CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1319/A

TRUZZU, con richiesta di risposta scritta, sul decreto dell'Assessore con delega agli affari generali, personale e riforma della Regione autonoma della Sardegna n. 27540/48 del 28 settembre 2017, recante il bando di concorso unico per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di n. 20 dirigenti di cui: n. 16 per l'Amministrazione regionale (RAS); n. 2 per l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL); n. 2 per l'Ente acque della Sardegna (ENAS).

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con deliberazione della Giunta regionale n. 17/16 del 1° agosto 2017, sono stati disciplinati i criteri per lo svolgimento dei concorsi pubblici per l'accesso alla qualifica dirigenziale ai sensi dell'articolo 32, comma 8, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31;
- con decreto dell'Assessore degli affari generali personale e riforma della regione n. 27540/48 del 28 settembre 2017 è stato bandito un concorso unico per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di n. 20 dirigenti di cui: n. 16 per l'Amministrazione regionale (RAS); n. 2 per l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL); n. 2 per l'Ente acque della Sardegna (ENAS);
- il suddetto bando di concorso prevede che i 20 posti da ricoprire facciano parte dei seguenti "ambiti" dell'area amministrativa e tecnica:
Ambiti area amministrativa:
- Economico/finanziario;
- Giuridico/amministrativo;
- Giuridico/amministrativo specifico per le Politiche del lavoro;
Ambiti area tecnica:
- Ambiente e territorio;
- Infrastrutture";
- il medesimo bando prevede anche che "Il contingente per l'Amministrazione regionale e per gli Enti è il seguente:
"a) n. 16 dirigenti per l'Amministrazione regionale (RAS) e n. 2 dirigenti per l'Ente acque della Sardegna (ENAS) da assegnare: 11 dirigenti all'area amministrativa di cui 6 per RAS e 1 per ENAS in ambito "Economico/finanziario" – codice di riferimento RAS/ENAS-7A-EF 4 per RAS in ambito "Giuridico/amministrativo" – codice di riferimento RAS-4A-GA 7 dirigenti all'area tecnica di cui 4 per RAS in ambito "Ambiente e territorio" – codice di riferimento RAS-4T-AT 2 per RAS e 1 per ENAS in ambito "Infrastrutture" – codice di riferimento RAS/ENAS-3T-I;
b) n. 2 dirigenti per l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) da assegnare all'area amministrativa in ambito "Giuridico/amministrativo specifico per le Politiche del lavoro" – codice di riferimento ASPAL-2A-PL.";
- con successivo decreto n. 31222/55 del 6 novembre 2017, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione ha prorogato il termine di presentazione della domanda di partecipazione al concorso, inizialmente fissato per la data dell'8 novembre 2017, fissandolo alla successiva data del 29 novembre 2017.

