, tanto per la potabilizzazione che per la depurazione, si aggiungono i danni sociali ed economici per un territorio ad alta vocazione turistica, che, soprattutto in una fase di drammatica crisi, vede enormemente compromesse le proprie potenzialità di sviluppo;
- il settore turistico ricettivo risente direttamente dei deleteri effetti delle numerose ordinanze, che si sono susseguite negli anni, disponenti il divieto temporaneo sia dell'utilizzo dell'acqua per uso igienico e alimentare, che della balneazione nei vasti tratti di mare antistanti la foce del rio Fluminimannu e ancor prima risente dei danno d'immagine conseguente all'allarme mediatico derivante dall'inquinamento ambientale;

evidenziato che:
- importanti associazioni come Legambiente, annualmente diffondono "pagelle" sullo stato dei nostri mari che sono ormai un riferimento per il turismo mondiale e da diversi anni l'area marina di Buggerru figura tra quelle giudicate fortemente inquinate;
- in particolare nella foce del Riu Mannu, nel 2017, è stata rilevata nei campionamenti di Goletta Verde una carica batterica doppia rispetto al massimo consentito, con un grave peggioramento rispetto all'anno precedente, quando risultava semplicemente inquinata, con un evidente raddoppio della presenza batterica e implementazione del pericolo per la salute delle persone e dell'ambiente;

rimarcato che:
- la deliberazione CIPE n. 17 del 2003 "Risorse Idriche-Opere fognario depurative" stanziava 2,5 milioni di euro per i "Lavori di costruzione in sotterraneo dell'impianto di depurazione del Comune di Buggerru";
- il 20 novembre 2005 veniva pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando di gara relativo all'appalto concorso per i lavori di costruzione in sotterraneo del suddetto impianto di depurazione di Buggerru, successivamente bloccato per responsabilità ddl'amministrazione comunale, condannata dal TAR, con sentenza del 7 settembre 2010, al pagamento del mancato guadagno da parte della ditta vincitrice della gara d'appalto per la realizzazione dell'opera in questione;
- a tutt'oggi i fondi CIPE non sono stati utilizzati e non è stata avviata la realizzazione dell'impianto di depurazione, nonostante l'Unione europea abbia imposto termini perentori per la messa in regola del sistema di acque reflue e di depuratori nei centri urbani,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza dei gravi problemi ambientali e igienico-sanitari che pesano sul territorio e la popolazione di Buggerru, a causa della mancata realizzazione degli adeguati sistemi di depurazione delle acque reflue e di potabilizzazione delle acque per uso domestico;
2) quali provvedimenti intendano pertanto assumere in tempi rapidi, al fine di sanare una situazione non più sostenibile sia per le ricadute socio-economiche pesantemente negative e i danni all'immagine del territorio e dell'intera Sardegna, sia per i rischi per la salute pubblica che derivano dalla mancata potabilizzazione delle acque e dal grave e crescente inquinamento idrico e ambientale che da troppi anni devasta un'area naturale di incontestabile bellezza.

Cagliari, 22 novembre 2017