CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1428/A

CHERCHI - CONGIU - DESINI - MANCA Pier Mario - UNALI, con richiesta di risposta scritta, sulla programmazione della chirurgia senologica e in generale della chirurgia oncologica nella Regione.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il carcinoma della mammella costituisce la patologia tumorale più frequente nelle donne, rappresentando la seconda causa di morte in Europa;
- i tumori della mammella figurano al primo posto per incidenza sia tra le donne di età ≥49 anni (41 per cento), sia nella classe d'età 50-69 anni (35 per cento), sia in quella di età ≥70 anni (21 per cento);
- il carcinoma della mammella è responsabile del 28 per cento delle morti per causa oncologica prima dei 50 anni, del 21 per cento tra i 50 e i 69 anni e del 14 per cento dopo i 70 anni;
- a partire dalla fine degli anni Ottanta si è assistito ad una moderata ma continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario, attribuibile da un lato ad una più alta sensibilità ed anticipazione diagnostica, grazie agli screening mammografici e, dall'altro, ai notevoli progressi terapeutici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni;

dato atto che:
- le evidenze scientifiche dimostrano come la diagnosi precoce sia l'azione più efficace nella lotta contro il tumore al seno e come i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure per stadio di malattia e qualità di vita siano direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura;
- nel marzo 1998 durante la prima European breast cancer conference (Dichiarazione di Firenze) è stato stabilito che le donne portatrici di un tumore al seno devono essere curate da team multidisciplinari;
- nel 2003 il Parlamento europeo ha raccomandato che le donne europee fossero curate in una rete di centri multidisciplinari certificati secondo i requisiti dell'European society of breast cancer specialists (Eusoma);
- nel 2006 un'altra risoluzione del Parlamento europeo ha invitato gli Stati membri a costituire entro il 2016 centri multisciplinari per la cura del tumore della mammella;
- in una mozione del Senato del 15 ottobre 2003 e della Camera del 9 luglio 2003 e del 3 marzo 2004, il Parlamento italiano ha sottolineato la necessità di garantire, a tutte le donne affette da carcinoma della mammella, il diritto ad essere curate in una rete di centri di senologia certificati e interdisciplinari in grado di assicurare standard di qualità ed efficacia della cura;
- le regioni hanno recepito le raccomandazioni delle istituzioni europee e hanno dato vita a Breast unit (BU), nelle quali un team coordinato e multidisciplinare, applicando i Percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) aggiornati e conformi alle linee guida nazionali e internazionali, offre tempestivamente le migliori cure, garantendo quel livello di specializzazione, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione psicofunzionale, in grado di assicurare la migliore qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti;

visto il documento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 18 dicembre 2014 recante le "Linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia", da cui si evince che il servizio di chirurgia senologica deve essere prevalentemente dedicato alla cura dei tumori della mammella e deve avere risorse e personale dedicato e che il responsabile del servizio deve essere un chirurgo di comprovata esperienza in campo senologico con un curriculum formativo di adeguato training specifico che dedica almeno il 50 per cento del debito orario complessivo alla chirurgia senologica;

considerato che dal documento di "Ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna" approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017 si evince la volontà del legislatore di individuare tre BU pubbliche (presso l'Azienda ospedaliera "Brotzu" di Cagliari, presso l'Azienda ospedaliera di Sassari e presso il presidio unico di area omogenea San Francesco di Nuoro) dotate di medicina nucleare per diagnostica e attività ambulatoriale e organizzate ai fini dell'accreditamento secondo quanto previsto dall'intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2014;

