CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1354/A

PERU - PITTALIS - CAPPELLACCI - FASOLINO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra - CONTU, con richiesta di risposta scritta, in relazione al taglio degli stipendi dei medici della continuità assistenziale.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il Comitato regionale per la medicina generale nella seduta del 23 novembre 2017 ha deliberato la sospensione del pagamento di due indennità orarie per tutti i medici della continuità assistenziale (ex Guardia medica) sarda;
- tali indennità sospese fanno riferimento all'Accordo integrativo regionale della Regione Sardegna del 2010 e all'Accordo ponte per la medicina generale del 2013.

considerato che:
- le indennità relative a tali accordi riguardano:
- l'utilizzo di strumenti di comunicazione informatica messi a disposizione dall'azienda nell'ambito dei progetti di prenotazione delle prestazioni e contenimento delle liste d'attesa, dei progetti di condivisione e strutturazione delle informazioni sanitarie (AIR 2010);
- l'attivazione del medico da parte della centrale operativa del 118 e/o l'impegno dello stesso a bordo dei mezzi di soccorso per garantire il trasferimento protetto degli assistiti che necessitano di ricovero (AIR 2010);
- il maggiore impegno assistenziale profuso nei mesi tra novembre e aprile dovuto alla maggiore morbilità per le patologie epidemiche e non (AIR 2010);
- l'obbligo della trasmissione telematica dei dati delle ricette al Ministero dell'economia e delle finanze e delle certificazioni di malattia all'INPS per il tramite del Sistema TS (AIR 2013);
- tali indennità, legate unicamente alla disponibilità dei medici a compiere le suddette attività, sono state unilateralmente convertite in "rimborsi" retribuibili solo in caso di effettiva attuazione di almeno una delle prestazioni citate nell'arco del mese solare di riferimento;

preso atto che:
- l'ATS dalla sottoscrizione dell'Accordo integrativo regionale della Regione Sardegna del 2010 si trova in una situazione di oggettiva inadempienza, non avendo fornito a gran parte delle sedi di continuità assistenziale i supporti elettronici e la connessione internet necessari per mettere in pratica il primo e il quarto punto degli accordi;
- nonostante ciò, alcuni medici di continuità assistenziale nel corso degli anni hanno, a loro spese, adempiuto a tali attività utilizzando computer portatili o tablet personali nell'ottica di ridurre al minimo i disagi per gli utenti del servizio sanitario;
- a questo si aggiunge che Regione e ATS sono inadempienti su altri punti dell'accordo del 2010, quali la fornitura di dotazioni di sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale e la formazione;

considerato che:
- la revisione delle indennità colpisce coloro che quotidianamente si impegnano per evitare il sovraccarico del servizio di emergenza-urgenza, già sofferente per ragioni legate al bacino d'utenza e alla carenza di personale, e che svolgono un'attività articolata in turni festivi e notturni, spesso in zone disagiate, lontano da strutture sanitarie e con pazienti nella maggior parte dei casi anziani con patologie croniche multiple e talvolta allettati;
- questo taglio si traduce in una riduzione della busta paga di 300-400 euro mensili, con la possibilità della richiesta delle somme già percepite in passato, in dispregio alle condizioni sottoscritte negli accordi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere quali provvedimenti intendano adottare per l'immediato ripristino delle indennità sospese riferite all'Accordo integrativo regionale della Regione Sardegna del 2010 e all'Accordo ponte per la medicina generale del 2013.

Cagliari, 22 dicembre 2017