appurato che:
- il suddetto bando presenta numerosi aspetti critici sotto il profilo giuridico in quanto appare in vari passaggi in contrasto sia con i principi generali che regolano la materia dell'accesso alla qualifica dirigenziale nel pubblico impiego, sia con le specifiche disposizioni della legislazione regionale in materia, sia con quanto disposto dalla citata deliberazione della Giunta regionale n. 17/16 del 1° agosto 2017;
- più specificatamente i suddetti profili di criticità possono così essere individuati:
a) in materia di valutazione dei titoli risulta un'evidente squilibrio, rispetto alla formazione delle graduatorie finali, tra peso del punteggio attribuito ai titoli e peso del punteggio attribuito alle prove concorsuali vere e proprie. Infatti, i titoli possono comportare l'attribuzione sino da un massimo di 15 punti, mentre il punteggio minimo conseguibile dai candidati a seguito delle prove concorsuali è pari a 42 punti (1° prova scritta 14, 2° prova scritta 7, prova orale 21) e il punteggio massimo è pari a 60 punti (1° prova scritta 20, 2° prova scritta 10, prova orale 30), pertanto il differenziale di punteggio conseguibile di candidati idonei tramite le prove concorsuali è pari a 18 punti (42 - 60). Conseguentemente, il concorso "mette in gioco" un punteggio per le prove concorsuali (18 punti) di poco superiore al punteggio complessivamente conseguibile in base ai titoli (15 punti). Dunque  il peso del punteggio per i titoli appare determinante ai fini del posizionamento in graduatoria, poiché un candidato che superasse le prove concorsuali con il punteggio minimo (42) portando "in dote" il punteggio massimo per i titoli (15), per un totale di 57 punti, sopravanzerebbe in graduatoria anche candidati che avessero conseguito nelle prove concorsuali un punteggio vicino al massimo (60, cosa statisticamente difficile) ma che avessero un basso punteggio per i titoli. Ciò appare in contrasto con i principi e le norme secondo cui i concorsi pubblici, a maggior ragione quelli per la qualifica dirigenziali, devono accertare e "premiare" le capacità e attitudini di candidati e non la mera "maturazione" di anni di servizio e la mera "collezione" di titoli e attestati. Non a caso la normativa valida per i concorsi dello Stato, DPR n. 487 del 1994, articolo 8, pone un tetto al peso massimo dei titoli pari a 10/30 o equivalenti per cui, secondo tale DPR su 100 punti conseguibili complessivamente nei concorsi 90 riguardano, complessivamente, le tre prove scritte solo e 10 i titoli. Nel caso del bando in questione, invece, i titoli pesano per ben il 20 per cento del totale. Pur non essendo il suddetto DPR applicabile ai concorsi per dirigente regionale, è evidente che questo pone un criterio di ragionevolezza che ben poteva essere seguito dal bando in assenza di analoghe disposizioni della legge regionale;
b) sempre in materia di titoli, non è chiaro se la commissione possa valutare anche lo svolgimento di funzioni dirigenziali, nonché di coordinamento, conferite a personale privo della relativa qualifica senza procedure di tipo selettivo. Infatti, tra i titoli di servizio sono previsti come valutabili "le esperienze con qualifica di dirigente presso pubbliche amministrazioni o dirigente presso soggetti di diritto privato" e le "esperienze lavorative acquisite nella P.A. con incarichi di coordinamento, alta specializzazione, studio e ricerca o altri incarichi assimilabili, ritenute rilevanti a giudizio della Commissione, con riferimento alla qualifica dirigenziale ed esclusivamente incarichi attribuiti a soggetti con rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato". Tali previsioni risultano ambigue in quanto, da un lato, si fa riferimento alle esperienze "con qualifica di dirigente" (dunque formalmente attribuita a seguito di selezione pubblica?) ma dall'altro si parla di anche esperienze "lavorative acquisite nella P.A. con incarichi di coordinamento, alta specializzazione, studio e ricerca o altri incarichi assimilabili…". D'altronde il bando non sembra tenere conto del fatto che l'articolo 28 comma 4-sexies della legge regionale n. 31 del 1998 stabilisce che "l'esercizio delle funzioni attribuite ai sensi del comma 4-bis non costituisce titolo valutabile ai fini dell'accesso alla carriera dirigenziale". Ad ogni modo, l'articolo  4 bis citato non è l'unica disposizione che nell'ordinamento statale e delle regioni consente di attribuire, anche senza selezione, funzioni dirigenziali a soggetti privi della relativa qualifica. Vi è pertanto il rischio del riconoscimento da parte della commissione di titoli acquisiti "fiduciariamente" secondo le varie disposizioni rinvenibili nell'ordinamento.
c) il bando di concorso distingue tra i vari "ambiti" cui appartengono i dirigenti da reclutare l'ambito "Giuridico amministrativo" e l'ambito "Giuridico/amministrativo specifico per le Politiche del lavoro"(ASPAL). Tale distinzione è incomprensibile alla luce del fatto che le specifiche competenze delle due "figure" appaiono perfettamente sovrapponibili. Inoltre tale separazione tra "ambiti" è in aperta violazione di quanto disposto dall'articolo 32 della legge regionale n. 31 del 1998 l'accesso alla qualifica dirigenziale avviene (comma 1) "[…] con procedure unificate per l'Amministrazione e per gli enti, mediante concorso pubblico per esami o per titoli ed esami o mediante corso-concorso selettivo di formazione". Risulta pertanto evidente che la procedura concorsuale deve essere unica per il reclutamento dei dirigenti della Regione e degli Enti mentre il bando di concorso, tramite l'escamotage dell'individuazione artificiosa dei due distinti ambiti suddetti, ha impostato una procedura concorsuale ad hoc per i dirigenti ASPAL;

considerato che: 
- sussistono, più in generale, anche forti e fondati dubbi sulla legittimità della distinzione in "ambiti" delle altre figure dirigenziali messe a bando. Infatti, oltre a quanto previsto dal citato articolo 32 della legge regionale n. 31 del 1998, va considerato l'articolo 54, comma 1, della citata legge n. 31 del 1998 che stabilisce che "Alle assunzioni per concorso del personale dell'Amministrazione e degli enti si provvede con procedure unificate per qualifiche funzionali e profili professionali identici o assimilabili in ragione della tipologia delle prestazioni e dei requisiti per l'accesso" e il comma 2 del medesimo articolo che stabilisce che "L'Assessore competente in materia di personale, sulla base delle necessità di personale definite dall'Amministrazione e dagli enti ed alle quali non si possa far fronte mediante processi di mobilità, fissa il contingente dei posti da mettere a concorso, definito per specifiche professionalità e sedi di destinazione, e bandisce i relativi concorsi unici". Quindi nessuna disposizione di legge regionale consente di inquadrare i dirigenti all'interno di differenti "profili professionali" o "ambiti";
- oltre a quanto indicato nel precedente punto si deve anche rilevare che le citate disposizioni regionali stabiliscono chiaramente che per l'accesso alla qualifica dirigenziale unica devono essere bandite procedure concorsuali altrettanto uniche.  Tali procedure sono uniche secondo un duplice senso: 
1) deve essere bandita un'unica procedura concorsuale per il reclutamento dei dirigenti dell'amministrazione "centrale" regionale e degli enti; 
2) non è possibile bandire più procedure differenziando tra "ambiti" o "profili professionali" dei dirigenti; è invece evidente che con il bando di cui trattasi sono state avviate tante procedure concorsuali quanti sono gli "ambiti" individuati; ciò risulta chiaro dal fatto che al termine del concorso saranno approvate cinque diverse graduatorie concorsuali, una delle quali, come detto, appositamente destinata al contingente per i dirigenti ASPAL;

