CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1409/A

DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulle discriminazioni nei confronti dei fabici.

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Il sottoscritto,

premesso che il favismo è un'anomalia genetica che interessa alcuni enzimi contenuti nei globuli rossi e comporta l'assoluta necessità di evitare l'assunzione di alcuni alimenti, alcuni farmaci e sostanze particolari;

ricordato che dopo una lunga battaglia, portata avanti anche da parlamentari dei Riformatori sardi, è stata approvata la legge n. 109 del 2010 (Disposizioni per l'ammissione dei soggetti fabici nelle Forze armate e di polizia) che riporta "La carenza accertata, parziale o totale, dell'enzima G6PDH (glucosio-6-fosfatodeidrogenasi) non può'essere motivo di esclusione ai fini dell'arruolamento nelle Forze armate e nelle Forze di polizia" e prevede che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa, ciascun Ministero interessato adotti i provvedimenti di competenza al fine di adeguare la propria normativa;

constatato che non sono state adeguate tutte le disposizioni normative interessate ed in particolare quelle relative all'accesso alla qualifica iniziale del ruolo dei direttive del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;

evidenziato che l'Organizzazione mondiale della sanità ha ritenuto l'esclusione dalle professioni per favismo una ingiustificata discriminazione su base genetica;

considerato che in Sardegna il favismo ha carattere endemico in quanto rappresenta una caratteristica del nostro patrimonio genetico ed è pertanto notevolmente diffuso tra la popolazione,

appreso che una giovane ragazza sarda, vincitrice di concorso, ha dovuto ricorrere prima al TAR del Lazio e quindi al Consiglio di Stato per poter essere assunte presso il Corpo ed oggi rischia comunque di vedersi esclusa dalle operazioni di soccorso;

valutato che un irragionevole pregiudizio, senza alcun fondamento scientifico, non può discriminare i giovani sardi che, in un difficilissimo periodo di crisi, cercano un'opportunità lavorativa,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore regionale del lavoro per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto su esposto;
2) non ritengano di dover immediatamente intervenire presso le competenti autorità al fine di eliminare, una volte per tutte, le discriminazioni che impediscono ai giovani sardi di avere pari accesso al pubblico impiego.

Cagliari, 28 febbraio 2018