CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1358/A

ORRÙ, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione lavorativa venutasi a creare tra i diplomati magistrali a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 11 del 20 dicembre 2017.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- in data 20 dicembre 2017, il Consiglio di Stato in adunanza plenaria, ha emesso la sentenza n. 11, con la quale ha dichiarato illegittimo l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) di coloro che hanno conseguito il diploma magistrale nell'anno 2000/2001;
- il provvedimento di diniego emesso dall'organo supremo della giustizia amministrativa segue in controtendenza diverse pronunce dello stesso Consiglio di Stato di tenore diametralmente opposto;

accertato che il nuovo orientamento giurisprudenziale pone, di fatto, i docenti titolari di diploma magistrale nell'impossibilità oggettiva di poter insegnare;

rilevato che i titolari di diploma magistrale, colpiti dal provvedimento di cui sopra, ammontano complessivamente a circa cinquantamila in tutta Italia, di questi, duemila sono cittadini residenti in Sardegna;

considerato che i docenti sardi oggi esclusi dalle GAE, fino alla data della citata sentenza del Consiglio di Stato, hanno fatto legittimo affidamento sul pregresso positivo orientamento della giustizia amministrativa e che, pertanto, pur nel pieno rispetto della decisione del Consiglio di Stato, a parere dell'interrogante, meritano di essere tutelati attraverso adeguate azioni politiche anche a livello regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport affinché gli stessi:
1) si facciano portavoce della condizioni di precarietà in cui duemila diplomati magistrali sardi si verranno a trovare a seguito degli effetti della sentenza del Consiglio di Stato n. 11 del 20 dicembre 2017;
2) si facciano promotori, presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, affinché, lo stesso proponga un'immediata soluzione politica alternativa, in grado di arginare efficacemente gli effetti disastrosi che la citata sentenza di cui al punto precedente riverserà sulle spalle di migliaia di docenti e delle rispettive famiglie.

Cagliari, 8 gennaio 2018