ritenuto che:
- vi è contrasto tra il bando di concorso e quanto stabilito nella deliberazione della Giunta regionale n. 37/16 citata. Infatti, l'articolo 2 dell'allegato alla suddetta deliberazione ribadisce che i dirigenti devono essere assunti mediante procedure unificate per l'Amministrazione regionale e per gli enti mentre in alcun modo consente di distinguere i profili dirigenziali, né di avviare differenti procedure concorsuali per ogni profilo, né, tantomeno, consente di creare graduatorie distinte per profilo;
- appare altresì illegittima, in quanto priva di una logica e di una motivazione sotto il profilo del buon andamento dell'Amministrazione e in grado di limitare partecipazione al concorso, la previsione della preclusione per i candidati di presentare contemporaneamente domanda per più di un "ambito"; ciò è, inoltre, in contraddizione con la previsione, conforme alla legge regionale n. 31 del 1998, dei medesimi titoli per l'accesso a tutti i suddetti "ambiti". Non si capiscono dunque le ragioni, salvo la volontà di limitare la concorrenzialità della procedura, per cui un soggetto in possesso dei titoli di ammissione non possa concorrere per più di un ambito o anche per tutti gli ambiti;
- la definizione della riserva di posti è stata fatta in violazione della legge regionale a causa dell'artificiosa suddivisione in "ambiti" dei 20 dirigenti messi a bando; l'articolo 32, comma 3, della legge regionale n. 31 del 1998 - come modificato dall'articolo 20, comma 25, della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, prevede che il 20 per cento dei posti sia destinato a riserva in favore dei/delle dipendenti dell'Amministrazione regionale e degli enti; pertanto se la riserva fosse stata calcolata, in ossequio al principio del "concorso unico" sancito dalla legge regionale, sui 20 posti messi a concorso essa sarebbe stata pari a 4 posti; invece il bando, operando la distinzione tra "ambiti" (tra l'altro non corrispondenti agli "ambiti" del concorso ma arbitrariamente riaggregati), incrementa la riserva a 5 posti: 2 posti nell'Amministrazione regionale così suddivisi di cui 1 in ambito "Economico/finanziario" e 1 in ambito "Giuridico/amministrativo"; nessun posto nell'ENAS; 1 posto nell'Amministrazione regionale in ambito "Ambiente e territorio"; nessun posto per l'Amministrazione regionale e per l'ENAS in ambito "Infrastrutture". Tale ricostruzione della riserva operata dal bando appare quindi arbitraria e non trova alcun riscontro nelle disposizioni regionali;
- sul piano dell'opportunità, la distinzione dei dirigenti in ambiti contrasta con quanto in più occasioni dichiarato dall'Assessore al personale in relazione al reclutamento degli stessi e cioè che si cercano dirigenti – manager in grado di programmare, organizzare e gestire risorse; l'Assessore nella deliberazione della Giunta regionale n. 37/16, in particolare afferma "la finalità di rendere lo strumento concorsuale più idoneo per la selezione delle figure dirigenziali in possesso delle capacità di leadership e management, qualità sempre più essenziali per la gestione di una moderna amministrazione pubblica"; ma se il manager è un soggetto a tutto tondo, che si occupa, appunto, di pianificazione, organizzazione e controllo, deve possedere delle competenze e capacità di alto profilo e generali e non di tipo iper-specialistico e settoriali; il dirigente va dunque selezionato sulle competenze manageriali e non sulle conoscenze specialistiche di questo o quell'ambito; a ben vedere, anche l'impostazione delle prove appare in contraddizione con le dichiarazioni dell'Assessore, infatti i candidati ammessi al concorso potranno dimostrare le proprie capacità manageriali solo con la prima prova scritta "comune per tutte le professionalità da reclutare, sia dell'area amministrativa che dell'area tecnica, è volta ad accertare le attitudini al ruolo dirigenziale …."; mentre la seconda prova appare, invece,  a carattere specialistico, più adatta a selezionare dei funzionari apicali che dei manager,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se:
1) siano stati debitamente valutati dagli uffici competenti i profili di criticità di cui sopra e se l'assessore sia stato debitamente reso edotto delle previsioni delle disposizioni regionali in materia;
2) non ritengano, dato l'elevatissimo rischio di contenzioso derivante dalla prosecuzione della procedura concorsuale, che potrebbe comportare, qualora fosse successivo all'espletamento del concorso, anche la nullità delle assunzioni eventualmente disposte in base ad esso (con conseguente esposizione della regione a rischi risarcitori), di revocare il bando, o quantomeno sospendere la procedura concorsuale, al fine di valutare in maniera approfondita i possibili vizi di legittimità e di merito per poi adottare i correttivi eventualmente necessari.

Cagliari, 24 novembre 2017