CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1356/A

GAIA - ZANCHETTA - PERRA, con richiesta di risposta scritta, sui crescenti rischi che minacciano la stessa sopravvivenza del patrimonio ovicaprino e sui gravissimi problemi irrisolti che gravano su tutto il mondo agro-pastorale sardo.

***************

I sottoscritti,

premesso che nei mesi di luglio e agosto 2017, nel prendere atto della situazione del comparto ovicaprino ormai al limite della sopravvivenza a causa del susseguirsi e sovrapporsi delle ben note emergenze, il Consiglio regionale destinava 45 milioni di euro per acquisto mangime (13 euro calcolati per ogni capo ovicaprino del patrimonio allevatoriale sardo);

evidenziato che:
- l'efficacia della misura emergenziale dipendeva essenzialmente dalla tempestività nell'erogazione degli aiuti, tanto che le aspettative del mondo delle campagne e della politica convergevano nella convinzione di tempi di attuazione molto rapidi;
- lo stesso Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dopo aver disposto i provvedimenti di competenza ed affidata la relativa procedura ad Argea (dichiarando che sarebbe stata la sperimentazione per la prova dell'istituzione dell'ente pagatore sardo) proclamava che tutte le aziende zootecniche interessate avrebbero ricevuto le risorse entro metà novembre;
- contrariamente alle legittime aspettative degli allevatori, alle promesse della politica e alle plateali affermazioni dell'Assessore, il 15 dicembre 2017 Argea pubblicava sul proprio sito istituzionale: "Alle 17.00 di martedì 19 dicembre sono state liquidate n. 5.212 domande per un importo complessivo pari a €19.646.216";

preso atto che:
- a 4 mesi dalla pubblicazione della legge regionale di riferimento, oltre 25 milioni di euro dei 45 milioni stanziati per la sopravvivenza del nostro patrimonio ovicaprino sono ancora nelle casse di Argea, mentre le greggi sarde, denutrite e indebolite da siccità ed epizoozie prima, da freddo e gelate dei pascoli, poi continuano a essere decimate da fame e malattie;
- causa chiusura dell'esercizio finanziario, Argea ha inoltre comunicato ai richiedenti che le domande non definite, inevase o bloccate, resteranno ormai sospese fino alla riapertura del servizio della ragioneria regionale, quindi per migliaia di aziende (su 12.000 circa 2.000 non hanno presentato domanda viste le difficoltà del procedimento e la possibilità di esito negativo in caso di situazione debitoria Inps) a tutt'oggi permane la totale incertezza su tempi e sull'esito della richiesta;

considerato che:
- sono dati che decretano il fallimento di una misura che voleva e doveva essere tempestiva e che invece è stata resa lunga e difficoltosa, inceppata da procedure burocratiche che sistematicamente generano criticità;
- in particolare l'inserimento della richiesta del Durc attestante la regolarità contributiva delle aziende zootecniche ha innestato un meccanismo perverso, ma fin troppo prevedibile visto che i pastori, allo stremo per l'innestarsi dei noti problemi, tentavano, con le poche risorse e spesso indebitandosi, di salvare le greggi dalla fame, lasciando indietro non solo i versamenti INPS, ma anche necessità per sé e la propria famiglia;

preso atto:
- altresì del fallimento della campagna vaccinale contro la lingua blu che, dopo i primi focolai registrati in Ogliastra lo scorso agosto e nonostante le azioni di contrasto alla malattia messe in campo dal sistema sanitario veterinario isolano, continua a seminare morte nelle greggi, con quasi 30.000 capi morti e oltre 2.500 aziende colpite, sferrando un ulteriore durissimo colpo alla possibilità di tenuta e sopravvivenza del pastoralismo sardo;
- dell'insufficienza delle risorse finora stanziate, 5 milioni di euro neppure lontanamente commisurati ai gravissimi danni indotti alle aziende che hanno subito la perdita dei capi, aborti o morte dei piccoli, mancato reddito nel periodo di aspettativa di maggiori introiti, aggravi di spese per medicinali, mangimi e foraggi;

ritenuto che i fondi debbano essere finalizzati non alla distribuzione di contributi con criteri generalizzati sulla base dei focolai registrati, ma debbano prioritariamente essere erogati risarcimenti alle aziende a ristoro dei danni reali subiti a seguito della recrudescenza dell'epidemia, per consentirne la sopravvivenza con l'acquisto dei nuovi capi indispensabili per la ripresa dell'attività,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per quanto di competenza, per sapere:
1) quali siano state le valutazioni che, per l'erogazione degli aiuti al comparto ovicaprino, hanno determinato l'Assessorato e gli enti preposti all'adozione di un procedimento complesso e palesemente inadatto al perseguimento dell'obiettivo teso a fronteggiare l'emergenza in atto, nonostante le diverse soluzioni proposte anche dallo scrivente primo firmatario, tese a consentire l'acquisto diretto e la distribuzione dei mangimi tramite i comuni di riferimento, evitando i rischi (inevitabilmente concretizzatisi) legati all'eccessiva burocratizzazione ed in ultima analisi il quasi fallimento della misura di aiuto;
2) quali urgenti provvedimenti si intenda adottare al fine di evitare che oltre 5.000 aziende debbano ancora attendere mesi per ottenere lo spettante contributo o che alcune migliaia restino tagliate fuori dagli aiuti che dovrebbero arrivare a sfamare indistintamente tutti i capi ovicaprini della Regione, prescindendo dalla situazione contributiva dei proprietari (quasi sempre irregolare loro malgrado);
3) quali misure si preveda di adottare con urgenza per implementare ed ottimizzare la battaglia contro la "lingua blu", comprese misure strutturali di prevenzione, programmate e predisposte prima della manifestazione dell'epizoozia che ogni anno puntualmente colpisce gli allevamenti ovicaprini e quelli bovini, mettendo a rischio comparti produttivi fondamentali per l'economia regionale;
4) quali urgenti provvedimenti si preveda di avviare al fine di garantire, in tempi brevi non gravati da appesantimenti burocratici, l'erogazione degli indennizzi per i danni realmente subiti dai pastori per pecore e capre morte, agnelli e capretti morti o abortiti, per coprire i maggiori costi derivanti per il sostentamento degli animali infetti e per risarcire il mancato reddito;
5) quali siano le iniziative sinora avviate per la realizzazione di un sistema di monitoraggio, informazione e dialogo, attivando le necessarie sinergie con il mondo agro-pastorale, al fine di svolgere una efficace prevenzione delle numerose emergenze epidemiologiche o legate alle avverse situazioni meteorologiche, siccità o gelate eccezionali, che riverberano esse stesse in allarmi sanitari, riducendo concretamente le distanze che ancora separano la politica e l'Amministrazione regionale dal mondo delle campagne.

Cagliari, 3 gennaio 2018