CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1442/A

PINNA, con richiesta di risposta scritta, su chiarimenti sullo stato dell'arte delle infrastrutture digitali, in particolare nella zona industriale PIP del Guspinese, volte a garantire il reale superamento del Digital divide.

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La sottoscritta,

premesso che: 
- la Regione autonoma della Sardegna, al fine di ridurre il divario digitale, ha approvato fin dal 2005 il "Piano d'azione per il superamento del Digital divide";
- con le deliberazioni n. 43/11 dell'11 ottobre 2006 e n. 11/6 del 20 marzo 2007 la Regione ha definito la propria strategia in relazione all'obiettivo di ottenere il superamento del fenomeno del Digital divide in tutta la Sardegna, fissando priorità di intervento a medio-lungo e breve termine, per la realizzazione di soluzioni che consentissero di fornire al territorio un profilo minimo di connettività a costi competitivi, nelle aree di scarso interesse per gli operatori;
- con successiva deliberazione n. 37/4 del 25 settembre 2007 la Giunta regionale ha definito le modalità di attuazione dell'intervento;
- nonostante l'implementazione di diversi interventi da parte della Regione, il superamento del Digital divide, al 2010, rimaneva ancora in forte ritardo, verosimilmente a causa delle criticità dovute alla concessione dei permessi da parte degli enti interessati ed in particolare dell'ANAS in relazione alle attività di scavo e di posa della fibra ottica e alle tecniche impiegate, oltre allo scarso interesse da parte degli operatori di telecomunicazioni per le aree più svantaggiate economicamente o geograficamente;
- al 30 giugno 2014, secondo l'indagine condotta dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) sugli ambiti territoriali in Digital divide, persisteva una situazione ancora critica sullo stato di copertura a banda larga dei comuni della Sardegna, con il 3,68 per cento della popolazione in situazione di Digital divide rispetto alla banda larga, di cui il 3,04 per cento con un servizio ADSL LITE totalmente inadeguato, e il rimanente 0,64 per cento totalmente sprovvisto di servizio ADSL;

considerato che:
- anche il Governo ha attribuito rilevanza strategica al progetto di digitalizzazione del territorio nazionale e di riduzione del "Digital divide", in particolare nelle aree a fallimento di mercato, con minore densità di popolazione, caratterizzate dall'assenza d'iniziativa privata (cosiddette aree bianche);
- in proposito la strategia adottata dal Governo nel 2015 si caratterizzava per un complesso di interventi da parte dello Stato, tesi a promuovere e sostenere gli investimenti per la diffusione delle infrastrutture digitali sull'intero territorio nazionale, consentendo di impiegare le risorse pubbliche in linea con gli obiettivi dell'Agenda digitale europea, assicurando pari opportunità di crescita alle diverse aree del Paese, con l'impegno di rispettare, entro la fine del 2020, i termini di conclusione del progetto di "infrastrutturazione" delle "aree bianche" al fine di consentire a tutti i cittadini ed alle imprese di avere a disposizione servizi di connettività a 30 e 100 Mbps;

rilevato che:
- con le deliberazioni della Giunta regionale n. 33/6 del 30 giugno 2015 e la successiva n. 64/4 del 16 dicembre 2015, la Giunta regionale ha avviato un intervento di infrastrutturazione di tipo "diretto," per la banda ultra larga nelle aree rurali, a seguito di stipulazione dell'accordo di programma con il MISE basato sul "Piano nazionale per la banda ultra larga";
- l'intervento, finanziato dal FEASR, prevede la realizzazione di infrastrutture per la banda ultra larga nelle aree rurali della Sardegna, per un totale di 313 comuni in "area bianca", come definiti dalla "Strategia nazionale per la banda ultra larga";
- con la deliberazione della Giunta regionale n. 49/3 del 6 ottobre 2015 sono state approvate le linee strategiche di indirizzo in tema di "agenda digitale della Sardegna", nonché il quadro programmatico unitario delle relative risorse finanziarie;

