CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1338/A

RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito al rischio di chiusura dell'agenzia INPS di Giba e al possibile ridimensionamento delle sedi di Iglesias e Carbonia, con il depotenziamento di un ulteriore servizio per i cittadini del Sulcis Iglesiente.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- l'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) ha reso nota la bozza di riorganizzazione dell'ente, diffusa come proposta dalla direzione nazionale alle organizzazioni nazionali. Il documento, presentato lo scorso agosto e denominato "Modello di presidio territoriale a operatività differenziata", per la prima volta mette nero su bianco i parametri secondo i quali si potrà valutare il mantenimento o la chiusura delle agenzie cittadine;
- in base a tale progetto di razionalizzazione, si conterà sulla popolazione residente nel bacino, che dovrà essere superiore a 60mila abitanti, poi il personale in forza superiore a dieci persone e la percentuale di ipercopertura (praticamente quante persone riuscirebbero, in meno di mezz'ora, dal proprio comune, a raggiungere con mezzi propri un'altra sede provinciale) superiore al 60 per cento. In mancanza di due requisiti l'agenzia è a rischio;

accertato che:
- con questi parametri, sembrerebbe scontata la chiusura dell'agenzia INPS sita a Giba, nel Basso Sulcis, sulla via Principe di Piemonte, che eroga una serie di servizi ai cittadini del distretto;
- nella black list dei vertici ministeriali ci sarebbero anche le succursali di Sant'Elia a Cagliari, Macomer, Gavoi, Siniscola, Sorgono, Isili e Ghilarza;
- in seguito a questo disegno, lo scenario sul territorio rischia di peggiorare drasticamente. Con il decreto attuativo, infatti, tutte le sedi decentrate potrebbero essere soppresse o trasformate nei cosiddetti punti d'ascolto, venendo a privare le fasce deboli di importanti servizi sul territorio;

rilevato che:
- la CISL di Cagliari si è già espressa in modo nettamente contrario alla riorganizzazione disegnata dall'INPS, dichiarandosi pronta a mettere in atto tutte le iniziative, in sede locale e nazionale, necessarie per far cambiare idea all'istituto di previdenza. Pare veramente paradossale che un ente che vive e si regge sull'azionariato dei lavoratori decida e operi contro gli interessi dei lavoratori;
- appare evidente che il modello predisposto dalla direzione centrale INPS è costruito a tavolino e non tiene conto delle specificità territoriali. Infatti esso condiziona la presenza di un'agenzia INPS nel territorio al rispetto di alcuni criteri e parametri che non sembrano in grado di impattare con le criticità dei singoli distretti isolani;

valutato che:
- nel territorio del Sulcis Iglesiente, alla luce dell'applicazione di questi criteri e parametri, appaiono fin d'ora in pericolo tutti i presidi esistenti, già ridimensionati pesantemente dalle ultime e recenti determinazioni della direzione regionale. Si paventa in particolare il rischio di soppressione totale del punto INPS di Giba, che eroga importanti servizi ai cittadini del basso Sulcis;
- i criteri indicati, se applicati pedissequamente, saranno difficilmente raggiungibili dalle agenzie presenti nel territorio e pertanto, si può ragionevolmente ipotizzare un'ulteriore diminuzione quantitativa e qualitativa della presenza Inps nel distretto del Sulcis Iglesiente, dove appare scontata la soppressione della sede di Giba, ma non è certa la permanenza dei servizi nelle filiali di Iglesias (in via Crocifisso) e Carbonia (nella nuova sede di via Trieste);
- le succursali INPS del Sulcis Iglesiente appaiono già fortemente inadeguate rispetto al carico di lavoro cui sono sottoposte, come dimostrano i forti ritardi accumulati nell'erogazione delle prestazioni, e pertanto richiederebbero di essere potenziate e non certo ridimensionate o, peggio ancora, soppresse, soprattutto alla luce del fatto che, a causa dell'incremento dell'età media dei residenti e dell'elevato tasso di disoccupazione, il Sulcis Iglesiente dipende in larga parte per il suo sostentamento dall'erogazione dei trattamenti pensionistici e degli ammortizzatori sociali;

