CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1371/A

RUBIU, con richiesta di risposta scritta, sulla inadeguatezza della gestione della società Abbanoa Spa.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- in data 22 dicembre 2017 il Tribunale di Nuoro ha pronunciato un'ordinanza con la quale ha accolto l'istanza presentata da Adiconsum contro Abbanoa e dichiarato l'illegittimità dei "conguagli regolatori" richiesti dal gestore idrico agli utenti, relativamente agli anni 2005-2011;
- più precisamente il giudice ha rilevato la non legittima applicazione di conguagli "che consentono la surrettizia introduzione ex post di integrazioni alla tariffa applicata ad anni passati" affermando che "il comportamento del gestore che si risolva in una modifica unilaterale del corrispettivo pretendibile al momento della somministrazione con riferimento a forniture già effettuate appare abusivo e in contrasto con i principi civilistici dell'affidamento e della buona fede nell'esecuzione del contratto";
- conseguentemente il giudice ha ordinato ad Abbanoa "di astenersi dal richiedere ai clienti-utenti il pagamento di somme a titolo di conguagli 'partite pregresse 2005-2011', di astenersi dall'inviare agli utenti preavvisi di distacco e sospensione della fornitura e di cessare ogni attività di riscossione dei conguagli";

atteso che, ove la sentenza definitiva confermasse il contenuto della sopra citata ordinanza, la società Abbanoa si troverebbe a dover restituire circa 106milioni di euro a quasi 720mila utenti ai quali sono stati recapitati avvisi di pagamento di somme non dovute;

rilevato che:
- il provvedimento giurisdizionale sopra richiamato conferma un precedente orientamento giurisprudenziale al quale lo stesso Tribunale di Nuoro si era già uniformato con un'ordinanza di aprile 2017, nella quale l'organo giudiziario ha dichiarato non dovute le somme richieste da Abbanoa a titolo di "conguaglio delle partite pregresse 2005-2011" e condannato la società alla ripetizione delle somme corrisposte a titolo di acconti dal ricorrente;
- le azioni giudiziarie promosse dai cittadini-utenti e dalle associazioni di categoria contro la società di gestione del servizio idrico sono innumerevoli e sono destinate ad aumentare in virtù delle pronunce giurisprudenziali di condanna;
- le relative spese a carico di Abbanoa Spa hanno importi elevatissimi, sia riferiti ai costi della difesa in giudizio che all'ammontare delle somme indebitamente percepite e quindi da restituire agli utenti;

considerato che:
- la situazione sopra descritta trae origine dall'illegittima attività di riscossione dei canoni posta in essere da parte di Abbanoa Spa;
- tale circostanza rende evidente l'assoluta inadeguatezza ed incompetenza degli organi di vertice che governano l'ente gestore;

riscontrato che:
- la Regione è socia di Abbanoa Spa;
- vanno ricordate le precise conclusioni espresse dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) in ordine ad anomalie nel sistema di gestione della società;
- la società Abbanoa Spa riceve dalla Regione costanti quote di finanziamento pubblico;
- pertanto le ingenti somme necessarie alla difesa in giudizio nelle cause promosse dai cittadini-utenti costituiscono denaro pubblico, che viene evidentemente "sperperato" in controversie dall'esito fallimentare, innescate dall'azione illegittima della società;

ritenuto che:
- il denaro pubblico debba essere destinato al perseguimento e realizzazione degli interessi della popolazione sarda;
- la società Abbanoa debba essere gestita correttamente e nel rispetto delle norme di legge e regolamentari di disciplina, considerata la complessità del servizio idrico e quindi la professionalità e le competenze necessarie ad un efficiente sistema di gestione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
2) a quanto ammontino le spese legali sostenute da Abbanoa Spa negli ultimi quattro anni relativamente ai contenziosi con i cittadini-utenti;
3) quanti siano i procedimenti giudiziari promossi dai cittadini-utenti nei confronti della società gestore negli ultimi quattro anni e quale sia stato l'esito di quelli giunti a conclusione;
4) quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere nei confronti degli organi di vertice della società (direttore generale ed amministratore unico) a fronte dell'assoluta e totale incompetenza dimostrata nella gestione dell'ente.

Cagliari, 31 gennaio 2018