preso atto: 
- della deliberazione n.17/2 del 4 aprile 2017 con la quale la Regione ha proposto di affidare al MISE, per il tramite diretto ed esclusivo della Società Infratel, la gestione di tutte le tratte in fibra ottica, di proprietà della Regione, destinate al superamento del Digital divide, comprensive delle tratte di backhauling del progetto Banda larga in area rurale (BLAR) e SICSII in modo da consentire lo sfruttamento a titolo oneroso delle suddette tratte da parte degli operatori di telecomunicazioni, secondo i criteri e le metodologie previste dagli orientamenti comunitari in materia, oltreché dal codice delle telecomunicazioni elettroniche e dall'AGCOM;
- che il Presidente della Regione, lo scorso aprile 2017, durante la conferenza stampa convocata per illustrare i contenuti della richiamata deliberazione del 4 aprile 2017, ha comunicato che il piano destinato al superamento del Digital divide prevede di arrivare a coprire l'intero territorio della Sardegna, comprese le zone agricole e dove si concentra la presenza di aziende manifatturiere e artigiane, entro il 2020;

evidenziato che: 
- da anni arrivano ripetuti e preoccupanti segnali di disagio dalle popolazioni e dalle realtà produttive dell'interno della Sardegna, in particolare dalla zona industriale del Piano di insediamento produttivo (PIP) di Guspini, dove operano oltre 400 addetti, che da tempo lamentano una "emarginazione tecnologica" insostenibile;
- già nel 2012, con deliberazione n. 228 del 14 novembre 2012, il comune di Guspini aveva tentato di arginare il problema concedendo un "torrino" piezometrico per l'implementazione del servizio a banda larga per la zona industriale locale, aggiudicando, attraverso un bando pubblico, la messa in opera dell'installazione di antenne necessarie all'erogazione dei servizi ADSL, per un periodo di tempo limitato, stante la diversa destinazione d'uso del torrino;
- tuttavia, tale soluzione tampone, tecnologicamente superata, non è in grado di garantire il servizio ad un numero così elevato di utilizzatori;

sottolineato che ciò si traduce in un danno evidente a carico delle realtà produttive locali presenti in uno dei territori maggiormente colpiti dalla crisi in atto, che soffrono il confronto produttivo e competitivo legato anche al tempo richiesto per svolgere attività per le quali i concorrenti sono avvantaggiati grazie ad una connessione veloce;

considerato che: 
- la diffusione della banda larga è considerata un fattore imprescindibile di crescita economica e occupazionale di un Paese, indispensabile in qualunque sede di lavoro che richieda un'interazione via internet con l'esterno;
- la velocità di connessione è oramai un requisito tecnico irrinunciabile, anche per la diffusione di importanti servizi quali: telelavoro, telemedicina, teleconferenza, videochiamata, o l'avvio di un'attività a distanza;

evidenziato che nell'area del PIP guspinese, la tecnologia è ferma ormai da tempo, determinando una grave discriminante sul piano sociale, economico e culturale;

ricordato che la scrivente ha segnalato il problema al Presidente del Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM), all'Assessore e al direttore generale competenti per materia, rilevando il grave deficit e l'inadeguatezza dei livelli di copertura internet in alcune zone del guspinese e richiedendo interventi in materia di superamento del divario digitale e delle infrastrutture tecnologiche, nel presupposto di una evidente disparità di accesso di tipo tecnologico/informatico;

atteso che soluzioni alle problematiche segnalate non sono più procrastinabili,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) quale sia lo stato dell'arte dell'accordo di programma tra la Regione e il Ministero dello sviluppo economico, mirato al potenziamento delle infrastrutture per la diffusione del servizio di connessione a banda larga nelle zone ancora colpite dal Digital divide;
2) se il PIP dell'area di Guspini rientra nelle aree oggetto del piano di intervento;
3) nel caso, quale sia l'effettivo stato reale di attuazione, sia dal punto di vista dell'infrastruttura fisica che della connettività effettiva ovvero quali siano le criticità;
4) quali iniziative ritengano di dover adottare al fine di garantire pari opportunità nella zona in parola, causa di diseguaglianze e differenze in termini di accesso ai servizi digitali e alla rete internet.

Cagliari, 27 marzo 2018