CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1339/A

RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alle ripercussioni sul comparto agricolo dell'entrata in vigore della legge 17 ottobre 2017, n. 161, "Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate".

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Il sottoscritto,

premesso che:
- lo scorso 19 novembre 2017, è entrata in vigore la legge 17 ottobre 2017, n. 161, che contiene "Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate";
- all'articolo 28 (Acquisizione dell'informazione antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei) si legge: "All'articolo 91 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 1 è inserito il seguente: 1-bis. L'informazione antimafia è sempre richiesta nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei";

accertato che:
- attraverso tale provvedimento si rende di fatto obbligatorio una sorta di bollino antimafia per gli agricoltori che chiedono contributi. Dal 20 novembre a tutti i proprietari di terreni agricoli che aspirano recuperare finanziamenti, per le misure della PAC e del PSR, sopra i 5mila euro all'anno sarà richiesta la certificazione antimafia;
- con tali disposizioni normative, il contrassegno parrebbe necessario per le aziende agricole sarde che intendessero recuperare anche i contributi per la siccità destinati al settore ovicaprino isolano in seguito alla legge regionale n. 20;

rilevato che a lanciare l'allarme su questa nuova tegola burocratica è stato anche il direttivo provinciale della Confederazione produttori agricoli (COPAGRI) del nord Sardegna che, in occasione di un incontro con gli allevatori, ha paventato possibili e certi ritardi nel pagamento degli aiuti sulla PAC del PSR e del contributo siccità del settore ovi-caprino recentemente approvato dalla Regione. Un ulteriore scoglio per tutte le aziende agricole che percepiranno aiuti superiori ai 5mila euro;

valutato che questa nuova operazione fa intravedere ulteriori lungaggini burocratiche nel pagamento degli aiuti della PAC sul Piano di sviluppo rurale e, soprattutto, altri cavilli per il contributo siccità dovuto alle aziende zootecniche isolane;

annotato peraltro che gli scorsi giorni l'ARGEA ha comunicato che risultavano liquidate 2.579 domande per un importo complessivo di 10milioni 375mila 466 euro, sui pagamenti dell'aiuto da 13 euro a capo ovino previsto dalla legge n. 20 del 2017, che interviene sul deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte e sulle criticità causate dallo stato di siccità. Risultano presentate agli sportelli Laore migliaia di domande, ancora inevase;

dato atto che l'istruttoria potrebbe complicarsi con l'entrata in vigore della normativa suddetta, che impone nuovi vincoli alle aziende agropastorali e impegnate nelle campagne isolane;

appreso che questa nuova legge rischia di rappresentare una perdita economica consistente per le imprese rurali sarde, già alle prese con un infinito iter burocratico, con ritardi continui per il pagamento dei finanziamenti;

constatato che in Sardegna infatti una grande fetta delle aziende dovrà procedere con la certificazione antimafia, un'operazione costosa e lunga, sia per i produttori che per i centri di assistenza fiscale sul territorio, ma che diventa obbligatoria per accedere ai contributi;

osservato che:
- sarebbe opportuno un intervento della Giunta regionale sul Governo e sul prefetto, affinché si blocchi l'applicazione della normativa legislativa o al massimo stabilendo inizialmente solamente chi è colpito dal blocco antimafia, liberando cosi le aziende agricole in regola;
- peraltro le aziende avranno pochissimo tempo per mettersi in regola. Sarà assolutamente impossibile adempiere a tutti gli obblighi burocratici. Le prefetture isolane faranno infatti una fatica enorme a smaltire tutte le richieste di certificazione che verranno presentate. Ci chiediamo dove sia la semplificazione cui da sempre si inneggia. È per questo che diventa fondamentale sollecitare al governo una revisione della suddetta legge;

sottolineato che la succitata norma che non aiuta il settore agricolo in Sardegna, ma anzi, penalizza fortemente il comparto aumentando così la burocrazia e ritardando tutti i pagamenti della PAC e del PSR, pagamenti previsti in questi giorni. L'agricoltura isolana viene così colpita due volte, in un momento di particolare fragilità, prima dalle condizioni della siccità e ora dalla asfissiante burocrazia, cha anziché diminuire sta aumentando, tanto da strangolare il tessuto imprenditoriale legato all'agricoltura (in tutte le sue ramificazioni) in Sardegna,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale:
1) per sapere se sia a conoscenza degli effetti negativi che potrebbero derivare alle aziende agricole isolane dall'entrata in vigore della legge 17 ottobre 2017, n. 161, "Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate", visto che all'articolo 28 di tale provvedimento si pongono ulteriori vincoli per le aziende che aspirano a ottenere i contributi della PAC a valere sul Piano di sviluppo rurale e sulle risorse previste per il sostegno alle aziende ovicaprine in seguito alla siccità;
2) per valutare la possibilità di un intervento immediato della Regione presso il Governo affinché si blocchi l'applicazione della normativa legislativa o al massimo stabilendo inizialmente solamente chi è colpito dal blocco antimafia, liberando cosi le aziende agricole in regola;
3) per conoscere se tale normativa possa avere ricadute negative sui pagamenti dell'aiuto da 13 euro a capo ovino previsto dalla legge n. 20 del 2017, che interviene sul deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte e sulle criticità causate dallo stato di siccità, con ulteriori lungaggini sull'erogazione delle risorse già stanziate a favore delle aziende;
4) per verificare la possibilità di scongiurare ulteriori penalizzazioni al mondo delle campagne, mediante la suddetta normativa che appare piuttosto una legge capestro destinata a colpire le aziende agricole isolane già sfiancate da una crisi senza fine.

Cagliari, 11 dicembre 2017