CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1345/A

PINNA Giuseppino - TOCCO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato inserimento di Antonio Canopoli, ragazzo di 19 anni, affetto da autismo presso idonea struttura socio-riabilitativo.

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I sottoscritti,

evidenziato che:
- la signora Maria Grazia Pinna, amministratore di sostegno del figlio Antonio Canopoli, ragazzo di 19 anni affetto da "disturbo generalizzato dello sviluppo n.a.s. (autismo), ha avviato nel settembre 2016, presso l'Unità di valutazione territoriale (UVT) della ASL n. 1 di Sassari, le procedure necessarie per l'ingresso del ragazzo in una struttura riabilitativa di inserimento socio-lavorativo in regime semiresidenziale, indicando come preferenza l'Opera Gesù Nazzareno (GE.NA) perché ritenuta la più adeguata per il percorso di inserimento previsto per il figlio;
- acquisita la richiesta, l'UVT ha ritenuto il ragazzo idoneo ad essere inserito nella struttura riabilitativa scelta, specificando che l'inserimento sarebbe avvenuto al compimento del ciclo scolastico;
- a giugno 2017, Antonio Canopoli ha conseguito il diploma; considerata l'importanza della continuità educativa e riabilitativa del ragazzo, la famiglia ha contattato immediatamente l'ATS la quale ha ritenuto di non dover dare alcun cenno di riscontro;
- a seguito del protrarsi del silenzio la famiglia, considerata l'urgenza, ha dato incarico ad un legale, il quale ha appreso dalla GE.NA che per l'inserimento del ragazzo è prevista una attesa di ben due anni; la struttura individuata pare infatti che abbia raggiunto il numero massimo di accreditamenti concessi;
- il legale, al fine di tutelare il ragazzo, ha depositato una istanza, presso il giudice del lavoro di Sassari (competente in materia di sanità), con la richiesta di una procedura d'urgenza, al fine di ottenere il dovuto inserimento presso un'idonea struttura riabilitativa.
- all'udienza l'ATS ha ribadito l'impossibilità di inserire il ragazzo presso la GE.NA e ha proposto come alternativa la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, ma non è stata in grado di supportare la proposta fatta con la garanzia che tale istituto possa erogare pari prestazioni socio-educative per la patologia in argomento;
- nell'ottobre 2017 il giudice ha emesso l'ordinanza di accoglimento ed ha ordinato all'ATS di inserire il ragazzo in una adeguata struttura socio-riabilitativa in regime semiresidenziale con frequenza quotidiana e con previsione di adeguato percorso di trattamento curativo e di formazione nel rispetto delle indicazioni sanitarie;
- il 6 novembre 2017 la famiglia è stata contattata tramite mail dall'UOS Assistenza integrata e le è stata comunicata la disponibilità ad attivare le procedure per l'inserimento del giovane presso la Fondazione San Giovanni Battista "previa valutazione dell'Unità interna alla struttura";
- ancora ad oggi il ragazzo non è stato inserito in nessuna struttura socio-riabilitativa con tutti i danni morali e materiali derivanti da tale inadempienza,
 
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) non ritengano di dover intervenire immediatamente con l'ATS sia per porre fine al calvario della famiglia Canopoli, ma anche di tutte le famiglie che, quotidianamente, sono costrette ad affrontare sia le problematiche legate alle patologie dei lori cari, ma soprattutto gli infiniti ostacoli che la burocrazia continua a mettere sul loro già difficile cammino.

Cagliari, 15 dicembre 2017