CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1445/A

TRUZZU - ORRÙ - CONTU - FUOCO, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del Dipartimento della prevenzione anche in considerazione dei recenti maggiori obblighi vaccinali.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con il decreto legge 7 giugno 2017, n. 73 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale), come modificato dalla legge di conversione 31 luglio 2017, n. 119, e successive circolari esplicative del Ministero, è stata disposta la regolarità vaccinale quale obbligo propedeutico alla frequenza scolastica per l'anno 2017/18;
- l'attività di vaccinazione risulta in capo alla Struttura semplice di vaccinoprofilassi del Servizio di igiene e sanità pubblica, struttura complessa afferente al Dipartimento di prevenzione;

considerato che:
- il sopra richiamato obbligo vaccinale, in aggiunta alla routinaria attività programmata, ha determinato la necessità di regolarizzare un numero di soggetti da tempo parzialmente o totalmente inadempienti (fra regolari e inadempienti è stata raggiunta la cifra di circa 60 mila unità); ciò in un intervallo di tempo che, sia pur non breve, è risultato inadeguato per:
a) incremento del numero delle vaccinazioni previste dai nuovi LEA;
b) carenza di personale, già da tempo ed anticipatamente segnalata come a prescindere, incidente sugli stessi ordinari carichi di lavoro del Servizio igiene pubblica;
c) ritardato ricorso alla regolarizzazione da parte dell'utenza che  ha sostanzialmente procrastinato la propria domanda concentrandola a ridosso della scadenza prevista, con l'effetto di amplificare ulteriormente e massimamente il feedback di un disagio riverberante fra erogatore e richiedente la prestazione;
d) concomitante offerta stagionale negli ambulatori sia della vaccinazione antinfluenzale che di richiesta di quella antimeningococcica a seguito di alcuni casi severi di meningite verificatisi quest'anno in Sardegna;
e) parallelo carico aggiuntivo (all'atto medico vaccinale sensu strictu) dell'aspetto certificativo, amplificato dall'assenza di una anagrafe vaccinale informatizzata;
- il surplus di domanda, concentrato nel tempo, ha esposto gli operatori addetti ad una attività stressante, poiché dimensionalmente eccessiva, quindi sempre più caratterizzata da una ripetitività/automatismo (distante e poco congeniale a quello che risulta l'atto medico a tutti gli effetti) ed alla possibilità di errore per malpractice medica;

verificato che:
- l'enucleazione e trasferimento della Struttura semplice di medicina legale, del Servizio di igiene e sanità pubblica al Dipartimento di prevenzione, era già stata fatta oggetto (fra le altre forti criticità evidenziate) di interrogazioni consiliari regionali in precedenti legislature per i diversi risvolti e ricadute organizzativo-operative;
- tali ricadute permangono ad oggi stante l'impossibilità di poter vantaggiosamente utilizzare tutto l'ex personale formato dell'igiene pubblica, compreso quello di medicina legale che, in subordine, risultava dedicato anche alla pratica vaccinale;
- il Servizio igiene e sanità pubblica, già prevedendo il problema legato all'applicazione della norma de quo, si era trovato (anticipatamente alle lamentele dell'utenza e segnalazioni sulla stampa) a richiedere l'ausilio al Dipartimento di prevenzione a cui afferisce;
- in attesa di un intervento da parte del Dipartimento di prevenzione, il Servizio igiene e sanità pubblica si è avvalso delle altre professionalità delle strutture semplici in esso incardinate, distolte momentaneamente dalle proprie incombenze di settore;
- il direttore del Dipartimento di prevenzione abbia ritenuto:
a) di non dover apprezzare direttamente sul campo il carico di lavoro ambulatoriale;
b) di non dover fornire, a supporto della consistente attività certificativa accessoria, a valenza medico-legale, la presenza di qualche dirigente medico della Struttura semplice di medicina legale direttamente afferente al Dipartimento;
c) potersi limitare a fornire, quale fattivo contributo, quello di un modello certificativo rispondente alle indicazione fornita il 28 dicembre 2018 dal MIUR e dal Ministero della sanità (sostanzialmente "intendimento di regolarizzarsi vaccinalmente poi"), peraltro già in uso, e proporre la presenza, nella mattinata del sabato, all'interno degli istituti scolastici (in prossimità della scadenza dell'obbligo certificativo) dei medici dell'igiene pubblica per il solo rilascio dei certificati, prassi sostanzialmente inadottabile, stante la non infrequente necessità di dover ricorrere agli archivi presenti in ambulatorio;

attese:
- l'inadeguatezza delle azioni attuate dal direttore del Dipartimento in tale situazione di criticità peraltro prevedibile e portata anticipatamente alla Sua attenzione dal Servizio igiene pubblica;
- le modalità con le quali si è giunti alla stessa nomina del direttore del Dipartimento, già fatta oggetto di diverse interrogazioni presentate nelle precedenti legislature, che tra l'altro permane invariato da oltre 10 anni e da tempo abbondantemente scaduto,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) quando intenda sbloccare il blocco del turn over e dotare il Servizio di igiene e sanità pubblica di una pianta organica quali quantitativamente adeguata ai compiti attribuiti, anche in funzione dell'entrate in vigore degli estesi nuovi LEA;
2) quali misure intenda adottare al fine di predisporre adeguate professionalità alla direzione del Dipartimento della prevenzione che, preavvisato con tempestivo anticipo dell'incipiente situazione di emergenza, nessun contributo ha fornito per evitare un marcato disagio all'utenza ed un improprio sovraccarico lavorativo per gli stessi operatori addetti, tanto da configurare un disservizio;
3) quando intenda far rispettare il regolamento di Dipartimento ex ASL n. 8 di Cagliari (di cui alla deliberazione n. 837 del 15 luglio 2009) che non risulta abrogato, integrato o sostituito e che, per la sua direzione prevede, all'articolo 2, punto 2.2, che "l'incarico ha durata triennale, rinnovabile una sola volta", incarico che persiste, immutato e senza soluzioni di continuità, ad personam da oltre 10 anni;
4) quando intenda interrompere, ai fini dell'anticorruzione, quell'inopportuno feedback operativo che vede la direzione del Dipartimento nella veste di struttura proponente di deliberazioni o determinazioni aziendali istitutive di attività o di strutture operative, alla cui direzione venga identificato il direttore di Dipartimento medesimo (o i suoi fiduciari sostituti).

Cagliari, 28 marzo 2018