annotato peraltro che:
- la direzione centrale INPS, come già rilevato, appare effettuare delle scelte calate dall'alto, senza nessuna concertazione con i territori, e non tiene conto almeno dei seguenti fattori che incidono negativamente sulla qualità del servizio prestato. Ovvero le criticità inerenti il digital divide informatico, particolarmente pesante nel territorio, che rende poco produttiva la politica di incremento dei servizi on line;
- non si tiene conto dell'elevato indice di vecchiaia nel Sulcis Iglesiente, che non consente a una parte consistente della popolazione di accedere direttamente ai servizi informatici, determinando un afflusso molto forte di utenza agli sportelli con enormi file, defatiganti per i cittadini e stressanti per i dipendenti;
- non si guarda con attenzione alle difficoltà di collegamento nel distretto del Sulcis Iglesiente, con una conformazione territoriale specifica e collegamenti stradali pericolosi per la fascia di popolazione più anziana che, vista la possibile soppressione della filiale di Giba e senza mezzi pubblici di trasporto, sarebbe costretta a recarsi nelle succursali di Iglesias o, ancora peggio, Carbonia;
- non si tiene conto della riduzione, a caduta libera, di personale, a causa dei pensionamenti continui, senza che si sia data attuazione a nuovi inserimenti di personale, né attraverso concorsi o scorrimento di graduatorie, né attraverso mobilità da altri enti statali o regionali;

dato atto che:
- si ritiene opportuno che la direzione centrale INPS, prima di assumere ogni decisione debba consultare i comitati provinciali e territoriali, possibilmente alla presenza dei sindaci, che offrono la gratuità dei locali, e delle forze sociali e sindacali, per costruire un modello di presenza condiviso e non calato dall'alto;
- la Regione non può certo restare assente da questa proposta riorganizzativa che incide enormemente sulla qualità della vita delle categorie più deboli dei cittadini. Insomma anche la vertenza INPS è bene che finisca davanti al Governo. Le inquietudini organizzative dei dirigenti non possono prevalere sui diritti dei lavoratori da rispettare sempre, anche quando sono anziani e pensionati;

appreso che:
- nel corso del Rapporto annuale INPS Sardegna 2016, i vertici dell'ente previdenziale hanno messo l'accento sulle politiche di austerity, che incidono negativamente sulle risorse umane ormai in forte decremento a fronte dell'aumento delle prestazioni richieste da una popolazione che nell'Isola presenta un elevato indice di vecchiaia;
- la riorganizzazione nell'Isola appare riflettersi in modo pesante su alcuni territori come il Sulcis Iglesiente, già martoriati dalla spoliazione di numerosi servizi;

constatato che lo scenario per l'agenzia INPS di Giba appare devastante, con la soppressione completa dell'ufficio che avrebbe pesanti riflessi sul territorio e sui servizi per i cittadini;

osservato che:
- negli ultimi anni il Sulcis Iglesiente ha perso non solo la Provincia, con i conseguenti servizi distribuiti sul territorio, ma anche il Tribunale, la sede staccata della Camera di commercio, con il forte ridimensionamento del sistema sanitario. Ora si vede privata, o comunque penalizzata, nel disegno delle sedi INPS;
- sembra opportuno che la Giunta regionale eviti altre sforbiciate dello Stato su un territorio già falcidiato dalla crisi, con la chiusura delle fabbriche nel polo industriale di Portovesme;

sottolineato che appare necessario che la Giunta regionale si attivi perché non venga soppressa la sede INPS di Giba. Si rende, inoltre, opportuno evitare il ridimensionamento delle sedi di Iglesias e Carbonia,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:
1) per sapere se siano a conoscenza del piano di riorganizzazione dell'INPS, con il documento denominato "Modello di presidio territoriale a operatività differenziata", che prevede modifiche nella distribuzione degli uffici e delle sedi nei diversi territori della Sardegna;
2) per conoscere se risultino a rischio le sedi del Sulcis Iglesiente, con il forte pericolo di soppressione della succursale di Giba e l'eventuale ridimensionamento delle filiali di Iglesias e Carbonia;
3) valutare la possibilità di sollecitare un immediato confronto con il Governo per mettere in agenda la vertenza INPS:
4) per verificare l'opportunità di attivarsi affinché la presenza dell'INPS nella aree marginali e disagiate della Sardegna, come ad esempio il Sulcis Iglesiente, ma anche l'Oristanese ed il Marghine Planargia, non sia depotenziata, ma adeguatamente consolidata per assicurare un servizio efficiente ed un'erogazione puntuale delle prestazioni previdenziali e di sostegno al reddito;
5) per verificare la possibilità di scongiurare ulteriori penalizzazioni al territorio del Sulcis Iglesiente, già fortemente falcidiato dalla crisi industriale, con il possibile taglio degli organici dell'istituto di previdenza in argomento.

Cagliari, 11 dicembre 2017