CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1318/A

MELONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave carenza di medici di igiene pubblica nell'area omogenea nord-est e sui conseguenti disagi per la popolazione, in particolare nelle aree più periferiche.

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Il sottoscritto,

premesso che: 
- come noto le strutture che si occupano d'igiene e sanità pubblica svolgono gravosi e numerosi compiti, che vanno dalla necessità di assicurare il rispetto delle norme in vigore in materia d'igiene e di sanità pubblica all'attività di prevenzione delle malattie infettive, garantendo tempestivamente interventi di bonifica di eventuali focolai di epidemia, dalla profilassi e controllo delle malattie infettive, anche in ambiente scolastico, all'attività di medicina legale (accertamenti necroscopici e ricognizioni cadaveriche), dalle vaccinazioni al rilascio delle relative certificazioni vaccinali, alle attività di visite fiscali, alle visite medico-collegiali, alle visite per rilascio di certificazioni sanitarie per patenti, porto d'armi ecc., fino ai pareri per le pratiche amministrative relative a mutui e a cessioni del quinto dello stipendio e ad altri adempimenti di tipo informativo alla collettività, atti a prevenire problemi igienico-sanitari;
- le attività menzionate sono dunque numerose, gravose e quanto mai delicate, ancor di più se raffrontate con l'area omogenea del nord-est della Sardegna, attesa la sua estensione (3.406 kmq) e la sua scarsa densità abitativa (47 abitanti per kmq);
- infatti, considerata la cronica carenza di personale medico e infermieristico, i servizi offerti non sempre si rivelano all'altezza delle aspettative della comunità e talvolta non raggiungono quel livello ottimale che ci si aspetta da un servizio sanitario serio ed efficiente;

considerato che: 
- da informazioni acquisite dallo scrivente, l'attuale assegnazione di personale medico e infermieristico della struttura deputata alle attività di igiene e sanità pubblica dell'area omogenea del nord-est, risulterebbe notevolmente inferiore rispetto alle strutture delle altre aree della Sardegna;
- a fronte di cinque medici, dedicati nell'area nord-est a tali servizi, corrisponderebbero venti medici nella medesima struttura dell'area omogenea del nord-ovest;
- ciò evidentemente non può essere giustificato dalle differenze di estensione dell'area (più estesa di circa il 25 per cento) e neppure dalla maggiore popolazione residente in quest'area, (circa 335.000 abitanti contro gli oltre 160.000 abitanti dell'area omogenea del nord-est) considerato, peraltro, che l'area del nord-est ha una densità notevolmente inferiore;

sottolineato che, dal raffronto delle due realtà considerate (20 medici dell'area omogenea nord-ovest e 5 medici dell'area omogenea nord-est), si evince uno squilibrio abnorme che si riflette pesantemente nell'offerta dei servizi sanitari, soprattutto nelle zone più periferiche dell'area, come nel caso, si cita titolo di esempio, dei comuni di Alà dei Sardi e Buddusò, i quali lamentano negli ultimi tempi, importanti disagi riguardo ai servizi sanitari territoriali, con particolare riferimento alle vaccinazioni;

tenuto conto che la legge approvata recentemente dal Consiglio regionale sulla ridefinizione della rete ospedaliera ha tra i suoi obiettivi anche quello di rafforzare i servizi territoriali, al fine di avvicinare il sistema sanitario pubblico al cittadino ed evitare, tra l'altro, che patologie trascurate possano dar luogo a lunghi e costosi ricoveri ospedalieri,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione rappresentata e dei conseguenti disagi lamentati dalle comunità periferiche;
2) quali azioni intendano intraprendere per risolvere la problematica sopraesposta, così da poter fornire un servizio di buon livello e in linea con le aspettative dei cittadini.

Cagliari, 24 novembre 2017