atteso che:
- le BU necessitano di personale dedicato e qualificato e definiscono un core team formato da un chirurgo senologo, un radiologo fully trained in tecniche d'immagine senologiche, biopsie e procedure di localizzazione di lesioni non palpabili, un oncologo medico, un patologo, un infermiere con funzioni di case management, un radioterapista, un medico nucleare esperto nella tecnica del LNS (biopsia del linfonodo sentinella) e altri esami di stadiazione e un chirurgo plastico con formazione specifica in chirurgia ricostruttiva;
- alle figure professionali che compongono il core team tra le quali deve essere individuato un direttore clinico con ruolo di coordinatore, devono aggiungersi come consulenti uno psicologo clinico, un fisiatra e un genetista;

richiamata la deliberazione del direttore generale dell'Azienda ospedaliera Brotzu n. 526 del 6 marzo 2018 avente ad oggetto l'"Avviso di Selezione pubblica per titoli e colloquio per l'attribuzione di un incarico quinquennale, con facoltà di rinnovo, di direttore di Struttura complessa chirurgia oncologica e senologia presso lo stabilimento Ospedaliero oncologico Businco";

atteso che il reparto di senologia dell'ospedale oncologico è la settima senologia in Italia per volumi e, per questo, ha necessità di un Primario che si occupi a tempo pieno di oncologia senologica per farla crescere e diventare pienamente efficiente, superando le criticità esistenti in termini di ritardi e liste d'attesa impressionanti;

evidenziato che:
- accorpare due reparti dell'ospedale oncologico, e cioè l'oncologia chirurgica e la chirurgia sperimentale, per dare vita alla struttura di chirurgia oncologica e senologia ed estendendo al contempo l'azione del nuovo reparto anche alla chirurgia dell'esofago, dello stomaco, del colon-retto, dell'ano e del sistema linfatico, comporta l'abnorme incremento delle competenze di una struttura che, se da una parte deve prevedere il corrispondente potenziamento delle strutture determinanti nel percorso gestionale del paziente oncologico e del suo follow-up (oltre che, nel caso della chirurgia mammaria, di un percorso anche di chirurgia protesica e ricostruttiva d'avanguardia), dall'altra potenzia il rischio, tangibile, di creare un monstrum difficilmente gestibile e poco incline a dare quelle risposte che ancora aspettano di essere pienamente soddisfatte in termini di terapia di chirurgia oncologica regionale;
- nel reparto di oncologia chirurgica dell'ospedale oncologico erano già confluiti nel luglio 2016 personale e pazienti in carico alla struttura semplice dipartimentale di senologia dell'ospedale San Michele, soppressa e, pertanto, la nuova struttura di chirurgia oncologica e senologia deriva dall'accorpamento di tre strutture che sino al 2015 disponevano di un totale di 82 ore settimanali di sala operatoria mentre ora si trovano a lavorare su 36 ore settimanali a causa di criticità non risolte;
- tale ridotta disponibilità di sedute operatorie ha determinato un tempo di attesa per trattamento chirurgico del carcinoma mammario di oltre 70 giorni, inaccettabile in considerazione della letteratura scientifica e ben oltre i 30 giorni di attesa massima stabiliti come indicatore primario dall'AGENAS nel documento sulla riorganizzazione delle reti oncologiche pubblicato nel dicembre scorso;
- la mobilità passiva extra-regionale per carcinoma della mammella, stabile sino al 2014 su un valore dell'11 per cento, ha ripreso recentemente a crescere sino ad arrivare a superare il 15 per cento nel 2016,

chiedono di interrogare la Giunta regionale e in particolare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale al fine di sapere:
1) se non ritengano che la deliberazione di cui sopra del direttore dell'Azienda ospedaliera Brotzu si ponga in contrasto con quanto stabilito nelle "Linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia" della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2014;
2) se il programma che l'Azienda ospedaliera Brotzu intende attuare con riferimento alla chirurgia oncologica e alla chirurgia senologica sia conforme al documento di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 25 ottobre 2017 e alla programmazione regionale sulla chirurgia oncologica, considerato anche l'alto tasso di mobilità passiva (nel caso specifico della chirurgia senologica in aumento) registrato dalla Regione nello specifico settore.

Cagliari, 16 marzo 2018