CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1342/A

DEDONI - COSSA - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sui contratti stipulati dall'Azienda per la tutela della salute per l'acquisizione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie dalle strutture private accreditate per l'anno 2017.

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I sottoscritti,

premesso che le regioni devono assicurare livelli essenziali e uniformi di assistenza in tutto il territorio;

tenuto conto che le regioni devono indicare, preventivamente per ciascuna istituzione sanitaria, pubblica e privata, i limiti massimi annuali di spesa sostenibili con il fondo sanitario, nonché gli indirizzi e le modalità per la contrattazione;

osservato che nel vasto territorio della Trexenta, Sarcidano, Bassa Barbagia, Sarrabus Gerrei, Marmilla e Medio Campidano, zone a volte disagiate, territorialmente svantaggiate e caratterizzate da gravi processi di spopolamento, risiedono attualmente circa 100.000 persone e che i servizi offerti dall'ASL n. 8 di Cagliari riguardanti gli esami di radiodiagnostica (in particolare risonanza magnetica e TAC), non consentono di assolvere direttamente ai compiti che si deve prefissare un efficiente servizio sanitario;

considerato che in data 14 agosto 2014 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, si è pronunciata sulla deliberazione dell'ASL n. 8 di Cagliari riguardante la distribuzione dei tetti di spesa per il triennio 2013-2015 tra le diverse strutture sanitarie private, osservando che "l'utilizzo di un criterio basato sulla spesa storica di ciascuna struttura è idoneo a determinare criticità di natura concorrenziale in quanto, attribuendo a ciascuna struttura privata accreditata sostanzialmente lo stesso budget dell'esercizio precedente, cristallizza di fatto le posizioni degli operatori preesistenti sul mercato e non consente un adeguato sviluppo delle strutture maggiormente efficienti";

constatato che la pronuncia dell'autorità su citata, afferma anche che "l'allocazione del budget sulla base della spesa storica ostacola l'accesso sul mercato anche di nuovi soggetti imprenditoriali, che, a parità di capacità tecnico-professionale, vengono, in tal modo, inevitabilmente penalizzati" e pertanto il criterio utilizzato per ripartire il tetto di spesa tra le strutture sanitarie convenzionate con il SSN integra una specifica violazione dei principi concorrenziali, nella misura in cui elimina qualsiasi incentivo a competere e attribuisce all'impresa, già titolare di diritti speciali, un indebito vantaggio concorrenziale, in violazione dell'articolo 106 del TFUE;

tenuto conto che nel Piano di riorganizzazione e di riqualificazione del Servizio sanitario regionale (SSR) allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 63/24 dei 15 dicembre 2015, si legge (pag. 43) che "è stato individuato un percorso di programmazione che attraverso la preventiva individuazione dei volumi delle attività da acquisire da soggetti privati accreditati, tenga conto della capacità produttiva dei presidi delle ASL, dei livelli di appropriatezza delle prestazioni, della accessibilità alle strutture da parte della popolazione residente, dei parametri nazionali e regionali in materia di liste e tempi d'attesa" e che "la revisione dei processi organizzativi ha permesso di accertare esattamente il numero e la tipologia di prestazioni erogabili, rendendo nuovamente disponibili, per eventuali nuovi operatori e nel rispetto dei livelli di spesa, volumi di prestazioni che permettano l'innesco di virtuosi circuiti di concorrenza";

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 23/25 del 9 maggio 2017, che inserisce la territorialità tra i criteri di assegnazione dei tetti di spesa per l'anno 2017 e quindi la possibilità per l'utente di recarsi presso la struttura più vicina alla sua residenza;

ricordato che, esclusi i distanti presidi sanitari di Cagliari e Nuoro, non vi sono grandi alternative alle strutture presenti nel Comune di Senorbì, le quali erogano la maggior parte degli esami in favore di utenti provenienti da un raggio di circa 40 km,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali siano i motivi che hanno portato l'ATS a sottoscrivere i contratti di cui all'oggetto relativi ai 2017 senza tenere conto del criterio della territorialità, disattendendo in tal modo le indicazioni del garante della concorrenza e del mercato ed i criteri indicati nella deliberazione della Giunta regionale n. 23/25 del 9 maggio 2017;
3) se intendano provvedere a rimuovere la grave discriminazione messa in atto nei confronti degli abitanti dei territori sopra menzionati che si vedono costretti, per l'esecuzione di un esame di risonanza magnetica o di TAC, a recarsi presso le strutture della città metropolitana di Cagliari oppure a Senorbì, dove è presente una moderna ed efficiente struttura accreditata per le suddette prestazioni;
4) se non ritengano che gli atti in questione sottoscritti dall'ATS costituiscano una ulteriore e grave azione avverso i conclamati e inderogabili principi di territorializzazione dei servizi primari, in totale spregio dei processi contro lo spopolamento delle zone interne.

Cagliari, 13 dicembre 2017